Ultimo aggiornamento: giugno 2026.
Con 200.000€ non puoi usare il forfettario. Paghi IRPEF a scaglioni (23%-33%-43%), addizionali e contributi, sul reddito netto: incassi meno costi deducibili e contributi versati nell’anno. L’IVA è esclusa.
- Forfettario escluso: la soglia è 85.000€ annui (Legge 197/2022). Si applica il regime ordinario. Il reddito segue cassa per i professionisti (art. 54 TUIR) e competenza/cassa per imprese (art. 66 TUIR e art. 18 DPR 600/1973).
- IRPEF 2026: 23% fino a 28.000€, 33% tra 28.000,01€ e 50.000€, 43% oltre 50.000€. Addizionali regionali e comunali si sommano. Acconti e saldi secondo il calendario fiscale.
- IVA fuori dal reddito (art. 13 DPR 633/1972). Contributi previdenziali obbligatori deducibili (art. 10 TUIR). Ritenute d’acconto del 20% per i professionisti riducono l’IRPEF da versare (art. 25 DPR 600/1973).
Cosa conta davvero con 200.000€ di fatturato
Con 200.000€ di attività non puoi stare nel regime forfettario. La soglia è 85.000€ di ricavi o compensi annui, fuori campo IVA, come da Legge 197/2022 (Legge di Bilancio 2023). Fonte: Normattiva.
Nel regime ordinario le imposte si calcolano sul reddito, non sul fatturato lordo. Il reddito è la differenza tra incassi, costi deducibili e contributi previdenziali versati nell’anno. Il principio cambia tra professionisti e imprese.
L’IVA non è un ricavo. È un’imposta che riscuoti per conto dello Stato. Non entra nel reddito imponibile (art. 13 DPR 633/1972). Fonte: Normattiva e prassi dell’Agenzia delle Entrate.
Come si determina il reddito: cassa, competenza, registrazioni
Professionisti: principio di cassa (art. 54 TUIR)
Per i lavoratori autonomi il reddito si calcola per cassa. Significa che contano solo gli importi effettivamente incassati entro il 31 dicembre. Le fatture non incassate non entrano nel reddito di quell’anno. Fonte: art. 54 del TUIR (DPR 917/1986, Normattiva).
Dal totale incassato sottrai i costi inerenti. Inerenti vuol dire legati all’attività in modo chiaro e documentato. Subito dopo sottrai i contributi previdenziali obbligatori pagati nell’anno. I contributi sono oneri deducibili (art. 10 TUIR).
Imprese individuali: semplificata o ordinaria
L’impresa individuale sotto specifici limiti può adottare la contabilità semplificata. Con 200.000€ puoi restare in semplificata se rientri nelle soglie di legge. In semplificata, dal 2017, il reddito segue una cassa “mista” basata su incassi e pagamenti (art. 18 DPR 600/1973 e art. 66 TUIR). Fonte: Normattiva.
Se sei in contabilità ordinaria, il reddito d’impresa segue il principio di competenza. Contano ricavi e costi maturati nell’anno, indipendentemente dall’incasso o pagamento (art. 83 e seguenti TUIR). Serve una contabilità completa.
IVA fuori dal reddito (art. 13 DPR 633/1972)
Nel calcolo dell’imponibile IRPEF l’IVA non rientra. L’IVA si versa con liquidazioni periodiche e dichiarazione annuale. La base imponibile delle imposte dirette resta sempre netta da IVA.
Aliquote IRPEF 2026, addizionali e ritenute
Scaglioni IRPEF 2026
Nel 2026 gli scaglioni IRPEF sono tre: 23% fino a 28.000€; 33% da 28.000,01€ a 50.000€; 43% oltre 50.000,01€. Le aliquote si applicano per fasce, non a tutto il reddito. Fonte: art. 11 TUIR come aggiornato; MEF e Agenzia delle Entrate.
Le imposte si calcolano sul reddito complessivo netto. Quindi dopo la deduzione dei contributi previdenziali e degli altri oneri deducibili ammessi dall’art. 10 TUIR.
Addizionali regionali e comunali
Alle aliquote nazionali si aggiungono le addizionali regionali e comunali all’IRPEF. Le definiscono Regione e Comune. Si calcolano sullo stesso reddito imponibile IRPEF. Si pagano con saldo e acconti. Fonte: MEF e Agenzia delle Entrate.
Ritenute d’acconto per i professionisti
Se emetti fatture con ritenuta, il cliente trattiene il 20% sui compensi e la versa come acconto IRPEF a tuo nome (art. 25 DPR 600/1973). In dichiarazione sottrai le ritenute dall’imposta lorda. Paghi solo la differenza.
Contributi previdenziali: gestione, deducibilità e impatto
Gestione previdenziale
I professionisti iscritti a una Cassa ordinistica seguono le regole della propria Cassa (per esempio Cassa Forense, Inarcassa). Le aliquote e i minimi le stabilisce la Cassa stessa. Le comunica ogni anno.
