Start up in regime forfettario: cos’è e quante tasse paga?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

In regime forfettario le nuove Partite IVA che rispettano i requisiti “start up” pagano il 5% per i primi 5 anni. Dal sesto anno l’imposta sostitutiva sale al 15%.

  • Aliquota 5% per 5 anni se rispetti i requisiti start up previsti dalla Legge 190/2014. Poi si applica il 15% ordinario del forfettario.
  • Base imponibile: compensi incassati x coefficiente di redditività, meno i contributi previdenziali pagati nell’anno.
  • Soglie chiave: 85.000 euro per restare nel regime. Uscita immediata se superi 100.000 euro nel corso dell’anno (norma 2023 confermata).

Cos’è il regime forfettario nel 2026 e perché esiste l’aliquota al 5%

Il regime forfettario è un regime fiscale semplificato per persone fisiche con Partita IVA. Sostituisce IRPEF, addizionali e IVA con un’unica imposta.

La base imponibile non usa i costi reali. Usa un “coefficiente di redditività”. È una percentuale fissata per attività ATECO. Si applica sugli incassi.

Le regole sono nella Legge 190/2014, commi 54-89, e successive modifiche. Le trovi su Normattiva e nei documenti dell’Agenzia delle Entrate. La Legge 197/2022 ha alzato la soglia a 85.000 euro e introdotto la fuoriuscita immediata oltre 100.000 euro. L’Agenzia ha commentato con circolari e risposte, consultabili sui suoi canali ufficiali.

L’aliquota al 5% è una riduzione temporanea per nuove attività. Serve a favorire l’avvio. Dopo i primi cinque periodi di imposta la tassazione torna al 15%.

Aliquota 5% “start up”: requisiti, durata e casi pratici

I tre requisiti specifici per il 5%

La riduzione al 5% spetta se rispetti tre condizioni aggiuntive rispetto al forfettario base (fonte normativa: Legge 190/2014, comma 65, e chiarimenti Agenzia delle Entrate):

  • Non hai avuto Partita IVA attiva nei tre anni precedenti l’apertura attuale.
  • La nuova attività non è prosecuzione di lavoro svolto prima. Né come autonomo, né come dipendente, tirocinio o stage. Fanno eccezione le pratiche obbligatorie per accedere a professioni regolamentate.
  • Se prosegui un’attività svolta da un altro soggetto, i ricavi/compensi di quell’attività nell’anno precedente non devono superare il limite del regime (85.000 euro).

Durata e decorrenza

La durata è di cinque periodi d’imposta. Conta l’anno fiscale, non i mesi effettivi. Se apri a novembre 2026, il 2026 è già il primo anno. Il 5% si applica fino al quinto anno compreso. Dal sesto anno passi al 15%.

Perdi il 5% prima dei cinque anni se non rispetti i requisiti generali del forfettario. Ad esempio, se superi i 100.000 euro di incassi durante l’anno, esci subito dal regime e perdi l’agevolazione. Regola fissata dalla Legge 197/2022.

Chiarimenti operativi noti

Le circolari dell’Agenzia delle Entrate hanno chiarito cosa è “prosecuzione”. In sintesi, c’è prosecuzione se la nuova attività usa in modo diretto e continuativo la clientela o l’oggetto della precedente. La pratica professionale obbligatoria non blocca il 5%.

Se avevi una Partita IVA chiusa meno di tre anni fa, non puoi accedere al 5%. Conta l’esistenza di una posizione attiva, anche con incassi nulli. Queste letture sono coerenti con i documenti di prassi dell’Agenzia delle Entrate.

Requisiti generali di accesso e permanenza nel forfettario (2026)

Soglie di ricavi e lavoro dipendente

  • Ricavi/compensi annui fino a 85.000 euro per restare nel regime (norma dal 2023). Se superi 85.000 ma resti sotto 100.000, esci dall’anno successivo.
  • Se superi 100.000 euro durante l’anno, esci subito dal forfettario e applichi IVA ordinaria dal momento del superamento. Misura introdotta dalla Legge 197/2022.
  • Redditi da lavoro dipendente e assimilati oltre 30.000 euro escludono l’accesso, salvo cessazione del rapporto di lavoro. La soglia di 30.000 euro è quella prevista dalla Legge 190/2014 e resta valida ad agosto 2026.

Altre condizioni importanti

  • Residenza in Italia. Ammessi anche residenti UE/SEE se producono in Italia almeno il 75% del reddito e soddisfano gli altri requisiti.
  • Niente partecipazioni in società di persone o associazioni professionali.
  • Niente controllo in società di capitali che svolgono attività riconducibile alla tua, salvo esclusioni specifiche.
  • Niente adesione a regimi speciali IVA (come agenzie viaggio, agricoltura speciale, ecc.).
  • Spese per lavoro accessorio, dipendenti o collaboratori fino a 20.000 euro lordi annui.

Le basi sono nella Legge 190/2014 e aggiornamenti successivi. Puoi verificare i testi consolidati su Normattiva e i chiarimenti nelle circolari dell’Agenzia delle Entrate.

