Scorporo fattura: cos’è, come si fa e qual è la formula?

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Ultimo aggiornamento: giugno 2026.

Lo scorporo di una fattura è il calcolo inverso che scompone un totale concordato nelle sue voci: imponibile, IVA, contributi, ritenuta e bollo, secondo le regole del regime fiscale applicabile.

  • Formula base: imponibile = totale / (1 + aliquote/percentuali che si sommano sull’imponibile); IVA = imponibile x aliquota; contributi e ritenute seguono regole diverse per cassa/INPS.
  • Le voci cambiano per regime: ordinario (con IVA), forfettario (senza IVA), Gestione Separata INPS (rivalsa 4%) o casse professionali (contributo integrativo).
  • Norme chiave: IVA (DPR 633/1972), ritenute (DPR 600/1973), forfettario (Legge 190/2014), rivalsa 4% (Legge 662/1996), bollo (DPR 642/1972 e DM 17/06/2014).

Cos’è lo scorporo della fattura e perché serve

Scorporare una fattura significa partire da un totale concordato e risalire ai singoli importi. In pratica, ribalti il calcolo che faresti in emissione.

Serve quando con il cliente definisci “quanto pagherà in tutto” e poi devi capire compenso, imposte e ritenute. Così sai quanto incassi realmente e quanto trattenere per tasse e contributi.

La struttura dipende dal tuo regime fiscale e dalla previdenza. Un architetto Inarcassa ha voci diverse da un consulente in Gestione Separata INPS o da un forfettario.

Riferimenti normativi essenziali

Per l’IVA si applica il DPR 633/1972: base imponibile (articolo 13), esclusioni come spese in nome e per conto (articolo 15), contenuto della fattura (articolo 21), scissione dei pagamenti PA (articolo 17-ter).

Le ritenute d’acconto sui professionisti sono nel DPR 600/1973 (articolo 25). Il regime forfettario è nella Legge 190/2014, articolo 1 commi 54-89 e successive modifiche.

La rivalsa del 4% per la Gestione Separata INPS discende dalla Legge 662/1996. I contributi integrativi delle casse professionali sono previsti dai rispettivi statuti (consultabili su Normattiva o sui siti istituzionali delle Casse).

Imposta di bollo: DPR 642/1972 (Tariffa, art. 13) e DM 17/06/2014 per l’assolvimento tramite fattura elettronica. Indicazioni operative sono fornite dall’Agenzia delle Entrate.

Formule di scorporo: metodo universale

Regola generale: scrivi il totale come somma di percentuali applicate sull’imponibile. Poi dividi il totale per la somma percentuale per risalire ai singoli importi.

Esempio con IVA e contributo integrativo o rivalsa: se imponibile = 100, contributo = c%, IVA = v%, il totale T = 100 + c + IVA su (100 + c). In termini percentuali T = (100 + c) x (1 + v%).

Formula inversa: imponibile “puro” = T / [(1 + c/100) x (1 + v)]. Contributo = imponibile x c%. Base IVA = imponibile + contributo. IVA = base IVA x v. Arrotonda i centesimi alla fine.

Caso A: Professionista in regime ordinario con Cassa (esempio architetto con 4%)

Scenario tipico: architetto con contributo integrativo 4% soggetto a IVA. Il cliente è un privato. Non c’è ritenuta d’acconto.

Esempio: totale T = 1.000 euro, aliquota IVA 22%, contributo integrativo 4%.

Passi: 1) Somma percentuali: (100 + 4) x 1,22 = 104 x 1,22 = 126,88. 2) Compenso = T / 126,88 x 100 = 1.000 / 126,88 x 100 ≈ 788,50. 3) Contributo = 788,50 x 4% ≈ 31,54. 4) Base IVA = 788,50 + 31,54 = 820,04. 5) IVA = 820,04 x 22% ≈ 180,41. 6) Verifica: 788,50 + 31,54 + 180,41 ≈ 1.000.

Se il cliente è sostituto d’imposta (impresa o ente), si applica la ritenuta d’acconto ex DPR 600/1973 articolo 25 sul solo compenso (senza contributo integrativo). Aliquota ordinaria 20% salvo eccezioni. L’incasso netto sarà T meno la ritenuta.

Caso B: Professionista in regime ordinario con Gestione Separata INPS (rivalsa 4%)

Qui non c’è cassa. Si applica la rivalsa INPS del 4% sulla parcella. La rivalsa è imponibile IVA. Di regola rientra anche nella base per la ritenuta d’acconto.

Esempio: totale T = 1.000 euro, IVA 22%, rivalsa 4%.

Passi: 1) Somma percentuali: (100 + 4) x 1,22 = 126,88. 2) Compenso = 1.000 / 126,88 x 100 ≈ 788,50. 3) Rivalsa = 788,50 x 4% ≈ 31,54. 4) IVA = (788,50 + 31,54) x 22% ≈ 180,41. 5) T = 1.000.

Ritenuta d’acconto (se cliente sostituto): base ritenuta = compenso + rivalsa. Aliquota ordinaria 20%. L’incasso è T meno la ritenuta.

