Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Se hai Partita IVA in forfettario e sei amministratore di una SRL, il compenso da amministratore è reddito assimilato con cedolino. Fatturi solo consulenze distinte. Attenzione al controllo di SRL con attività riconducibile alla tua.
- Il compenso da amministratore rientra nei redditi assimilati al lavoro dipendente (art. 50, comma 1, lett. c-bis, TUIR) con Gestione Separata INPS.
- In forfettario emetti fattura solo per consulenze professionali autonome e distinte dall’incarico di amministratore.
- Forfettario precluso se controlli una SRL che svolge attività riconducibile alla tua (art. 1, comma 57, L. 190/2014, come modificata).
Quadro generale: amministratore di SRL con Partita IVA in regime forfettario
Essere amministratore di una SRL e avere Partita IVA in forfettario è possibile. Devi però separare bene i ruoli e i relativi redditi. Le regole chiave derivano dal TUIR, dal Codice civile e dalla normativa sul forfettario.
Il compenso da amministratore è reddito assimilato a lavoro dipendente, indipendentemente dalla tua Partita IVA. Lo stabilisce l’art. 50, comma 1, lett. c-bis, del TUIR (testo su Normattiva). Si gestisce come un co.co.co. con cedolino e ritenute.
Se oltre al ruolo di amministratore svolgi consulenze professionali per la stessa SRL, puoi emettere fattura. La consulenza deve essere distinta e contrattualizzata a parte. In forfettario la fattura non espone IVA, e si applica l’imposta sostitutiva (L. 190/2014, commi 54-89, su Normattiva).
Fonti normative essenziali
Le principali basi normative sono: TUIR art. 50, comma 1, lett. c-bis (redditi assimilati per amministratori). L. 190/2014, commi 54-89 e successive modifiche (regime forfettario). L. 145/2018 e L. 197/2022 (manutenzione del forfettario). Art. 2359 c.c. (controllo societario). Art. 2475 c.c. e delibera compensi (assemblea o statuto). L. 335/1995, art. 2, comma 26 (Gestione Separata INPS; riferimento Ministero del Lavoro/INPS). DPR 633/1972 per l’IVA.
Consulta sempre i testi aggiornati su Normattiva e le istruzioni INPS/Ministero del Lavoro per le aliquote contributive correnti. Le circolari dell’Agenzia delle Entrate (ad esempio 10/E del 2016 e 9/E del 2019) offrono interpretazioni pratiche su forfettario e cause di esclusione.
Come si inquadra il compenso dell’amministratore
Il compenso dell’amministratore non si fattura con Partita IVA. Viene corrisposto con cedolino. La società fa da sostituto d’imposta, applica ritenute IRPEF mensili e versa i contributi INPS alla Gestione Separata.
Gestione Separata INPS: è il fondo previdenziale per collaboratori e amministratori. Contribuisci su quanto percepito come amministratore. L’aliquota varia ogni anno. In genere la società paga circa due terzi, il percettore un terzo. Verifica le aliquote INPS aggiornate presso il Ministero del Lavoro/INPS.
IVA: l’ufficio di amministratore non configura di per sé prestazione professionale ai fini IVA. Il compenso quindi non espone IVA. Restano invece con IVA (o senza IVA se sei in forfettario) le eventuali consulenze professionali pure, distinte dall’incarico di amministratore, rese con la tua Partita IVA.
Quando puoi emettere fattura
Puoi emettere fattura per attività professionali autonome e diverse dall’ufficio di amministratore. Esempio: sei ingegnere e redigi un progetto tecnico per la SRL. Quella è consulenza, non amministrazione. Serve un contratto separato. La descrizione in fattura deve essere chiara e specifica.
Non puoi emettere fattura per “compenso amministratore”. Quella parte va sempre in cedolino con ritenute e Gestione Separata, come previsto dal TUIR.
