Social media manager in regime forfettario: come accedere?

Step Form (#73)

Richiedi una consulenza fiscale gratuita

Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Sì, un social media manager può scegliere il regime forfettario se rispetta requisiti e soglie. L’imposta sostitutiva è 15% (5% per i primi 5 anni se “nuova attività”). Uscita immediata oltre 100.000 euro.

  • Ricavi: tetto 85.000 euro annui; primo anno si prorata ai mesi di attività; oltre 100.000 euro scatta l’uscita immediata.
  • ATECO tipico 73.11.01 con coefficiente 78%; deduci solo i contributi previdenziali; principio di cassa per gli incassi.
  • Esclusioni chiave: partecipazioni in società di persone o Srl collegate, spese per personale/collaboratori oltre 20.000 euro, lavoro dipendente sopra la soglia prevista dalla norma vigente.

Chi può adottare il forfettario come Social Media Manager

Il regime forfettario è un regime fiscale semplificato per persone fisiche con Partita IVA. Lo disciplina l’art. 1, commi 54-89 della Legge 190/2014, come modificato nel tempo. Il testo consolidato è consultabile su Normattiva.

Per social media manager intendiamo chi progetta contenuti, gestisce canali social, pianifica campagne e analizza metriche. L’attività rientra in servizi professionali, senza albo dedicato.

La norma cardine per i limiti di accesso è stata aggiornata dalla Legge 197/2022 (Bilancio 2023), che ha fissato il tetto ricavi a 85.000 euro e ha introdotto l’uscita immediata oltre 100.000 euro nell’anno.

Requisiti di accesso essenziali

– Ricavi/compensi annui non superiori a 85.000 euro. Se apri a metà anno, il tetto si riduce in proporzione ai mesi di attività.

– Spese per lavoro accessorio, dipendenti e collaboratori non oltre 20.000 euro lordi annui. Qui contano co.co.co., lavoro dipendente, coadiuvanti familiari. “Coadiuvante” significa familiare che aiuta stabilmente nell’attività.

– Niente partecipazioni in società di persone o associazioni professionali, né in Srl “trasparenti”. Se controlli una Srl che svolge attività riconducibile alla tua, resti escluso.

Lavoro dipendente e forfettario

Se hai anche un lavoro dipendente, vale la causa di esclusione collegata al reddito di lavoro dipendente/assimilato sopra la soglia prevista dalla legge vigente. In passato la soglia era 30.000 euro. Ad agosto 2026, salvo diverse modifiche approvate e pubblicate, la regola resta quella prevista dall’art. 1, comma 57, Legge 190/2014.

La soglia va verificata sul testo vigente (Normattiva) o nelle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate. Se il rapporto è cessato, la causa può non operare. La prassi è nelle circolari dell’Agenzia delle Entrate (es. 10/E del 2016 e 9/E del 2019).

Esiste anche la clausola anti-abuso sui rapporti con l’ex datore: se fatturi prevalentemente a chi è stato tuo datore nei due anni precedenti, scatta l’esclusione. La ratio è impedire false partite IVA.

Codice ATECO e coefficiente per il calcolo

Per un social media manager il codice ATECO usato più spesso è 73.11.01 “Ideazione di campagne pubblicitarie”. Il coefficiente di redditività è il 78%: indica la parte dei ricavi che si considera reddito imponibile, presupponendo il resto come “costi figurativi”.

“Coefficiente di redditività” significa percentuale fissa usata per stimare il reddito. Nel forfettario non scarichi le spese una per una. Applichi il coefficiente ai ricavi incassati.

L’unica deduzione sempre ammessa è quella dei contributi previdenziali obbligatori pagati. Si sottraggono dal reddito forfettario prima di calcolare l’imposta sostitutiva.

Esempio numerico semplice

– Ricavi incassati: 60.000 euro. ATECO 73.11.01, coefficiente 78%.

– Reddito forfettario: 60.000 x 78% = 46.800 euro.

