Ultimo aggiornamento: giugno 2026.
SDI è il Sistema di Interscambio dell’Agenzia delle Entrate che riceve, controlla e recapita le fatture elettroniche. Devono usarlo tutti i titolari di partita IVA in Italia, con codice destinatario/PEC, e CUU per la PA.
- Flusso SDI in 3 fasi: invio XML, controlli formali, recapito/notifiche (consegna, mancata consegna, scarto).
- Codici: 7 caratteri per soggetti IVA; 0000000 per privati italiani; XXXXXXX per estero; CUU (6 caratteri) per PA.
- Tempistiche: immediata/12 giorni; differita entro il 15 del mese successivo; sanzioni ex D.Lgs. 471/1997 e ravvedimento ex D.Lgs. 472/1997.
Cos’è il Sistema di Interscambio (SDI) e su quali norme si fonda
SDI è il “postino digitale” dell’Agenzia delle Entrate. Riceve file XML di fatture elettroniche, li controlla e li inoltra ai destinatari. È gestito per conto dell’Agenzia tramite l’infrastruttura statale.
La base legale è nell’art. 21 del DPR 633/1972 (regole di fatturazione IVA) e nel D.Lgs. 127/2015, che disciplina fatturazione elettronica e trasmissione telematica. L’obbligo generalizzato dal 2019 nasce con la Legge 205/2017 (Legge di Bilancio 2018). Per la PA, il riferimento è la L. 244/2007 e il D.M. 55/2013 che ha definito il formato FatturaPA e il Codice Univoco Ufficio (CUU). Le regole tecniche sono nei Provvedimenti del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 30 aprile 2018 e successive modifiche. Le norme sono consultabili su Normattiva, sito dell’Agenzia delle Entrate e Gazzetta Ufficiale.
Dal 1° luglio 2022 le operazioni transfrontaliere si comunicano via SDI con documenti tipo TD17, TD18, TD19 e altri codici, superando l’esterometro, come previsto dal D.Lgs. 127/2015 e dai relativi provvedimenti attuativi del Ministero dell’Economia e dell’Agenzia.
Come funziona SDI: le tre fasi operative
1) Invio del file XML
Crei la fattura elettronica in formato XML secondo le specifiche tecniche. Inserisci dati chiave: data, numero, imponibile, IVA, dati cliente, codice destinatario o PEC, natura IVA se esente. Il file si firma ove previsto e si invia a SDI.
Puoi usare diversi canali: area Fatture e Corrispettivi, PEC, web service o FTP accreditato. Il canale non cambia la validità fiscale: conta che SDI riceva entro i termini.
2) Controlli formali
SDI verifica struttura XML, partita IVA o codice fiscale, coerenza matematica, presenza dei campi obbligatori e correttezza del codice destinatario/PEC. Se trova errori bloccanti, scarta la fattura e invia notifica di scarto con codice motivo.
Una fattura scartata è come non emessa. Devi reinviarla corretta. Di norma si consiglia di usare un nuovo numero progressivo per evitare buchi di numerazione.
3) Recapito e notifiche
Se i controlli sono ok, SDI prova a recapitare. Se riesce, invia la “ricevuta di consegna”. Se non riesce (PEC piena o canale non attivo), produce “mancata consegna” e deposita la fattura nell’area riservata del destinatario.
Con la mancata consegna, la fattura è comunque emessa e si considera messa a disposizione del cliente. Devi avvisarlo e inviargli una copia di cortesia (PDF o XML) per conoscenza. Non serve rinviare la stessa fattura a SDI.
Chi deve usare SDI e chi ha eccezioni
Obbligo generale e regimi agevolati
Dal 1° gennaio 2019 la fatturazione elettronica è obbligatoria tra privati in Italia. Dal 1° luglio 2022 l’obbligo è stato esteso ai forfettari oltre 25.000 euro e dal 1° gennaio 2024 a tutti i forfettari e ai minimi, in base al D.L. 36/2022 (PNRR 2) convertito in L. 79/2022 e ai provvedimenti attuativi dell’Agenzia.