Regime forfettario: accesso, permanenza e vincoli
Il forfettario è un regime agevolato per persone fisiche con Partita IVA. Ha imposta sostitutiva al 15%, ridotta al 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti start-up. Base imponibile calcolata applicando il coefficiente di redditività ai ricavi incassati (principio di cassa = tassazione sugli incassi effettivi).
Limite ricavi: la soglia di accesso/permanenza è fissata dalla L. 190/2014 e successive manovre. La Legge di Bilancio 2023 (L. 197/2022) ha elevato il limite a 85.000 euro e introdotto l’uscita immediata in corso d’anno oltre 100.000 euro di ricavi/compensi. Verifica ogni anno la soglia vigente sulla normativa di bilancio pubblicata su Normattiva.
Cause di esclusione: restano attivi i divieti per chi partecipa a società di persone/associazioni professionali e per chi controlla direttamente o indirettamente una SRL che svolge attività riconducibile alla propria (art. 1, comma 57, L. 190/2014). Resta anche la limitazione sulle prestazioni prevalentemente verso l’ex datore di lavoro nei periodi indicati dalla legge, per evitare false partite IVA.
Redditi da lavoro dipendente e assimilati
Il vecchio limite di 30.000 euro di redditi da lavoro dipendente e assimilati come causa di esclusione dal forfettario non è più vigente dopo gli interventi della L. 197/2022. A oggi, agosto 2026, non risulta ripristinato. Controlla comunque la Legge di Bilancio di anno in anno su Normattiva.
Quindi, percepire compensi da amministratore (redditi assimilati) non ti esclude dal forfettario per soglie autonome. Devi però rispettare le altre cause di esclusione e i limiti di ricavi della tua Partita IVA.
Controllo della SRL e “attività riconducibile”: quando il forfettario salta
La preclusione scatta se controlli una SRL che svolge attività direttamente o indirettamente riconducibile alla tua attività in Partita IVA. Il “controllo” si valuta secondo l’art. 2359 c.c. (maggioranza voti, influenza dominante o patti). Vale anche il controllo indiretto.
“Attività riconducibile” significa che l’oggetto sociale e l’attività effettiva della SRL sono uguali o molto simili alla tua attività professionale o imprenditoriale individuale. Se c’è sovrapposizione sostanziale, l’Agenzia delle Entrate può contestare il forfettario.
Tempistica: la verifica del controllo e dell’attività riconducibile si fa con riferimento all’anno precedente. Se acquisisci controllo durante l’anno, in via generale la preclusione opera dall’anno successivo. Fai valutare i casi particolari dal consulente.
Esempi pratici
Sei ingegnere in forfettario e amministratore non controllante in una SRL di engineering: forfettario ok. Il compenso da amministratore è in cedolino; puoi fatturare consulenze tecniche distinte.
Sei consulente marketing in forfettario e controlli una SRL che fa marketing: rischio preclusione forfettario per controllo e attività riconducibile. Valuta passaggio al regime ordinario.
Regola decisionale rapida
Domande sì/no per scegliere l’inquadramento corretto:
- L’attività che svolgo è quella di amministratore? Sì: compenso in cedolino, reddito assimilato, Gestione Separata. No: vedi domanda successiva.
- È una consulenza professionale distinta e contrattualizzata? Sì: emetto fattura con Partita IVA (forfettario senza IVA). No: non fatturo, rientra nell’incarico di amministratore.
- Controllo direttamente o indirettamente la SRL? Sì: vedi domanda successiva. No: posso restare in forfettario se rispetto i limiti di legge.
- L’attività della SRL è riconducibile alla mia? Sì: il forfettario è precluso per l’anno successivo alla sussistenza dei requisiti. No: posso restare in forfettario.
- Supero i limiti di ricavi del forfettario o le soglie di uscita immediata? Sì: esco dal forfettario secondo le regole in vigore. No: permane il regime.
Adempimenti e scadenze operative
Per il compenso da amministratore
Delibera del compenso: in statuto o in assemblea dei soci (principi Codice civile). Lettera di incarico con dettaglio del compenso e periodicità.