Caso C: Regime forfettario

Nel forfettario non si applica l’IVA in fattura. Non si subisce ritenuta d’acconto se si rilascia la dichiarazione prevista dalla Legge 190/2014. Resta il contributo integrativo di cassa, se previsto, oppure la rivalsa 4% INPS se si è in Gestione Separata.

Esempio con cassa 4%: Totale T = compenso 100% + contributo 4% = 104%. Compenso = T / 104 x 100. Contributo = T / 104 x 4. Marca da bollo di 2 euro se T supera 77,47 euro.

Esempio con Gestione Separata: Totale T = 104% (compenso + rivalsa). Stesse formule di scorporo. Anche qui non c’è IVA e non si applica la ritenuta.

Altre variabili frequenti: sconti, spese e PA

Sconti commerciali in fattura riducono la base imponibile IVA se indicati in modo espresso. Scorpora partendo dal totale dopo sconto.

Spese anticipate in nome e per conto del cliente (articolo 15 DPR 633/1972) sono fuori campo IVA e ritenuta. Se il totale concordato le include, separale prima di scorporare il resto.

Forniture alla Pubblica Amministrazione con scissione dei pagamenti (articolo 17-ter DPR 633/1972): emetti con IVA ma non la incassi. Per capire il netto che entra in banca, togli sempre l’IVA dal totale.

Regola decisionale rapida

Come scegliere la formula in pochi passaggi

1) Hai IVA in fattura? Sì: userai lo scorporo con IVA. No: stai in forfettario o in operazioni fuori/esenti.

2) Hai contributo integrativo di cassa o rivalsa 4% INPS? Sì: somma quella percentuale all’imponibile prima di calcolare l’IVA (se c’è). No: l’IVA si calcola solo sull’imponibile.

3) Il cliente è sostituto d’imposta? Sì: applica la ritenuta d’acconto. Base ritenuta: compenso (escluso contributo di cassa) oppure compenso + rivalsa INPS in Gestione Separata. No: non c’è ritenuta.

4) Ci sono spese ex articolo 15? Sì: escludile dallo scorporo (sono fuori campo IVA e ritenuta). No: prosegui.

5) Totale utile: imponibile = T / [(1 + contributi%) x (1 + IVA%)]. Poi calcoli contributi, IVA, ritenuta e, se dovuta, il bollo.

Controlli, arrotondamenti e tempistiche

Esegui i calcoli a quattro decimali. Arrotonda a due centesimi solo sui risultati finali di ogni voce. Verifica che la somma delle voci torni al totale concordato.

Marca da bollo da 2 euro: si applica su fatture senza IVA superiori a 77,47 euro (forfettari, esenti, non imponibili). Il versamento per le fatture elettroniche è trimestrale secondo le scadenze fissate dall’Agenzia delle Entrate (DM 17/06/2014).

Fattura elettronica: trasmetti al Sistema di Interscambio entro 12 giorni dalla data operazione. Le regole tecniche e sanzionatorie sono pubblicate dall’Agenzia delle Entrate e sul portale del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Scenario Componenti da scorporare Formula di base partendo da T Ritenuta/Incasso e tempistiche
Ordinario con Cassa professionale (es. 4%) e cliente privato Compenso, contributo integrativo 4%, IVA 22% Compenso = T / [(1 + 4%) x (1 + 22%)]; Contributo = Compenso x 4%; IVA = (Compenso + Contributo) x 22% Nessuna ritenuta. Incasso = T. Fattura e-fattura entro 12 giorni.
Ordinario con Cassa e cliente sostituto d’imposta Compenso, contributo integrativo 4%, IVA 22%, ritenuta 20% Come sopra per imponibile, contributo e IVA. Ritenuta = Compenso x 20% Incasso = T − Ritenuta. Il cliente versa la ritenuta. Certificazione unica e 770 a suo carico.
Ordinario con Gestione Separata INPS (rivalsa 4%) Compenso, rivalsa INPS 4%, IVA 22% Compenso = T / [(1 + 4%) x (1 + 22%)]; Rivalsa = Compenso x 4%; IVA = (Compenso + Rivalsa) x 22% Se cliente sostituto: Ritenuta = (Compenso + Rivalsa) x 20%. Incasso = T − Ritenuta.
Forfettario con Cassa (4%) Compenso, contributo integrativo 4%, bollo se dovuto Compenso = T / (1 + 4%); Contributo = Compenso x 4% Niente IVA e ritenuta (con dichiarazione). Bollo 2 euro se T > 77,47. Pagamento bollo trimestrale.
Forfettario con Gestione Separata (rivalsa 4%) Compenso, rivalsa 4%, bollo se dovuto Compenso = T / (1 + 4%); Rivalsa = Compenso x 4% Niente IVA e ritenuta (con dichiarazione). Bollo 2 euro se T > 77,47. Versamento trimestrale.
Fattura con spese ex art. 15 DPR 633/1972 Spese anticipate fuori campo, imponibile, IVA Prima scorpora e togli le spese ex art. 15 dal T. Poi applica le formule sul residuo Le spese art. 15 non subiscono IVA né ritenuta. Conserva la documentazione a supporto.