Come si calcolano le imposte nel forfettario

Regole base di calcolo

Il forfettario segue il “principio di cassa”. Significa che contano gli incassi pagati nell’anno, non le fatture emesse.

Base imponibile = incassi x coefficiente di redditività. Il coefficiente dipende dal tuo ATECO. Ad esempio, per gli infermieri è il 78%.

Poi sottrai i contributi previdenziali obbligatori pagati nell’anno. L’imposta sostitutiva si applica sulla differenza. L’aliquota è 5% se sei start up nei primi cinque anni. È 15% negli altri casi.

Esempio numerico commentato

Giulia è un’infermiera al secondo anno di Partita IVA. È start up, quindi ha il 5%. Incassa 45.000 euro. Il coefficiente per infermieri è 78%. Lo scorso anno ha pagato 3.000 euro di contributi.

  • Imponibile: 45.000 x 78% = 35.100 euro.
  • Base dopo contributi: 35.100 – 3.000 = 32.100 euro.
  • Imposta: 32.100 x 5% = 1.605 euro.

Nota: i 3.000 euro di contributi riducono la base fiscale. Non sono soggetti al 5% o 15%. Questa regola vale per INPS e per le Casse professionali private.

Contributi previdenziali: cosa ricordare

  • Professionisti senza Cassa pagano la Gestione Separata INPS. Aliquote e istruzioni sul portale INPS e Ministero del Lavoro.
  • Artigiani e commercianti pagano contributi fissi più una quota percentuale. Possono chiedere la riduzione del 35% dei contributi INPS. La domanda è annuale e comporta rate più basse, ma minori accrediti pensionistici.
  • Professionisti con Cassa privata (ad esempio, sanità, tecnici, giuridici) seguono il regolamento della loro Cassa. I contributi obbligatori restano deducibili dal reddito forfettario.

I riferimenti sono nelle circolari INPS e nelle fonti del Ministero del Lavoro. Le norme tributarie restano in Legge 190/2014 e atti successivi.

Obblighi operativi nel 2026: fatture, ritenute, bollo

Fatturazione elettronica e adempimenti

  • Dal 2024 la e-fattura è obbligatoria per tutti i forfettari. Deriva dal quadro del Decreto Legislativo 127/2015 come modificato e dai provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate.
  • Le fatture non espongono IVA. Inserisci la dicitura di esenzione tipica del forfettario e il riferimento normativo.
  • Apponi marca da bollo digitale di 2 euro se la fattura senza IVA supera 77,47 euro. Versamento trimestrale tramite l’Agenzia delle Entrate.

Ritenute d’acconto

Nel forfettario non subisci ritenute d’acconto sui compensi. Devi consegnare al cliente la dichiarazione che attesti il regime. Il cliente non trattiene il 20%.

Regola decisionale rapida

Sei una nuova Partita IVA e vuoi capire se applichi il 5%?

  • Negli ultimi 3 anni hai avuto una Partita IVA attiva? Sì: niente 5%. No: vai al punto dopo.
  • La nuova attività continua quella fatta prima da te come dipendente, autonomo, tirocinante? Sì: niente 5% (salvo pratica obbligatoria). No: vai al punto dopo.
  • Stai proseguendo attività di un altro soggetto? Sì: verifica i suoi ricavi dell’anno scorso. Se oltre 85.000 euro, niente 5%. Se sotto, ok 5%.
  • In tutti gli altri casi: se rispetti i requisiti generali del forfettario, applichi il 5% per 5 anni. Poi passi al 15%.

Fonti normative e di prassi da conoscere

Quadro di riferimento

  • Legge 190/2014, commi 54-89: istituisce il forfettario, requisiti e coefficiente di redditività. Consultabile su Normattiva.
  • Legge 197/2022 (Bilancio 2023): soglia 85.000 euro e uscita immediata oltre 100.000 euro.
  • Documenti Agenzia delle Entrate: circolari e risposte su requisiti start up, ritenute e fatturazione. Verificabili sul sito istituzionale.
  • Decreto Legislativo 127/2015 e atti collegati: fatturazione elettronica e specifiche tecniche.
  • INPS e Ministero del Lavoro: regole contributive per Gestione Separata, Artigiani/Commercianti e Casse professionali.

