Scorporare IVA al 22%: come si fa e qual è la formula?

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Ultimo aggiornamento: giugno 2026.

Per scorporare l’IVA dal lordo usa la formula: imponibile = lordo / (1 + aliquota). Con IVA 22%: imponibile = lordo / 1,22; IVA = lordo − imponibile.

  • Formula universale: imponibile = lordo / (1 + aliquota); IVA = lordo − imponibile.
  • Aliquote IVA vigenti: 4%, 5%, 10%, 22% secondo Tabella A del DPR 633/1972.
  • Versamenti IVA: mensili (16 del mese) o trimestrali con 1% d’interessi e limiti di volume d’affari.

Cos’è lo scorporo IVA e quando serve

Lo scorporo IVA è il calcolo con cui ottieni l’imponibile partendo da un prezzo “IVA compresa”. Serve quando conosci solo il lordo e devi conoscere base imponibile e imposta.

La base imponibile è il prezzo “al netto dell’IVA”. L’IVA è calcolata sull’imponibile. La regola è stabilita dal DPR 633/1972, in particolare dagli articoli su base imponibile e aliquote (consultabili su Normattiva).

Lo scorporo è utile per controlli interni, per note di credito, per ripartire correttamente corrispettivi, o quando un cliente comunica prezzi già comprensivi d’imposta.

La formula generale di scorporo

Usa sempre la stessa formula: imponibile = lordo / (1 + aliquota). L’aliquota va espressa in forma decimale.

Esempi pratici: con IVA 22% dividi per 1,22; con 10% dividi per 1,10; con 5% dividi per 1,05; con 4% dividi per 1,04. L’IVA è la differenza: IVA = lordo − imponibile.

Esempio 22%: lordo 1.000 euro. Imponibile = 1.000 / 1,22 = 819,67 euro. IVA = 1.000 − 819,67 = 180,33 euro. Verifica: 819,67 × 22% = 180,33; somma = 1.000.

Aliquote IVA vigenti: come orientarsi

Le aliquote in vigore sono quattro: 4%, 5%, 10%, 22%. L’aliquota 22% è quella standard. Le aliquote ridotte si applicano a beni e servizi indicati nella Tabella A allegata al DPR 633/1972 (parti I, II-bis e III).

Gli esempi tipici: 4% per beni di prima necessità elencati in Tabella A, parte II; 5% per specifiche prestazioni e beni previsti dalla parte II-bis; 10% per casi dettagliati nella parte III; 22% per tutto il resto.

Non affidarti a liste generiche. Verifica sempre la voce esatta di Tabella A e la prassi dell’Agenzia delle Entrate. Le basi normative si trovano su Normattiva e sui documenti del MEF e dell’Agenzia delle Entrate.

Scorporo IVA: esempi completi e arrotondamenti

Con IVA al 10% e lordo 550 euro: imponibile = 550 / 1,10 = 500,00 euro; IVA = 50,00 euro.

Con IVA al 5% e lordo 210 euro: imponibile = 210 / 1,05 = 200,00 euro; IVA = 10,00 euro.

Con IVA al 4% e lordo 312 euro: imponibile = 312 / 1,04 = 300,00 euro; IVA = 12,00 euro. In fattura usa sempre due decimali. Eventuali differenze di 1 centesimo sono normali per via degli arrotondamenti.

Quando lo scorporo non si applica o cambia modalità

Regime forfettario: non addebita l’IVA in fattura, quindi non si scorpora. Il prezzo è tutto imponibile ai fini del compenso, non dell’IVA.

Reverse charge: l’imposta è assolta dal committente. Non si scorpora un lordo IVA inclusa, perché la fattura parte senza IVA e si integra a norma del DPR 633/1972.

Split payment verso PA o società incluse: il fornitore non incassa l’IVA. Lo scorporo può servire per verifiche interne, ma l’IVA la versa il cliente pubblico secondo le regole vigenti.

Regime del margine: l’IVA è calcolata sul margine e non sul prezzo intero. Lo scorporo standard non è applicabile.

Ventilazione dei corrispettivi per commercio al minuto: l’IVA si determina a fine periodo secondo le percentuali di ventilazione. Lo scorporo sul singolo scontrino non ha valore fiscale autonomo.