– Contributi versati: 10.000 euro. Reddito imponibile imposta: 46.800 – 10.000 = 36.800 euro. Imposta sostitutiva 15%: 5.520 euro (oppure 5%: 1.840 euro se nuova attività con requisiti).

Limiti, uscita e rientro: come funzionano davvero

La Legge 197/2022 ha fissato due soglie operative importanti. Sotto 85.000 euro: resti nel forfettario. Tra 85.000,01 e 100.000 euro: esci dal regime dall’anno successivo. Oltre 100.000 euro: esci subito nell’anno di superamento.

“Uscita immediata” vuol dire che da quel momento emetti fatture con IVA e adempimenti da regime ordinario. Per l’anno in corso pagherai l’IRPEF a scaglioni sul reddito complessivo, secondo le aliquote vigenti.

Il primo anno il tetto 85.000 si riduce ai mesi di attività. Se apri a luglio, conti 6/12: 42.500 euro. Devi monitorare gli incassi mese per mese perché vale il principio di cassa.

Principio di cassa: perché conta

Nel forfettario tassano ciò che incassi, non ciò che fatturi. Se emetti fattura a dicembre ma incassi a gennaio, il ricavo conta sull’anno nuovo. La base è l’art. 1, comma 64, Legge 190/2014 e la prassi dell’Agenzia.

Controlla attentamente gli incassi di fine anno. Un bonifico ricevuto il 2 gennaio può evitare un superamento soglia a dicembre. Attenzione però a non costruire artifici privi di sostanza economica.

Contributi previdenziali per il social media manager

Di norma il social media manager senza albo versa alla Gestione Separata INPS. È la cassa dei professionisti “senza cassa”. Non ci sono minimali fissi, paghi una percentuale sul reddito.

L’aliquota varia per legge. Consulta le circolari annuali INPS per l’aliquota vigente e le scadenze di acconti e saldi. I contributi sono deducibili dal reddito forfettario.

Se hai dipendenti o collaboratori, devi verificare anche gli obblighi contributivi e la soglia dei 20.000 euro di spese annue per il personale. Superarla ti esclude dal forfettario.

Riduzione al 5% per “nuove attività”

L’imposta scende al 5% per i primi 5 anni se rispetti condizioni specifiche (art. 1, comma 65, Legge 190/2014). In parole semplici: non devi proseguire un’attività identica svolta prima; se rilevi un’attività, i ricavi del cedente devono essere bassi; non devi trasformare un vecchio lavoro dipendente in finta attività autonoma verso lo stesso datore.

La documentazione richiesta e i controlli seguono le indicazioni dell’Agenzia delle Entrate. È prudente tenerne traccia sin dall’apertura della Partita IVA.

Adempimenti operativi nel 2026

– Fatturazione elettronica: per i forfettari è obbligatoria. Invia le fatture via SDI con il corretto codice natura IVA (ad esempio N2.2 per operazioni non soggette). L’obbligo discende dai provvedimenti del 2022-2024.

– Bollo: applica 2 euro sulle fatture senza IVA oltre 77,47 euro. Il versamento è periodico tramite F24 o addebito.

– Ritenuta: in forfettario non subisci ritenuta d’acconto se rilasci l’apposita dichiarazione al committente. È un passaggio spesso dimenticato.

– Operazioni estere: usa i documenti elettronici TD17/TD18/TD19 per integrazioni e autofatture. Le regole sono quelle del Sistema di Interscambio e delle specifiche tecniche dell’Agenzia delle Entrate.

Regola decisionale rapida

Se A e B vere, allora C; altrimenti D. Ecco i nessi logici pratici

– Se i tuoi ricavi 2026 sono ≤ 85.000 e non superi 20.000 di spese per personale, allora puoi restare o entrare nel forfettario; altrimenti valuta l’ordinario.

– Se hai anche un lavoro dipendente e superi la soglia annua prevista dalla norma vigente per i redditi da lavoro, allora scatta la causa di esclusione; altrimenti puoi aderire, verificando anche la clausola anti-ex datore.