Chi non ha Cassa versa alla Gestione Separata INPS (Legge 335/1995, art. 2, comma 26). Aliquote e minimali li comunica l’INPS con circolari annuali. Gli artigiani e commercianti versano alla gestione IVS con contributi fissi e percentuali sul reddito.
Deducibilità fiscale
I contributi previdenziali obbligatori si deducono dal reddito complessivo (art. 10 TUIR). Paghi le imposte su un reddito più basso. Questo vale sia per i contributi alla Cassa sia per INPS.
La deduzione scatta nell’anno del pagamento. Conta la data di versamento, non l’anno a cui i contributi si riferiscono.
Esempio numerico: avvocata con 200.000€ fatturati e incassi parziali
Scenario: professionista in ordinario, principio di cassa. Al 31 dicembre ha incassato 180.000€. Ha costi inerenti per 40.000€. Ha versato contributi per 30.000€ nell’anno.
Reddito imponibile IRPEF: 180.000 – 40.000 – 30.000 = 110.000€.
Calcolo IRPEF 2026 a scaglioni: 23% su 28.000€ = 6.440€; 33% su 22.000€ (fino a 50.000€) = 7.260€; 43% su 60.000€ (oltre 50.000€) = 25.800€. Totale IRPEF lorda: 39.500€.
A questa somma aggiungi le addizionali regionali e comunali (variabili). Poi sottrai eventuali ritenute d’acconto già subite. Il risultato è l’IRPEF netta da versare o il credito.
Nota: l’IVA non entra nel calcolo del reddito. L’IRAP non è dovuta dalle persone fisiche esercenti arti e professioni e imprese individuali dal 2022 (Legge 234/2021). Resta dovuta per società e altri soggetti (D.Lgs. 446/1997).
Regola decisionale rapida
Passaggi logici per stimare rapidamente le imposte
- Sei un professionista? Usa il principio di cassa (art. 54 TUIR): Reddito base = incassi dell’anno – costi deducibili pagati.
- Sei un’impresa semplificata? Applica incassi-pagamenti (art. 18 DPR 600/1973 e art. 66 TUIR). Sei in ordinaria? Usa il principio di competenza.
- Hai versato contributi previdenziali? Deduci tutti i contributi obbligatori pagati nell’anno (art. 10 TUIR). Nuovo reddito = Reddito base – contributi.
- Applica gli scaglioni IRPEF 2026: 23% fino a 28.000€, 33% da 28.000,01€ a 50.000€, 43% oltre 50.000,01€ (art. 11 TUIR aggiornato).
- Aggiungi addizionali regionali e comunali. Poi sottrai le ritenute d’acconto e gli acconti già pagati. Il risultato è il saldo di giugno.
- Per l’anno successivo, calcola gli acconti IRPEF sulla base dell’imposta netta: di norma 40% a giugno-luglio e 60% a novembre (prassi MEF e Agenzia Entrate).
Scadenze pratiche: saldo, acconti e contributi
IRPEF e addizionali
Il saldo dell’anno precedente e il primo acconto si pagano a giugno-luglio. Il secondo acconto a novembre. Queste sono le finestre ordinarie fissate dal calendario fiscale del MEF e dall’Agenzia delle Entrate.
Puoi rateizzare con interessi leggeri. Verifica sempre le scadenze dell’anno perché possono cambiare con i decreti del MEF.
Contributi previdenziali
Gli artigiani e commercianti pagano contributi fissi in quattro rate durante l’anno. Sui redditi eccedenti il minimale pagano una percentuale aggiuntiva. L’INPS comunica ogni anno importi e scadenze.
I professionisti con Cassa seguono il proprio regolamento per acconti, saldi e minimi. La Gestione Separata INPS segue le scadenze delle imposte tramite F24, insieme a saldo e acconti IRPEF.
| Scenario | Metodo di determinazione del reddito | Requisiti e documenti | Imposte/contributi e tempistiche |
|---|---|---|---|
| Professionista con 200.000€ fatturati, 180.000€ incassati | Cassa (art. 54 TUIR): incassi – costi – contributi | Fatture, estratti conto, ricevute costi, F24 contributi, certificazioni ritenute | IRPEF a scaglioni + addizionali; ritenute in detrazione; saldo giugno-luglio, acconti giugno/novembre; contributi deducibili |
| Impresa individuale in semplificata (servizi) con 200.000€ | Cassa “mista” (art. 18 DPR 600/1973; art. 66 TUIR) | Registri incassi/pagamenti, registri IVA, F24 contributi IVS | IRPEF + addizionali; contributi IVS (fissi + percentuali); saldo/acconti secondo calendario; IVA periodica |
| Impresa individuale in ordinaria con 200.000€ | Competenza (artt. 83-109 TUIR); rimanenze e ammortamenti | Scritture contabili complete, inventari, registri cespiti, bilancio civilistico-fiscale | IRPEF + addizionali; contributi IVS; maggiori adempimenti; scadenze come da MEF; IVA periodica |
| Professionista con 200.000€ fatture emesse, 20.000€ non incassati | Cassa (art. 54 TUIR): i 20.000€ non concorrono al reddito dell’anno | Fatture, estratti conto, solleciti e prove mancato incasso | IRPEF su incassato netto; addizionali; ritenute da scomputare; saldo/acconti ordinari; IVA secondo esigibilità ordinaria |
FAQ
Con 200.000€ di fatturato, qual è la differenza pratica tra fatturato, incassi e reddito imponibile?