Ritenute: la SRL calcola le ritenute IRPEF sul cedolino ogni mese e versa con F24 entro il 16 del mese successivo. Contributi INPS Gestione Separata ripartiti fra azienda e amministratore, da versare entro gli stessi termini.
Certificazione Unica: la SRL rilascia la CU entro le scadenze annuali e invia il modello 770. Conserva documenti e cu scegli il regime dichiarativo più corretto.
Per le consulenze fatturate
Contratto distinto dalla carica di amministratore, con oggetto, corrispettivo e deliverable chiari. Fattura elettronica obbligatoria per tutti i forfettari. Marca da bollo se dovuta.
Forfettario: niente IVA in fattura, niente ritenuta d’acconto. Imposta sostitutiva al 15% (o 5% per le start-up aventi diritto). Base imponibile data da incassi moltiplicati per il coefficiente di redditività del tuo ATECO.
Regime ordinario vs forfettario: quando e perché cambiare
Il regime ordinario prevede IVA e IRPEF a scaglioni, con deduzione dei costi effettivi e dei contributi. Diventa preferibile se sostieni molti costi o superi i limiti forfettari. L’uscita può essere per superamento soglie o per cause di esclusione (come il controllo di SRL con attività riconducibile).
Prima di cambiare regime, simula i due scenari: imposta sostitutiva su base forfettaria contro IRPEF progressiva su base analitica. Considera anche l’IVA, i crediti IVA, e le regole di cassa/competenza.
| Scenario | Inquadramento compenso | Effetto su forfettario | Adempimenti e tempistiche |
|---|---|---|---|
| Professionista forfettario amministratore NON controllante; attività SRL riconducibile | Compenso amministratore con cedolino (reddito assimilato, Gestione Separata). Consulenze tecniche distinte fatturabili. | Forfettario ammesso se non controlli la SRL e rispetti le altre condizioni. | Delibera/lettera incarico; F24 ritenute/contributi entro il 16; CU/770 annuali; fatture elettroniche per consulenze entro termini ordinari. |
| Professionista forfettario amministratore CONTROLLANTE; attività SRL riconducibile | Cedolino per carica; eventuali consulenze da valutare con attenzione per rischio elusione. | Forfettario precluso dall’anno successivo alla sussistenza del controllo e della riconducibilità (L. 190/2014, comma 57). | Valutare passaggio a regime ordinario dal 1° gennaio successivo; aggiornare adempimenti IVA/IRPEF; informare il consulente entro fine anno. |
| Artigiano/commerciante forfettario amministratore NON collegato all’attività della SRL | Cedolino per carica; non fattura. Contributi: IVS per l’attività propria + Gestione Separata per la carica. | Forfettario ammesso, salvo superamento soglie ricavi o altre cause di esclusione. | Versamenti IVS secondo minimali e scadenze; F24 Gestione Separata tramite SRL; verifica massimali contributivi INPS annuali. |
| Commercialista forfettario amministratore e consulente della stessa SRL | Cedolino per carica; fattura per attività di consulenza separata e documentata. | Forfettario ammesso se non c’è controllo su SRL riconducibile e non si viola la regola su ex datore di lavoro. | Separare contratti e oggetti; descrizioni puntuali in fattura; verificare e-fattura e marca da bollo; CU/770 per compensi amministratore. |
FAQ
Posso fatturare il compenso da amministratore con la mia Partita IVA in forfettario?
No. Il compenso da amministratore è sempre reddito assimilato a quello di lavoro dipendente ai sensi dell’art. 50, comma 1, lett. c-bis, del TUIR. La SRL funge da sostituto d’imposta, emette un cedolino, applica ritenute IRPEF e versa la Gestione Separata INPS. La tua Partita IVA serve per attività professionali autonome e distinte dall’ufficio di amministratore, come la redazione di perizie, progetti, consulenze specifiche. Per queste attività, se contrattualizzate a parte, emetti fattura elettronica in forfettario senza IVA, con imposta sostitutiva sul reddito calcolato con il coefficiente di redditività. Mantieni sempre la distinzione contrattuale e sostanziale tra carica e consulenza per evitare contestazioni.
