Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Contributi 2026: artigiani 4.521,36 € + 24% oltre 18.808 € (25% oltre 56.224 €); commercianti 4.611,64 € + 24,48% (25,48% oltre 56.224 €); gestione separata 26,07%. Imponibile dipende dal regime fiscale. Agevolazioni 35% e 50%.
- L’imponibile cambia per regime: ordinario = incassi meno costi e contributi; forfettario = incassi per coefficiente di redditività meno contributi dedotti.
- Artigiani/commercianti 2026: minimale 18.808 €, fissi differenziati, aliquote su eccedenza e +1% oltre 56.224 €.
- Professionisti senza cassa: gestione separata 26,07% sul reddito; versamenti con saldo e acconti tramite F24.
Imponibile contributivo: cos’è e come si calcola davvero
L’imponibile è la base su cui applichi i contributi. Devi definirlo prima di calcolare quanto versare. Cambia in base al regime fiscale e all’attività.
Regime ordinario: come trovi l’imponibile
Nel regime ordinario dell’impresa calcoli il reddito con il principio di competenza. Significa che consideri ricavi e costi dell’anno, anche se non incassati o non pagati. Sottrai anche i contributi previdenziali deducibili versati.
Nel lavoro autonomo professionale usi il principio di cassa. Significa che calcoli incassi meno spese pagate nell’anno, poi deduci i contributi. La disciplina si trova nel Testo Unico delle Imposte sui Redditi (DPR 917/1986) consultabile su Normattiva.
Regime forfettario: il ruolo del coefficiente di redditività
Nel forfettario l’imponibile fiscale si calcola così: incassi dell’anno per coefficiente di redditività, diverso per ATECO. Poi sottrai i contributi previdenziali pagati. Il quadro normativo nasce con la Legge 190/2014 e successive modifiche, visibili su Normattiva.
Il coefficiente non cambia i contributi di per sé, ma cambia il reddito su cui paghi i contributi variabili e quelli della gestione separata.
Artigiani e commercianti (Gestione IVS): importi 2026, soglie e logica di calcolo
Se hai una ditta individuale artigiana o commerciale, ti iscrivi alla Gestione IVS Artigiani/Commercianti INPS. La base è nella Legge 613/1966, nella Legge 335/1995 e nelle circolari INPS annuali che fissano minimalI, massimali e aliquote.
Contributi fissi 2026: artigiani 4.521,36 €. Commercianti 4.611,64 €. Coprono il minimale di reddito pari a 18.808 €. Se il tuo imponibile supera 18.808 €, versi anche una quota percentuale sull’eccedenza.
Aliquote 2026 sull’eccedenza: artigiani 24%; commercianti 24,48%. Sulla parte di reddito oltre 56.224 € si applica un’addizionale dell’1%: quindi 25% per artigiani e 25,48% per commercianti. Le soglie e le aliquote discendono dalle istruzioni INPS 2026.
Esempi pratici di calcolo
Esempio 1 (artigiano, imponibile 25.000 €): versi 4.521,36 € fissi. L’eccedenza è 25.000 – 18.808 = 6.192 €. Calcoli il 24% su 6.192 € = 1.486,08 €. Totale: 6.007,44 €.
Esempio 2 (commerciante, imponibile 60.000 €): fissi 4.611,64 €. Eccedenza fino a 56.224 €: 56.224 – 18.808 = 37.416 €, al 24,48% = 9.164,45 €. Oltre 56.224 €: 60.000 – 56.224 = 3.776 €, al 25,48% = 962,05 €. Totale: 14.738,14 €.
Esempio 3 (forfettario commerciante, imponibile 15.000 €): resti sotto 18.808 €. Versi solo i fissi 4.611,64 € (eventuali riduzioni a parte).
Agevolazioni 2026 per nuove iscrizioni e per forfettari
Riduzione 50% per i primi tre anni: se ti iscrivi alla gestione artigiani o commercianti nel 2026 puoi chiedere una riduzione del 50% dei contributi. La misura è richiamata nelle istruzioni contributive INPS e nelle leggi di bilancio che l’hanno confermata. Verifica sempre la circolare INPS dell’anno.
Riduzione 35% per chi è nel regime forfettario: puoi chiedere la riduzione dei contributi IVS (fissi e variabili) del 35%. La disciplina nasce con la Legge 190/2014 e i chiarimenti INPS (ad esempio Circolare n. 29/2015). L’opzione è su domanda, si rinnova finché resti nel forfettario e riduce il montante contributivo per la pensione.
Le due riduzioni non si sommano. Devi scegliere quale applicare. Valuta effetto sul costo annuo e sull’accredito pensionistico.
Liberi professionisti: gestione separata o cassa di categoria
Professionisti senza cassa: Gestione separata INPS
Se non esiste una cassa professionale per la tua attività, ti iscrivi alla Gestione separata INPS. La norma base è l’art. 2, comma 26, della Legge 335/1995. Ogni anno l’INPS fissa l’aliquota e i massimali con circolare.