FAQ

1) Come scorporo un totale concordato che include IVA 22%, contributo di Cassa 4% e uno sconto del 10%?

Lavora in quest’ordine: sconto, contributo, IVA. Se il totale T è “dopo sconto”, ignora lo sconto nei passaggi successivi perché è già applicato. Se invece T è “prima dello sconto”, prima riduci T del 10% per ottenere il totale scontato Ts. Da qui scorpora così: imponibile “puro” = Ts / [(1 + 4%) x (1 + 22%)]. Contributo = imponibile x 4%. Base IVA = imponibile + contributo. IVA = base IVA x 22%. Somma i tre pezzi per tornare a Ts. Se hai anche spese ex articolo 15, toglile subito da T o Ts e scorpora solo sulla parte rimanente. Questa sequenza rispetta il DPR 633/1972: gli sconti espressi in fattura riducono la base imponibile, il contributo integrativo di cassa entra nella base IVA e lo scorporo ricalcola al contrario.

2) Quando si applica la ritenuta d’acconto e su quale base si calcola nello scorporo?

La ritenuta d’acconto per i compensi di lavoro autonomo si applica quando il cliente è sostituto d’imposta (impresa, ente, PA), in base al DPR 600/1973 articolo 25. L’aliquota ordinaria è il 20% per i professionisti residenti. Se sei in regime ordinario con cassa professionale, la ritenuta si calcola solo sul compenso, escludendo il contributo integrativo. Se sei in Gestione Separata INPS, nella prassi la base comprende compenso più rivalsa 4%. I forfettari, se rilasciano la dichiarazione di cui alla Legge 190/2014, non subiscono ritenuta. Nello scorporo, quindi, prima ricavi compenso, contributo o rivalsa e IVA; poi calcoli la ritenuta sulla base corretta e determini l’incasso netto: incasso = totale fattura − ritenuta (attenzione: la ritenuta non modifica l’IVA dovuta, incide solo su quanto incassi).

3) Rivalsa INPS 4% e contributo integrativo di Cassa: che differenze hanno su IVA e ritenuta?

Entrambe si aggiungono al compenso, ma hanno effetti diversi. La rivalsa INPS 4% (Legge 662/1996) è tipica dei professionisti senza cassa iscritti alla Gestione Separata. È imponibile IVA e, in via generale, rientra anche nella base della ritenuta d’acconto. Il contributo integrativo delle casse professionali (percentuale variabile secondo la Cassa, spesso 4%) è imponibile IVA ma, per prassi consolidata e in base alle norme sulle ritenute, non entra nella base della ritenuta: questa si calcola solo sul compenso. In entrambi i casi, nello scorporo dal totale con IVA, usi la stessa struttura percentuale: imponibile = T / [(1 + percentuale previdenziale) x (1 + aliquota IVA)]. Cambia però la base ritenuta. Questo dettaglio fa la differenza sull’incasso netto quando il cliente è sostituto d’imposta.

4) Quando devo applicare la marca da bollo e come la gestisco nelle fatture elettroniche?

La marca da bollo da 2 euro si applica quando la fattura non sconta l’IVA ed è superiore a 77,47 euro. È il caso tipico dei contribuenti in regime forfettario e delle operazioni esenti o non imponibili. La base normativa è il DPR 642/1972, mentre il DM 17/06/2014 disciplina l’assolvimento del bollo in modalità elettronica. Nelle e-fatture indichi l’assolvimento del bollo nei dati di riepilogo. Il versamento avviene in via telematica con cadenza trimestrale, secondo scadenze definite dall’Agenzia delle Entrate. Nello scorporo, se il totale concordato comprende già il bollo, prima sottrai i 2 euro e poi applichi le formule alle altre voci. Ricorda che il bollo non è soggetto a IVA né ritenuta e non entra nelle basi di calcolo.

5) Quali errori sono più comuni nello scorporo e come li evito con un foglio di calcolo?

Tre errori ricorrenti: 1) calcolare l’IVA sul solo compenso e non su compenso più contributo/rivalsa; 2) includere il contributo di cassa nella base della ritenuta; 3) arrotondare troppo presto, causando scostamenti sul totale. Per evitarli, imposta un foglio così: a) cella T = totale fattura al lordo o al netto del bollo, chiariscilo; b) percentuale previdenziale p e aliquota IVA v; c) imponibile = T / [(1 + p) x (1 + v)] con quattro decimali; d) contributo/rivalsa = imponibile x p; e) base IVA = imponibile + contributo; f) IVA = base IVA x v; g) base ritenuta secondo il tuo caso (solo compenso con cassa; compenso + rivalsa con Gestione Separata); h) ritenuta = base ritenuta x 20% se dovuta; i) incasso = T − ritenuta. Arrotonda a due decimali solo in output. Conserva note sulle fonti: DPR 633/1972 per IVA, DPR 600/1973 per ritenute, DPR 642/1972 e DM 17/06/2014 per il bollo, Legge 190/2014 per il forfettario. Così il modello resta solido e aggiornabile.

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