In pratica: se hai una partita IVA italiana e fatturi operazioni rilevanti ai fini IVA in Italia, usi SDI. Fanno eccezione rari casi tecnici previsti da legge o prassi.
Casi particolari ed esclusioni mirate
Operatori sanitari verso consumatori finali: permane il divieto di emettere e-fattura via SDI per prestazioni i cui dati confluiscono nel Sistema Tessera Sanitaria, salvo rinuncia dell’interessato. La disciplina discende dall’art. 10-bis del D.L. 119/2018 e dai decreti MEF e provvedimenti Garante Privacy succedutisi nel tempo.
Soggetti non residenti: se hanno stabile organizzazione o identificazione diretta/rappresentante fiscale in Italia, per operazioni interne emettono via SDI. Se non identificati in Italia, non usano SDI ma restano gli obblighi del committente italiano (autofattura/integrazione).
Codici, canali e indirizzo telematico: come non sbagliare
Codice destinatario e PEC
Il codice destinatario è un identificativo di 7 caratteri assegnato a un canale accreditato presso SDI. Il tuo gestionale o intermediario te lo fornisce per ricevere le fatture in automatico.
In alternativa, puoi ricevere via PEC. In questo caso in fattura si inserisce 0000000 come codice destinatario e si compila il campo PEC del destinatario. Verifica capienza e correttezza della casella.
Privati, estero e PA
Cliente privato senza partita IVA in Italia: usa 0000000. Cliente estero (con o senza partita IVA estera): usa XXXXXXX e invia una copia di cortesia al cliente estero, perché non transita da SDI. Per PA, indica il CUU dell’ufficio (6 caratteri) reperibile sull’indice delle PA.
Per non sbagliare mai, registra su Fatture e Corrispettivi il “canale preferito” (indirizzo telematico predefinito). Così, anche se un fornitore sbaglia codice, SDI recapita dove hai scelto. La procedura è descritta nei Provvedimenti dell’Agenzia del 30 aprile 2018 e s.m.i.
Tempistiche, data documento e sanzioni
Quando emettere e inviare
Fattura immediata: entro 12 giorni dalla data dell’operazione (art. 21 DPR 633/1972, come modificato dal D.L. 34/2019). Meglio inviare lo stesso giorno per coerenza contabile.
Fattura differita: entro il 15 del mese successivo, richiamando DDT o documenti equipollenti. Per integrazioni/autofatture estero (codici TD17, TD18, TD19) e altre tipologie, termine ordinario entro il 15 del mese successivo.
Sanzioni e ravvedimento
Per omessa o tardiva fatturazione: sanzione dal 90% al 180% dell’IVA (art. 6 D.Lgs. 471/1997). Se la tardività non incide sulla liquidazione, sanzione da 250 a 2.000 euro.
Per errata/omessa trasmissione dei dati transfrontalieri via SDI: 2 euro per fattura, massimo 400 euro per mese (art. 11, comma 2-quater, D.Lgs. 471/1997), dimezzata se l’invio avviene entro 15 giorni.
Il ravvedimento operoso (D.Lgs. 472/1997) consente sconti significativi sulle sanzioni se regolarizzi spontaneamente entro tempi brevi, versando anche imposta e interessi legali.
Conservazione digitale e privacy
Le fatture devono essere conservate per 10 anni (art. 2220 c.c. e art. 39 DPR 633/1972). La conservazione digitale “a norma” segue il Codice dell’Amministrazione Digitale (D.Lgs. 82/2005) e le Linee guida AgID sulla formazione, gestione e conservazione del documento informatico.
Il servizio di sola consultazione delle fatture elettronicamente è disponibile sul portale dell’Agenzia delle Entrate, con adesione espressa dell’utente, nel rispetto del GDPR e dei provvedimenti del Garante Privacy. La consultazione non sostituisce la conservazione a norma.
Regola decisionale rapida
Usa questa logica per scegliere codice e canale:
- Destinatario PA in Italia → Inserisci CUU (6 caratteri). Verifica CIG/CUP se richiesti. Canale: SDI obbligatorio.