– Se controlli una Srl che svolge attività riconducibile alla tua, allora sei escluso; se non la controlli o l’attività non è riconducibile, puoi valutare l’accesso.

– Se superi 100.000 euro di incassi a novembre, allora esci subito e applichi l’IVA da quel momento; se resti tra 85.000 e 100.000, esci dall’anno successivo.

– Se inizi l’attività a giugno, allora il tetto 85.000 si riduce a 7/12; se inizi a gennaio, hai l’intero tetto.

Riferimenti normativi e prassi da conoscere

– Legge 190/2014, art. 1, commi 54-89: istituisce il forfettario e ne definisce requisiti, coefficienti e imposta sostitutiva. Testo su Normattiva.

– Legge 197/2022 (Bilancio 2023): porta il tetto a 85.000 euro e introduce l’uscita immediata oltre 100.000 euro. Testo su Normattiva.

– Circolari Agenzia delle Entrate: n. 10/E del 2016 (prime istruzioni), n. 9/E del 2019 (modifiche 2019), n. 32/E del 2023 (chiarimenti operativi). Documentazione istituzionale disponibile sul portale dell’Agenzia.

– INPS: circolari annuali su aliquote Gestione Separata e scadenze contributive. Consulta la sezione normativa del sito istituzionale.

Passaggio al regime ordinario: cosa cambia

Se perdi i requisiti o superi le soglie, passi al regime ordinario, un passaggio che incide su quante tasse paga un social media manager. Dovrai applicare l’IVA, registrare acquisti e vendite, presentare liquidazioni e dichiarazione IVA.

Pagherai l’IRPEF con le aliquote per scaglioni vigenti nell’anno d’imposta, più addizionali regionali e comunali. Potrai dedurre i costi effettivi legati all’attività e ammortizzare i beni strumentali.

Il passaggio può avvenire dall’anno successivo oppure nell’anno stesso se superi 100.000 euro di incassi. La decorrenza è fissata dalla Legge 197/2022.

Scenario Regola/Norma Effetto fiscale Tempistiche e adempimenti
Apertura P. IVA il 1° luglio Tetto prorata mesi (Legge 190/2014) Limite ricavi: 42.500 euro (6/12) Monitora incassi mensili; usa principio di cassa
Incassi 2026 = 92.000 euro Soglia 85.000-100.000 (Legge 197/2022) Esci dal forfettario dal 1° gennaio 2027 Dal 2027 applichi IVA e IRPEF a scaglioni
Incassi 2026 = 105.000 euro a novembre Uscita immediata oltre 100.000 (Legge 197/2022) IVA da novembre; IRPEF ordinaria per tutto il 2026 Emetti fatture con IVA dal superamento; nuove liquidazioni IVA
Lavoro dipendente con reddito oltre soglia Causa di esclusione lavoro dipendente (Legge 190/2014) Non puoi applicare il forfettario Verifica eccezioni in caso di cessazione del rapporto
Spese per collaboratori = 25.000 euro Soglia 20.000 euro personale (Legge 190/2014) Esclusione dal regime Rivaluta inquadramenti e costi prima di superare la soglia

FAQ

Posso aderire al forfettario se sono social media manager con un lavoro dipendente a tempo pieno?

Sì, a condizione di rispettare la causa di esclusione collegata al reddito di lavoro dipendente/assimilato. La disciplina è nell’art. 1, comma 57, Legge 190/2014. In parole semplici: se il tuo reddito annuo da dipendente supera la soglia fissata dalla norma vigente, non puoi adottare il forfettario, salvo specifiche eccezioni quando il rapporto di lavoro è cessato. Verifica sempre il testo aggiornato su Normattiva e le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate. Controlla anche la clausola anti-abuso: se la tua attività autonoma fattura prevalentemente all’ex datore degli ultimi due anni, scatta l’esclusione. Se resti sotto la soglia e non ricadi nell’anti-abuso, puoi adottare il forfettario rispettando anche gli altri requisiti (tetto 85.000 euro, personale entro 20.000 euro, assenza di partecipazioni in società di persone o Srl riconducibili).