Tabella scenari, requisiti, tempistiche ed effetti fiscali

Scenario Requisiti chiave Tempistiche/Decorrenza Effetti fiscali e note operative
Nuova Partita IVA con requisiti start up No P.IVA attiva negli ultimi 3 anni; nessuna prosecuzione di attività propria; se prosegue attività altrui, ricavi anno precedente sotto 85.000 euro Aliquota 5% per i primi 5 periodi d’imposta dalla data di apertura; dal 6° anno 15% Imposta sostitutiva su base forfettaria; e-fattura obbligatoria; niente ritenute; bollo da 2 euro oltre 77,47 euro
Nuova Partita IVA senza requisiti start up Avevi P.IVA negli ultimi 3 anni o c’è prosecuzione di attività Subito 15%; puoi restare in forfettario se sotto 85.000 euro e rispetti i requisiti generali Stesse semplificazioni operative; valuta convenienza rispetto al regime ordinario
Superamento soglia 85.000 euro ma sotto 100.000 Incassi totali annuali tra 85.001 e 100.000 euro Resti in forfettario fino a fine anno; esci dall’anno successivo Dal prossimo anno IVA e IRPEF ordinarie; verifica impatti di cassa e adempimenti
Superamento soglia 100.000 euro in corso d’anno Incassi oltre 100.000 euro nel corso dell’anno Uscita immediata dal forfettario al momento del superamento Da quel momento applichi IVA; imposta sostitutiva solo sulla quota precedente; servono registri IVA dal superamento
Lavoratore dipendente con reddito oltre 30.000 euro Redditi da lavoro dipendente o assimilati superiori a 30.000 euro e rapporto in essere Non puoi accedere al forfettario per l’anno; se il rapporto cessa, puoi rientrare dall’anno dopo Verifica la condizione in dichiarazione; fonte: Legge 190/2014 requisiti di accesso

FAQ

Posso applicare il 5% se ho avuto una Partita IVA chiusa due anni fa ma senza fatturato?

No. Per il 5% conta l’assenza di una Partita IVA attiva nei tre anni precedenti. Non rileva se hai fatturato oppure no. Avere una posizione attiva in quel periodo fa venire meno il requisito. La regola è coerente con il comma 65 della Legge 190/2014 e con i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate. Se però rispetti gli altri requisiti del forfettario, puoi comunque applicare il 15% standard.

Ho svolto tirocinio o pratica obbligatoria prima di aprire. Perdo il 5%?

La pratica obbligatoria per l’accesso a professioni regolamentate non fa perdere il 5%. La legge distingue tra prosecuzione di un’attività vera e propria e attività formative obbligatorie. Se invece il tirocinio non è obbligatorio e di fatto coincide con lo stesso lavoro ora svolto come autonomo, l’Agenzia può considerarlo prosecuzione. In tal caso niente 5%. Verifica i documenti del tuo Ordine e le circolari dell’Agenzia delle Entrate per casi analoghi. Conserva tutta la documentazione che prova la natura formativa.

Ho aperto nel 2026 con i requisiti start up. Cosa succede se supero 85.000 euro al terzo anno?

Se superi 85.000 euro ma resti sotto 100.000 euro, resti nel forfettario fino a fine anno. Continui ad applicare il 5% se sei ancora nei primi cinque anni. Dall’anno successivo esci dal forfettario e dovrai passare al regime ordinario con IVA e IRPEF progressive. Se invece superi 100.000 euro in corso d’anno, esci subito. Da quel momento applichi IVA e registri IVA. L’imposta sostitutiva si calcola solo sulla parte precedente il superamento. Queste regole vengono dalla Legge 197/2022 e dalle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate.

Posso avere il forfettario e un lavoro dipendente insieme? Come incide il limite 30.000 euro?

Sì, puoi avere entrambi se rispetti il limite. Se i redditi da lavoro dipendente e assimilati superano 30.000 euro e il rapporto è attivo, non puoi accedere al forfettario. Se il rapporto di lavoro cessa, la soglia non ti blocca per l’anno successivo. Ricorda che il limite riguarda il reddito lordo fiscale, non la RAL contrattuale. Controlla la Certificazione Unica per il valore esatto. Il riferimento è nella Legge 190/2014 e nelle prassi dell’Agenzia delle Entrate.

Come dimostro che la mia attività non è prosecuzione di quella precedente?

Devi mostrare che non usi in modo diretto e continuativo gli stessi clienti, lo stesso oggetto e gli stessi mezzi dell’attività precedente. Prepara un dossier semplice: descrizione servizi nuovi, canali di vendita diversi, nuovi contratti, prove di investimento in attrezzature specifiche, piani di marketing autonomi. Se veniamo da un rapporto di lavoro, è utile far vedere che il vecchio datore non è il cliente prevalente. Regola pratica: se oltre il 50% del fatturato viene dall’ex datore, il rischio di “prosecuzione” percepita aumenta. I concetti di base derivano dalle letture ufficiali dell’Agenzia delle Entrate su casi concreti.

Forfettario o regime ordinario: come valuto la convenienza se non ho diritto al 5%?

Fai tre passi. Primo: calcola il carico nel forfettario. Usa coefficiente di redditività, togli contributi, applica il 15%. Secondo: simula l’ordinario. Considera IVA, costi reali deducibili, ammortamenti, contributi e IRPEF per scaglioni più addizionali. Terzo: confronta anche gli adempimenti. Il forfettario riduce burocrazia, ma non consente di dedurre i costi reali. L’ordinario può convenire con costi elevati e clientela business che scarica l’IVA. Usa dati reali e scenari prudenti. Le norme rilevanti sono nel TUIR e nella Legge 190/2014 per il forfettario, con chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate.

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