Aliquota 2026: 26,07% sul reddito imponibile. L’aliquota include le voci minori per maternità e assegni (come indicato dall’INPS). Se sei pensionato o assicurato altrove l’aliquota può essere diversa: verifica la circolare INPS 2026.
Paghi con F24, insieme a saldo e acconti delle imposte. L’imponibile dipende dal regime fiscale: ordinario (principio di cassa per professionisti) o forfettario (incassi per coefficiente, meno contributi).
Professionisti con cassa: regole specifiche
Se esiste la cassa della tua professione, devi iscriverti lì. Esempi: avvocati (Cassa Forense), commercialisti (CNPADC), ingegneri e architetti (Inarcassa), medici (ENPAM). Il quadro normativo è nel D.Lgs. 509/1994 e nel D.Lgs. 103/1996, con regolamenti interni delle casse e deliberazioni approvate dai ministeri vigilanti.
Ogni cassa definisce minimi, aliquote e scadenze. Consulta i regolamenti e le delibere pubblicate e i documenti dei Ministeri vigilanti e del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
Regola decisionale rapida
Quale gestione previdenziale scegliere
Se produci, trasformi o ripari beni in modo artigianale: Gestione Artigiani INPS.
Se vendi beni al dettaglio o all’ingrosso, o gestisci un’attività commerciale: Gestione Commercianti INPS.
Se presti servizi intellettuali senza cassa (es. consulenza non ordinistica): Gestione separata INPS.
Se appartieni a un ordine con cassa (avvocato, architetto, medico, ecc.): iscriviti alla cassa della categoria.
Come calcolare correttamente quanto versare
Step 1: individua il regime fiscale. Ordinario o forfettario. Definisci l’imponibile (ricavi-costi-contributi in ordinario; incassi per coefficiente meno contributi in forfettario).
Step 2: applica le regole della gestione. Artigiani/commercianti: fissi + percentuale su eccedenza oltre 18.808 €, con +1% oltre 56.224 €. Gestione separata: aliquota unica 26,07% sul reddito.
Step 3: valuta agevolazioni. Nuove iscrizioni 2026: -50% per tre anni. Forfettario: -35% continuativa. Non sommare benefici. Scegli quello più utile.
Step 4: pianifica le scadenze. Fissi IVS in quattro rate trimestrali; variabili e gestione separata con saldo e acconti. Prepara l’F24 in tempo.
Scadenze, pagamenti e sanzioni
Iscrizione e termini
Iscriviti alla gestione INPS corretta entro 30 giorni dall’avvio attività. La regola discende dalle disposizioni INPS e dalla normativa sull’iscrizione delle imprese individuali e dei professionisti. Conserva la ricevuta della comunicazione unica o della pratica telematica.
Versamenti: come e quando
Artigiani e commercianti: i contributi fissi si pagano in quattro rate, di norma a maggio, agosto, novembre e febbraio dell’anno successivo. I contributi sull’eccedenza si pagano con saldo e acconti insieme alle imposte (giugno/luglio e novembre).
Gestione separata: paghi tutto a saldo e acconti, con modello F24, scadenze in giugno/luglio e novembre. Se rateizzi le imposte, puoi rateizzare anche i contributi collegati secondo le istruzioni dell’anno.
Sanzioni e ravvedimento
Il mancato pagamento comporta sanzioni e interessi. La cornice è nel D.Lgs. 241/1997 e nel D.Lgs. 472/1997. Puoi usare il ravvedimento operoso per ridurre le sanzioni se regolarizzi in fretta. L’INPS pubblica ogni anno i tassi di interesse e le modalità.
Documenti e fonti da consultare
Circolare INPS per artigiani e commercianti dell’anno 2026 (minimali, massimali, aliquote). Circolare INPS gestione separata 2026. TUIR (DPR 917/1986) su Normattiva per le regole di reddito. Legge 190/2014 per il forfettario e agevolazioni contributive. Ministero del Lavoro per l’elenco delle casse professionali e atti di vigilanza.