Qual è il codice ATECO giusto per un social media manager e perché conta il coefficiente 78%?

Il codice ATECO più usato è 73.11.01 “Ideazione di campagne pubblicitarie”. È coerente con la gestione e la strategia social, la pianificazione di campagne e la creatività. Questo codice aggancia il coefficiente di redditività 78%. Significa che il 78% dei ricavi incassati diventa “reddito forfettario” tassabile. Il restante 22% è considerato costo figurativo. Non puoi dedurre i costi uno per uno (computer, software, advertising), ma puoi sempre dedurre i contributi previdenziali pagati. Se svolgi un’attività diversa, valuta se un altro ATECO è più preciso. La scelta va motivata dalla sostanza dell’attività, non da un coefficiente più favorevole.

Come funziona il principio di cassa e cosa succede se incasso una fattura il 2 gennaio?

Nel forfettario conta quando incassi, non quando emetti la fattura. È il “principio di cassa”. Se emetti il 20 dicembre ma il cliente paga il 2 gennaio, il ricavo rileva nell’anno nuovo. Questo può evitare di superare la soglia annuale, ma non devi creare artifici privi di sostanza economica. Documenta i flussi bancari, usa metodi di pagamento tracciabili e riconcilia gli incassi. L’Agenzia delle Entrate ha chiarito questi aspetti in più documenti di prassi. Ricorda: il principio di cassa vale per i ricavi, non per spese e ammortamenti che, nel forfettario, non entrano nel calcolo.

Posso avere collaboratori o un familiare coadiuvante senza perdere il regime?

Sì, ma con un limite. Le spese per personale, collaboratori e coadiuvanti non devono superare 20.000 euro lordi annui. “Coadiuvante” è il familiare che aiuta stabilmente nell’attività. Se superi la soglia, scatta la causa di esclusione. Attenzione agli accordi di collaborazione, ai rimborsi e ai fringe benefit: tutto concorre alla spesa. Pianifica gli incarichi in anticipo, fraziona le attività su più esercizi se possibile e monitora i costi mese per mese. Se prevedi di crescere oltre questa soglia, valuta il passaggio al regime ordinario per scaricare i costi reali e gestire un team più ampio senza vincoli.

Cosa succede se supero 85.000 euro a fine anno? E se supero 100.000 euro?

Se arrivi tra 85.000,01 e 100.000 euro di incassi, resti in forfettario fino al 31 dicembre e passi al regime ordinario dal 1° gennaio dell’anno successivo. Se superi i 100.000 euro anche solo a novembre, esci subito: da quel momento emetti fatture con IVA e, a fine anno, determini il reddito con le regole ordinarie e le aliquote IRPEF a scaglioni vigenti. Questa meccanica è stata introdotta dalla Legge 197/2022. Per evitare errori, tieni un prospetto mensile degli incassi e un alert quando ti avvicini alle soglie. Ricorda che nel forfettario vale il principio di cassa: contano le date in cui ricevi i pagamenti, non solo le fatture emesse.

Quali tasse e scadenze devo segnare in agenda come social media manager in forfettario?

Segna queste voci: imposta sostitutiva (15% o 5% per nuove attività) con saldo e acconti secondo il calendario fiscale; contributi INPS Gestione Separata con saldo e acconti; imposta di bollo sulle fatture elettroniche senza IVA superiori a 77,47 euro; eventuali comunicazioni su operazioni estere tramite documenti elettronici SDI (TD17/TD18/TD19). Non hai liquidazioni IVA né dichiarazione IVA, salvo uscita immediata per superamento soglia. Usa un cruscotto con ricavi incassati, contributi pagati e previsioni di cassa. Le istruzioni operative sono nelle guide dell’Agenzia delle Entrate e nelle circolari INPS. Se cambi regime, aggiorna subito il profilo fiscale sul portale dell’Agenzia.

