Rimborso delle spese da amministratore in forfettario: come funziona?

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Se sei un amministratore in regime forfettario non puoi ricevere il rimborso di nessuna spesa deducibile, comprese quelle legate alla tua attività.

Infatti, le “spese deducibili” sono quelle che sostieni per conto della tua attività, ad esempio i materiali, le bollette, l’affitto del locale in cui lavori, e che, in regime ordinario, puoi sottrarre al totale dei tuoi incassi per abbassare la base imponibile su cui vengono calcolate le tasse.

Invece, in regime forfettario non puoi dedurre nessuna spesa, perché i tuoi costi vengono stimati forfettariamente tramite un valore percentuale, definito in base all’attività che svolgi, detto coefficiente di redditività. 

Questo valore identifica su quale parte del tuo incassato pagherai le tasse e i contributi, mentre la parte restante viene considerata come “spesa forfettaria”, sulla quale non pagherai nulla. Ad esempio, se sei un amministratore di condominio, il tuo coefficiente di redditività è di 86%.

Ciò significa che la percentuale del tuo incassato annuale su cui si calcolano le tasse sarà del 86% e i costi determinati forfettariamente sono il 14%, sia che tu li abbia sostenuti o meno.

L’unica quota che si può sottrarre per abbassare le tasse è quella dei contributi previdenziali versati l’anno precedente.

Nel calcolo della base imponibile, la quota su cui poi si calcolano le tasse, si prendono in considerazione i contributi relativi all’anno precedente, e quindi già versati. Il calcolo quindi diventa: (incassi totali x coefficiente di redditività) – contributi dell’anno precedente.

Ad esempio, se sei un amministratore di condominio che ha la Partita IVA da due anni, quindi godi della tassazione al 5%. Se incassi 20.000€ e l’anno precedente hai versato 3.000€ di contributi:

  • imponibile: (20.000€ x 86%) – 3.000€ = 14.200€
  • tasse da pagare: 14.200€ x 5% = 710€
  • contributi: 17.200€ x 26,07% = 4.484€
  • guadagno netto: 20.000€ – 710€ – 4.484€ = 14.806€

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Scritta da un nostro Autore

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