- Destinatario titolare di partita IVA in Italia → Chiedi il suo codice destinatario o PEC. Se non li hai, puoi usare 0000000, ma meglio concordare il canale per consegna immediata.
- Destinatario privato consumatore in Italia → Inserisci 0000000. Consegna copia di cortesia al cliente per trasparenza.
- Destinatario estero (UE o extra-UE) → Inserisci XXXXXXX. Invia copia di cortesia al cliente estero. Per acquisti esteri, emetti integrazione/autofattura via SDI con TD17-19 entro il 15 del mese successivo.
- Se SDI scarta → Correggi e reinvia. Se SDI non consegna → Avvisa cliente e invia copia di cortesia; la fattura è valida.
Errori frequenti e come evitarli
Codici destinatario errati o mancanti
Salva i codici dei clienti nel gestionale. Richiedili all’onboarding. Attiva l’indirizzo telematico predefinito sul portale dell’Agenzia per un “paracadute” di consegna.
Date e numerazione
Allinea data operazione e data invio. Evita buchi di numerazione. Se una fattura viene scartata, riemetti con nuovo numero e annota l’errore nel registro interno.
Natura IVA e reverse charge
Indica sempre la “natura” quando l’IVA non si applica (esente, non imponibile, inversione contabile). Sbagliare natura può falsare la liquidazione. Verifica i codici TD e le causali.
Fatture PA e metadati
Per la PA cura CUP/CIG quando previsti e i campi ordine/convenzione. L’assenza blocca i pagamenti. Verifica il CUU su fonti ufficiali.
Transfrontaliero e codici documento
Usa TD17 per servizi da estero, TD18 per acquisti intracomunitari beni, TD19 per acquisti da estero extra-UE. Rispetta i termini e conserva la documentazione di supporto.
| Scenario | Codice/Canale da indicare | Requisiti e note operative | Termini SDI |
|---|---|---|---|
| Fattura a impresa italiana (B2B) | Codice destinatario 7 caratteri o PEC; opzionale indirizzo telematico predefinito | Chiedi e verifica il codice. Se usi PEC, inserisci 0000000 e compila PEC. | Immediata entro 12 giorni; differita entro il 15 del mese successivo |
| Fattura a consumatore finale (B2C) in Italia | 0000000 (copia di cortesia consigliata) | Non serve PEC. Il cliente vede la fattura in area riservata AE. | Immediata entro 12 giorni |
| Fattura a Pubblica Amministrazione | CUU (6 caratteri). Canale SDI obbligatorio | Compila campi ordine/CIG/CUP ove richiesti. Verifica anagrafica PA. | Immediata entro 12 giorni (salve regole contrattuali) |
| Fattura a cliente estero (UE/extra-UE) | XXXXXXX (invio copia di cortesia) | La fattura non si recapita via SDI al cliente estero. Cura natura IVA. | Immediata entro 12 giorni |
| Integrazione/autofattura per acquisto estero | Documento TD17/TD18/TD19 via SDI | Riporta imponibile e IVA dovuta. Registra anche in acquisti. | Entro il 15 del mese successivo all’operazione |
| Mancata consegna al destinatario | — | SDI deposita in area AE del cliente. Avvisa e invia copia di cortesia. | Valida alla data di emissione; nessun reinvio |
FAQ
Devo “avere” un mio codice SDI per ricevere le fatture? Come si ottiene?
Non è obbligatorio avere un codice SDI “proprio”. Per ricevere puoi scegliere tra PEC o un codice destinatario fornito dal tuo gestionale o intermediario accreditato. Il codice è legato al canale tecnico con cui il tuo fornitore recapita le fatture nel tuo software.