Parla con un nostro consulente fiscale

Step Form (#73)

Richiedi una consulenza fiscale gratuita

Ottima scelta

Risposta chiara e rapida ai miei dubbi, precisa e dettagliata. Mi sto trovando benissimo e altamente raccomando Fiscozen!! La piattaforma è semplice da usare, e molto intuitiva. Sono felice...

Greta T.

Ottimo

Se sei come me al primo approccio con l'apertura della partita IVA... non puoi aspettarti di meglio. Assistenza rapida, chiara ed efficiente sotto tutti gli aspetti, guidato da una piattaforma...

Alex C.

Seguito e consigliato

Ho parlato con Enea che mi ha seguito in tutte le mie domande e consigliato la migliore soluzione per l'apertura della P.IVA. Super consigliato facile e intuitivo. Per chi è alle prime armi e giovane...

Giacomo Z.

Un servizio eccezionale

Fiscozen è un servizio eccezionale per chi ha bisogno di gestire la propria partita iva in modo efficace ed efficiente. Ciò che mi ha colpito maggiormente in Fiscozen è stata la...

Yuri B.

Assistenza sempre presente

L'assistenza sempre presente ha reso l'apertura del contratto con Fiscozen davvero una passeggiata. Consigliatissimo!

Claudia C.

Dritti al punto

Mi sono affidato a Fiscozen per l’apertura della partita Iva, sin da subito sono stato affidato ad un consulente e ho apprezzato molto che qualsiasi chiamata fosse stata preventivamente...

Francesco L.

Ottimo team

In Fiscozen, mi sto trovando benissimo, perché mi danno spiegazioni chiare, puntuali, precise, data anche la mia inesperienza nel settore.Gentilezza, supporto e umanità non mancano.

Luciana P.

Disponibilità e gentilezza

Come primo approccio ho trovato una grande disponibilità da parte di Riccardo! Ringrazio per la pazienza, sono nuova per quanto riguarda questo mondo!

Samantha L.

Ottima scelta

Risposta chiara e rapida ai miei dubbi, precisa e dettagliata. Mi sto trovando benissimo e altamente raccomando Fiscozen!! La piattaforma è semplice da usare, e molto intuitiva. Sono felice...

Greta T.

Ottimo

Se sei come me al primo approccio con l'apertura della partita IVA... non puoi aspettarti di meglio. Assistenza rapida, chiara ed efficiente sotto tutti gli aspetti, guidato da una piattaforma...

Alex C.

Seguito e consigliato

Ho parlato con Enea che mi ha seguito in tutte le mie domande e consigliato la migliore soluzione per l'apertura della P.IVA. Super consigliato facile e intuitivo. Per chi è alle prime armi e giovane...

Giacomo Z.

Assistenza sempre presente

L'assistenza sempre presente ha reso l'apertura del contratto con Fiscozen davvero una passeggiata. Consigliatissimo!

Claudia C.

Dritti al punto

Mi sono affidato a Fiscozen per l’apertura della partita Iva, sin da subito sono stato affidato ad un consulente e ho apprezzato molto che qualsiasi chiamata fosse stata preventivamente...

Francesco L.

Ottimo team

In Fiscozen, mi sto trovando benissimo, perché mi danno spiegazioni chiare, puntuali, precise, data anche la mia inesperienza nel settore.Gentilezza, supporto e umanità non mancano.

Giacomo Z.

Ottima scelta

Risposta chiara e rapida ai miei dubbi, precisa e dettagliata. Mi sto trovando benissimo e altamente raccomando Fiscozen!! La piattaforma è semplice da usare, e molto intuitiva. Sono felice...

Greta T.

Ottimo

Se sei come me al primo approccio con l'apertura della partita IVA... non puoi aspettarti di meglio. Assistenza rapida, chiara ed efficiente sotto tutti gli aspetti, guidato da una piattaforma...

Alex C.