Liquidazioni e versamenti IVA: scadenze 2026

La liquidazione dell’IVA segue il DPR 100/1998. Il versamento è con F24 ai sensi del D.Lgs. 241/1997. Le scadenze ordinarie sono mensili: giorno 16 del mese successivo alla liquidazione.

In alternativa è possibile la liquidazione trimestrale per opzione, con versamenti: 16 maggio (primo trimestre), 20 agosto (secondo), 16 novembre (terzo), 16 marzo dell’anno successivo (quarto). Si aggiunge l’1% a titolo di interessi.

La trimestralità per opzione richiede il rispetto dei limiti di volume d’affari dell’anno precedente, previsti dal DPR 542/1999 e successive modifiche: 500.000 euro per prestazioni di servizi e 800.000 euro per altre attività.

Come scegliere la periodicità

Se hai incassi e acquisti con IVA simmetrici ogni mese, la mensile riduce lo scoperto d’imposta. Se hai stagionalità o incassi variabili, la trimestrale può aiutare la cassa, ma costa l’1% di interessi.

Se svolgi attività mista (beni e servizi), verifica il prevalente o i limiti specifici. Fai riferimento alle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate e alle norme del DPR 542/1999.

Fatturazione elettronica e registrazioni

La fatturazione elettronica è obbligatoria dal D.Lgs. 127/2015 e circolari attuative. Le fatture immediate e differite sono registrate nei registri IVA vendite e acquisti previsti dal DPR 633/1972.

Per lo scorporo su documenti con “IVA compresa”, conserva il calcolo a supporto (nota interna o prospetto) per eventuali controlli. Indica aliquota e metodo usato.

Regola decisionale rapida

Decidi in 5 passaggi logici

1) Il prezzo indicato è “IVA compresa”? Se sì, applica scorporo: imponibile = lordo / (1 + aliquota). Se no, non serve scorporare.

2) Qual è l’aliquota corretta? Verifica Tabella A del DPR 633/1972. Se bene/servizio non è elencato, usa 22%.

3) Il tuo regime consente l’IVA? Se sei in forfettario, non addebiti IVA: non scorporare.

4) Ci sono regole speciali? Reverse charge, split payment, margine, ventilazione: lo scorporo standard non si applica o ha solo valore interno.

5) Hai scelto la liquidazione trimestrale? Verifica limiti di volume d’affari (500.000/800.000) e aggiungi 1% d’interessi ai versamenti trimestrali.

Errori comuni da evitare

Usare un’aliquota sbagliata. Risolvi controllando la Tabella A del DPR 633/1972 e le risposte dell’Agenzia delle Entrate.

Dimenticare arrotondamenti. Calcola imponibile con quattro decimali, arrotonda a due in fattura, e riconcilia l’IVA come differenza.

Applicare lo scorporo in reverse charge o margine. In questi regimi il calcolo è diverso.

Scegliere trimestrale senza requisiti. Verifica sempre i limiti e ricorda l’1% d’interessi.

Riferimenti normativi utili

DPR 633/1972: disciplina IVA, base imponibile e aliquote (Tabella A). Consulta il testo su Normattiva.

DPR 100/1998: liquidazioni e versamenti periodici.

DPR 542/1999: trimestrale per opzione, interessi 1% e semplificazioni.

D.Lgs. 127/2015: fatturazione elettronica e trasmissione telematica dei dati.

Documenti di prassi e guide dell’Agenzia delle Entrate e del MEF: per interpretazioni e aggiornamenti operativi.

Scenario Aliquota/Regime Formula/Azione Requisiti/Documenti Tempistiche/Note
Fattura “IVA compresa” a 22% 22% ordinaria Imponibile = lordo / 1,22; IVA = differenza Fattura elettronica; indicare aliquota corretta Liquidazione mensile o trimestrale; versamento F24 (DPR 100/1998)
Vendita al 10% con prezzo lordo 10% ridotta (Tabella A, parte III) Imponibile = lordo / 1,10; IVA = differenza Verifica voce Tabella A; registri IVA Occhio agli arrotondamenti: differenza di 1 cent è normale
Scontrino (corrispettivo) con ventilazione Ventilazione corrispettivi Niente scorporo su singolo scontrino; calcolo a fine periodo Registro corrispettivi; percentuali di ventilazione IVA determinata a fine mese/trimestre; poi versamento
Regime forfettario Fuori campo IVA Nessuno scorporo; prezzo = compenso Fattura senza IVA; dicitura normativa Niente liquidazioni IVA; imposta sostitutiva sul reddito
Reverse charge edilizia/servizi Inversione contabile Non si scorpora; si integra l’IVA in contabilità Fattura senza IVA; integrazione dal committente Imposta assolta dal committente; regole DPR 633/1972

FAQ

Come si scorpora l’IVA con aliquote diverse dal 22%?