Operativamente, se usi PEC, comunichi ai fornitori la tua PEC e loro inseriscono 0000000 in fattura più l’indirizzo PEC. Se usi un gestionale con canale accreditato, comunichi ai fornitori il codice a 7 caratteri. In ogni caso, per sicurezza, entra in Fatture e Corrispettivi e imposta l’indirizzo telematico predefinito. Così SDI recapita lì anche se un fornitore sbaglia codice o PEC. Le istruzioni sono nei Provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate del 30 aprile 2018 e successivi aggiornamenti.
Cosa succede se sbaglio codice destinatario o PEC? La fattura è valida?
Dipende. Se il file è formalmente corretto ma il recapito non va a buon fine, ricevi una “mancata consegna”. In questo caso la fattura è comunque valida e considerata messa a disposizione del cliente nella sua area riservata sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Devi avvisarlo e inviargli una copia di cortesia per agevolare il pagamento.
Se invece hai errori formali (partita IVA errata, XML non conforme, codici obbligatori mancanti), SDI scarta la fattura. Una fattura scartata equivale a non emessa. Devi correggere e rinviare entro i termini. Per evitare problemi di numerazione, emetti un nuovo numero e annota l’annullamento interno del documento scartato. Le conseguenze sanzionatorie seguono l’art. 6 del D.Lgs. 471/1997 con possibilità di ravvedimento operoso.
Come fatturo verso l’estero e come gestisco integrazioni/autofatture?
Quando vendi a un cliente estero, compili la fattura elettronica in XML e indichi XXXXXXX nel campo codice destinatario. La fattura passa da SDI ai fini fiscali italiani ma non viene recapitata al cliente estero. Invia quindi una copia di cortesia (PDF o XML) al cliente e chiarisci il regime IVA applicato (non imponibile, fuori campo, ecc.).
Quando acquisti dall’estero, devi emettere un documento integrativo via SDI: TD17 per servizi da soggetti esteri, TD18 per acquisti intracomunitari di beni, TD19 per acquisti di beni da soggetti extra-UE. Il termine ordinario è il 15 del mese successivo all’operazione. Questi adempimenti derivano dal D.Lgs. 127/2015 come modificato e dai provvedimenti attuativi dell’Agenzia, che hanno sostituito l’esterometro. Le sanzioni specifiche sono in art. 11, comma 2-quater, D.Lgs. 471/1997.
Sono in regime forfettario: cosa è cambiato con SDI? Ci sono semplificazioni pratiche?
Dal 1° gennaio 2024 anche i forfettari devono emettere fatture elettroniche via SDI per tutte le operazioni rilevanti in Italia, come previsto dal D.L. 36/2022 e successivi atti. La procedura è identica agli altri contribuenti: numerazione progressiva, indicazione della natura IVA “N2.2” o altra corretta quando l’imposta non si applica, e rispetto dei termini di invio.
La conservazione resta decennale. Puoi usare il portale gratuito dell’Agenzia per emettere e consultare, ma ricorda che la consultazione non sostituisce la conservazione a norma secondo il Codice dell’Amministrazione Digitale e le Linee guida AgID. Vantaggi pratici: minor rischio di errori formali grazie ai controlli di SDI, tracciabilità totale e più facilità nel farsi pagare puntualmente, perché il cliente riceve la fattura nel suo gestionale.
Fatture alla Pubblica Amministrazione: quali accortezze su CUU, CIG/CUP e pagamenti?
Per la PA devi usare il formato FatturaPA e indicare il CUU (6 caratteri) dell’ufficio competente, previsto dal D.M. 55/2013. Verifica sempre il CUU su fonti ufficiali e completa i campi relativi a ordini, contratti, CIG e CUP quando necessari. La mancanza può rallentare o bloccare i pagamenti.
Controlla inoltre il regime IVA applicabile, inclusa l’eventuale scissione dei pagamenti (split payment) ai sensi dell’art. 17-ter del DPR 633/1972, ove vigente per il tuo caso. SDI effettua i controlli formali, ma la responsabilità dei contenuti resta tua. Rispetta i termini di emissione e conserva a norma. Le basi regolamentari sono su Normattiva, Ministero dell’Economia e Agenzia delle Entrate, oltre alle linee guida per le PA.