Fatturato è il totale delle fatture emesse al netto dell’IVA. Per un professionista, conta solo l’incassato dell’anno per formare il reddito (principio di cassa, art. 54 TUIR). Quindi se hai fatturato 200.000€ ma hai incassato 180.000€, parti da 180.000€. Da qui togli i costi inerenti pagati nell’anno e i contributi previdenziali obbligatori pagati. Il risultato è il reddito imponibile su cui applichi gli scaglioni IRPEF e le addizionali. Per un’impresa in ordinaria, invece, il reddito segue il principio di competenza: ricavi e costi rilevano quando maturano, non quando incassi o paghi (artt. 83-109 TUIR). In semplificata si applica la cassa “mista” per incassi e pagamenti (art. 18 DPR 600/1973 e art. 66 TUIR). Fonte: Normattiva e prassi dell’Agenzia delle Entrate.
Le fatture non incassate entro il 31 dicembre generano imposte? Come incide l’IVA?
Per i professionisti no: le fatture non incassate entro il 31 dicembre non entrano nel reddito di quell’anno. Le imposte si calcolano solo su quanto incassato (art. 54 TUIR). Quando incasserai in futuro, quelle somme formeranno reddito in quell’anno. Per le imprese in ordinaria, invece, contano per competenza: rilevano subito come ricavi, a prescindere dall’incasso. L’IVA è sempre fuori dal reddito imponibile IRPEF: è un’imposta che versi separatamente con le liquidazioni periodiche e la dichiarazione annuale (art. 13 DPR 633/1972). Quindi l’IVA non gonfia il reddito e non entra nel calcolo delle aliquote a scaglioni.
Quali costi posso dedurre con 200.000€ di attività e quali prove devo conservare?
Puoi dedurre i costi inerenti all’attività, cioè necessari o utili a produrre i compensi/ricavi. Alcuni esempi tipici: canoni di locazione dello studio, utenze, servizi professionali, trasporti per lavoro, assicurazioni professionali, software gestionali, aggiornamento professionale, beni strumentali ammortizzabili. Devi conservare fatture, ricevute, contratti, quietanze di pagamento ed estratti conto bancari. I criteri di deduzione variano tra professionisti e imprese e tra cassa e competenza. Le regole generali sono negli artt. 54 e 109 del TUIR e nelle circolari dell’Agenzia delle Entrate. Evita spese personali o miste non documentate. In caso di uso promiscuo, applica criteri ragionevoli e costanti. In dubbio, chiedi un inquadramento preventivo per evitare contestazioni.
Come funzionano addizionali, acconti e ritenute d’acconto nell’anno con 200.000€ di fatturato?
Le addizionali regionali e comunali si calcolano sullo stesso reddito imponibile IRPEF e si pagano con il saldo e gli acconti. Le aliquote dipendono da Regione e Comune. L’IRPEF si versa a saldo (giugno-luglio) e ad acconto per l’anno in corso. L’acconto IRPEF è di norma pari al 100% dell’imposta netta dell’anno precedente e si paga in due rate: 40% a giugno-luglio e 60% a novembre (calendario MEF e Agenzia Entrate). Le ritenute d’acconto subite (tipicamente il 20% per i professionisti, art. 25 DPR 600/1973) si scomputano dall’IRPEF lorda. Sommi addizionali, sottrai ritenute e acconti già pagati. Il risultato è un saldo da versare o un credito da usare in compensazione con F24.
Devo pagare anche l’IRAP con 200.000€? E quando può tornare dovuta?
Se sei una persona fisica (professionista o impresa individuale), dal 2022 non paghi l’IRAP. L’esclusione è stata introdotta dalla Legge 234/2021 (Legge di Bilancio 2022). Restano però soggetti ad IRAP le società di persone, le società di capitali e altri enti indicati nel D.Lgs. 446/1997. Inoltre, per gli studi associati o forme aggregate con autonoma organizzazione, la giurisprudenza ha spesso ritenuto l’IRAP dovuta. Quindi, se trasformi l’attività in società o entri in uno studio associato strutturato, l’IRAP può tornare applicabile. In caso di cambi di forma giuridica o organizzazione, valuta prima l’impatto con un consulente. Fonti: D.Lgs. 446/1997, Legge 234/2021, prassi dell’Agenzia delle Entrate e linee interpretative MEF.