La formula è sempre la stessa: imponibile = lordo / (1 + aliquota). Devi solo sostituire l’aliquota corretta. Con 10% dividi per 1,10, con 5% per 1,05, con 4% per 1,04. L’IVA è la differenza tra lordo e imponibile. Verifica l’aliquota sulla Tabella A del DPR 633/1972. Se non trovi una voce specifica, applica il 22%. Per beni con aliquote miste nello stesso documento, scorpora voce per voce, mai sull’importo totale indistinto. Conserva il dettaglio del calcolo in una nota interna per eventuali controlli dell’Agenzia delle Entrate.

Posso scorporare l’IVA da uno scontrino per rifare la fattura?

In generale no. Lo scontrino (corrispettivo telematico) documenta un’operazione al minuto. Non è una fattura e non si “trasforma” in fattura, salvo le eccezioni previste richiedendo la fattura al momento o nei termini di legge. Puoi scorporare l’IVA dallo scontrino solo per analisi interne, ad esempio per stimare i ricavi netti, ma non per sostituire il documento fiscale. Se adotti la ventilazione dei corrispettivi, l’IVA si calcola a fine periodo sulle percentuali d’insieme, non per singola vendita. Riferimenti: DPR 633/1972 (registri e documentazione) e prassi dell’Agenzia delle Entrate. Se il cliente chiede fattura, va emessa nei tempi corretti e con i dati necessari; altrimenti resta valido il corrispettivo trasmesso telematicamente.

Se sono in regime forfettario, devo scorporare l’IVA dai prezzi?

No. Il regime forfettario non addebita l’IVA in fattura. L’importo che incassi è tutto “netto” ai fini IVA, perché l’imposta non si applica. Inserisci la dicitura di legge in fattura che spiega l’assenza di IVA. Lo scorporo qui non serve e anzi può generare confusione. L’unico calcolo che farai è sul reddito imponibile ai fini dell’imposta sostitutiva, che si determina applicando il coefficiente di redditività ai ricavi incassati (principio di cassa significa: conteggi solo quello che hai incassato). Le norme rilevanti sono contenute nella legge sul forfettario e nelle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate; la disciplina IVA generale del DPR 633/1972 non si applica all’emissione delle tue fatture.

Come gestisco gli arrotondamenti quando scorporo l’IVA dal lordo?

Esegui il calcolo dell’imponibile con almeno quattro decimali, poi arrotonda a due per l’importo in fattura. Calcola l’IVA come differenza tra lordo e imponibile arrotondato. Potresti avere 1 centesimo di differenza rispetto al prodotto aritmetico dell’aliquota: è fisiologico e accettato, purché la somma imponibile + IVA faccia esattamente il lordo. Applica sempre lo stesso criterio per coerenza contabile. Se fai molte righe, arrotonda riga per riga e controlla che i totali tornino. Per il versamento periodico, conta il totale IVA a debito/credito risultante dai registri IVA come previsto dal DPR 100/1998.

Posso scegliere la liquidazione trimestrale: quali condizioni e costi ci sono?

Sì, se rispetti i limiti di volume d’affari dell’anno precedente previsti dal DPR 542/1999 e successive modifiche: 500.000 euro per prestazioni di servizi e 800.000 euro per altre attività. Con la trimestrale versi l’IVA il 16 maggio, 20 agosto, 16 novembre e 16 marzo, aggiungendo l’1% di interessi per ogni versamento trimestrale. Il calcolo dell’IVA resta identico; cambia solo la cadenza del pagamento. Se superi i limiti, passi alla liquidazione mensile. Valuta anche il profilo finanziario: la trimestrale migliora la cassa a breve ma costa l’1%. Riferimenti: DPR 100/1998 per le liquidazioni, DPR 542/1999 per l’opzione trimestrale, documenti dell’Agenzia delle Entrate e del MEF per le istruzioni operative.

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