| Scenario | Gestione/Regime | Calcolo contributi 2026 | Agevolazioni disponibili | Scadenze principali |
|---|---|---|---|---|
| Ditta individuale artigiana | Gestione IVS Artigiani | Fissi 4.521,36 € + 24% su reddito oltre 18.808 €; 25% oltre 56.224 € | -50% per nuove iscrizioni 2026 (3 anni) oppure -35% se in forfettario | Fissi: maggio, agosto, novembre, febbraio; Eccedenza: saldo/acconti giugno-luglio e novembre |
| Ditta individuale commerciale | Gestione IVS Commercianti | Fissi 4.611,64 € + 24,48% su reddito oltre 18.808 €; 25,48% oltre 56.224 € | -50% nuove iscrizioni 2026 (3 anni) oppure -35% se in forfettario | Fissi: maggio, agosto, novembre, febbraio; Eccedenza: saldo/acconti giugno-luglio e novembre |
| Professionista senza cassa | Gestione separata INPS | 26,07% su imponibile professionale (cassa per professionisti; coefficiente per forfettari) | Aliquote ridotte se pensionato/assicurato altrove secondo circolare INPS 2026 | Saldo e acconti in giugno-luglio e novembre; eventuale rateazione secondo istruzioni dell’anno |
| Professionista con cassa (es. avvocato) | Cassa professionale di categoria | Minimi + percentuali secondo regolamento della cassa (conguaglio a consuntivo) | Eventuali esenzioni/riduzioni da regolamento e delibere approvate dai Ministeri | Scadenze deliberate dalla cassa; consultare circolari e avvisi annuali |
| Forfettario artigiano/commerciante | Gestione IVS di settore | Fissi + percentuale su eccedenza calcolata su imponibile forfettario | Riduzione -35% su domanda (finché resti nel forfettario) | Fissi trimestrali; eccedenza con saldo/acconti IRPEF |
FAQ
1) Come si calcola l’imponibile ai fini dei contributi se sono in ordinario e in contabilità semplificata?
Nel lavoro autonomo in semplificata usi il principio di cassa. Parti dagli incassi dell’anno e sottrai le spese pagate nell’anno. Sottrai poi i contributi previdenziali deducibili già versati. Il risultato è l’imponibile su cui calcoli la gestione separata, oppure l’eccedenza per artigiani/commercianti. Esempio: incassi 50.000 €, spese pagate 14.000 €, contributi versati 4.500 €. Imponibile = 50.000 – 14.000 – 4.500 = 31.500 €. Se sei commerciante, paghi i fissi e poi applichi il 24,48% su 31.500 – 18.808 = 12.692 €, con l’1% aggiuntivo solo per la parte oltre 56.224 €. Questa impostazione discende dal TUIR (DPR 917/1986) e dalle prassi INPS.
2) Posso cumulare la riduzione del 50% per nuove iscrizioni con la riduzione del 35% per il forfettario?
No, la cumulabilità non è prevista. Le istruzioni INPS chiariscono che le agevolazioni non si sommano. Devi scegliere quale applicare. La riduzione del 50% dura tre anni dall’iscrizione. La riduzione del 35% vale finché resti nel regime forfettario. Come scegliere? Se hai redditi bassi, spesso il -35% continuativo è più utile. Se prevedi redditi alti subito, il -50% iniziale può dare un risparmio maggiore nel triennio. Ricorda che le riduzioni abbassano il montante contributivo utile alla pensione. Valuta l’impatto previdenziale. Riferimenti: Legge 190/2014 e circolari INPS sull’agevolazione forfettari; circolari INPS annuali per la riduzione nuove iscrizioni.
3) Apro a metà anno: i contributi fissi si pagano per intero o si riducono?
I contributi fissi IVS si calcolano in base ai mesi di attività dell’anno. Se apri a luglio, paghi i fissi proporzionati ai mesi di iscrizione. L’INPS indica il criterio pro rata nelle istruzioni annuali. Restano invece invariati i meccanismi sull’eccedenza: se superi 18.808 € di imponibile, calcoli la quota percentuale solo sulla parte eccedente, indipendentemente dai mesi. Per la gestione separata, non esistono fissi: paghi solo in percentuale sui compensi effettivi dell’anno. Conserva sempre i documenti di apertura attività: l’INPS li usa per determinare i mesi di competenza.
4) Come funzionano saldo e acconti dei contributi per la gestione separata o per l’eccedenza IVS?
Il saldo si calcola sul reddito dell’anno precedente, con i dati del modello Redditi. Gli acconti si calcolano sulla base dei contributi dovuti per l’anno precedente, applicando le percentuali previste dalle istruzioni del modello Redditi. Le scadenze sono in linea con le imposte sui redditi: giugno/luglio per saldo e primo acconto, novembre per il secondo acconto. Usi sempre l’F24. Se prevedi un reddito molto più basso, puoi ridurre l’acconto, ma assumi il rischio di sanzioni se sbagli. Le regole generali discendono dal D.Lgs. 241/1997 e dalle istruzioni INPS e Agenzia delle Entrate pubblicate ogni anno.
5) Esistono massimali di reddito per cui i contributi non si pagano oltre una certa soglia? E come incide l’1% oltre 56.224 €?
Sì. Ogni anno l’INPS fissa un massimale di reddito oltre il quale non versi contributi per la gestione artigiani/commercianti e per la gestione separata. Il massimale tutela dal pagamento su redditi molto elevati, ma limita anche l’accredito contributivo ai fini pensionistici. Oltre al massimale, per artigiani e commercianti c’è l’addizionale dell’1% oltre una soglia di reddito (56.224 € per il 2026). Funziona così: calcoli la percentuale ordinaria fino a 56.224 € di eccedenza e applichi un punto percentuale in più solo sulla parte che supera quella soglia. Gli importi di soglia, minimalI e massimali sono indicati nella circolare INPS 2026 e derivano dalla Legge 335/1995 e dalle norme di adeguamento annuale.