Se controllo la SRL che amministro, posso restare nel forfettario?
Dipende dall’attività della SRL. Se controlli direttamente o indirettamente una SRL che svolge attività riconducibile alla tua attività individuale, il forfettario è precluso. Questa causa di esclusione è prevista dall’art. 1, comma 57, della L. 190/2014, come modificata dalle leggi di bilancio successive. Il “controllo” si valuta con i criteri dell’art. 2359 c.c. (maggioranza dei voti, influenza dominante, patti parasociali). La “riconducibilità” guarda all’oggetto sociale e all’attività effettiva. La verifica è annuale: se i requisiti si manifestano nel corso dell’anno, in via generale l’effetto opera dall’anno successivo. Se invece la SRL svolge attività non riconducibile, puoi restare nel forfettario, fermo restando il rispetto di tutte le altre condizioni (limiti di ricavi, regola su ex datore di lavoro, divieto di partecipazione a società di persone, ecc.).
Qual è l’impatto dei compensi da amministratore sui contributi INPS se sono già iscritto a un’altra gestione?
I compensi da amministratore sono soggetti a Gestione Separata INPS (L. 335/1995, art. 2, comma 26). Se sei già iscritto ad altra forma previdenziale obbligatoria (ad esempio IVS artigiani/commercianti o una Cassa professionale), l’aliquota Gestione Separata si applica nella misura ridotta prevista per “soggetti già assicurati”. Le aliquote cambiano ogni anno; vanno verificate sulle circolari INPS e del Ministero del Lavoro. La contribuzione dei co.co.co. si ripartisce di norma per due terzi a carico della società e per un terzo a carico dell’amministratore, con versamento a cura della società mediante F24 entro il 16 del mese successivo al pagamento del compenso. Se svolgi anche attività professionale senza Cassa (forfettario in Gestione Separata), ricorda che i redditi da amministratore e quelli professionali si cumulano ai fini del massimale contributivo annuo della Gestione Separata.
Il vecchio limite di 30.000 euro di redditi da lavoro dipendente e assimilati vale ancora per il forfettario?
No. La Legge di Bilancio 2023 (L. 197/2022) ha riformato il forfettario e ha eliminato la vecchia causa di esclusione legata ai 30.000 euro di redditi da lavoro dipendente e assimilati. Alla data di agosto 2026, tale limite non risulta ripristinato. Rimangono però in vigore le altre cause di esclusione, come la partecipazione a società di persone/associazioni professionali e il controllo di SRL con attività riconducibile alla tua. Rimane anche la regola anti-elusione sulle prestazioni rese prevalentemente all’ex datore di lavoro entro i periodi previsti, per prevenire trasformazioni fittizie da lavoro dipendente a autonomo. Per sicurezza, verifica sempre l’ultima Legge di Bilancio su Normattiva, perché le regole del forfettario sono soggette a manutenzione annuale.
Quali sono gli adempimenti pratici se sono amministratore e anche consulente della stessa SRL?
Devi separare formalmente e sostanzialmente i due rapporti. Per la carica di amministratore: delibera o statuto che fissano il compenso; lettera di incarico; cedolino con ritenute IRPEF e contributi Gestione Separata; versamenti F24 entro il 16 del mese successivo; Certificazione Unica e modello 770 a fine anno. Per la consulenza professionale: contratto separato che definisce oggetto, corrispettivo e risultati; fatturazione elettronica entro i termini; applicazione del forfettario (niente IVA, niente ritenuta d’acconto); marca da bollo quando dovuta; corretta descrizione dell’attività per distinguerla dall’ufficio di amministratore. Conserva i documenti, fai riconciliare i pagamenti, e pianifica il carico fiscale: imposta sostitutiva sul reddito forfettario e IRPEF sul cedolino dell’amministratore. In caso di dubbio su sovrapposizioni tra mansioni, chiedi un parere scritto al consulente per prevenire rilievi dell’Agenzia delle Entrate.
