Tasse con il modello unico: chi le paga e come?

Step Form (#73)

Richiedi una consulenza fiscale gratuita

Eccellente Trustpilot Fiscozen

Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Con Partita IVA dichiari con Modello Redditi PF e paghi imposte con saldi e acconti: IRPEF a tre scaglioni (23%, 33/35%, 43%) oppure imposta sostitutiva forfettaria 15%/5%. Scadenze: 30 giugno e 30 novembre via F24 telematico.

  • Dichiarazione: Modello Redditi Persone Fisiche. Base normativa: DPR 322/1998 e TUIR (DPR 917/1986). Per professionisti vale in genere il principio di cassa, per imprese quello di competenza.
  • Regimi: ordinario (IRPEF a scaglioni) o forfettario (imposta sostitutiva 15%/5% e coefficienti di redditività). Limite ricavi forfettario: 85.000 euro, con uscita immediata oltre 100.000 euro.
  • Versamenti: saldo e acconti con F24 telematico (obbligatorio per titolari di Partita IVA). Scadenze ordinarie: 30 giugno e 30 novembre. Riferimenti: D.Lgs. 241/1997 e DL 223/2006.

Quadro di riferimento 2026: cosa dichiari e quali imposte versi

La dichiarazione per titolari di Partita IVA si presenta con il Modello Redditi Persone Fisiche. Il vecchio “modello Unico” non si usa più da anni. Lo stabilisce il DPR 322/1998.

Se sei in regime ordinario paghi l’IRPEF a scaglioni sul reddito imponibile. Il reddito si calcola al netto dei costi deducibili e dei contributi previdenziali. La fonte è il TUIR, DPR 917/1986.

Se sei in regime forfettario paghi un’imposta sostitutiva. Sostituisce IRPEF, addizionali regionali e comunali. La base è un reddito forfettario calcolato con un coefficiente di redditività. La norma è la Legge 190/2014 e successive modifiche (Legge 145/2018, Legge 197/2022). Consulta sempre Normattiva e le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate per i dettagli aggiornati.

IRPEF 2026: scaglioni e aliquote

L’IRPEF nel 2026 resta su tre scaglioni. Fino a 28.000 euro: 23%. Tra 28.000 e 50.000 euro: aliquota intermedia, nelle prassi 2024 era 35%. Al 2026 alcune misure discutono una riduzione al 33%. Oltre 50.000 euro: 43%.

Per calcolare l’imposta, applichi ogni aliquota alla parte di reddito che ricade nello scaglione. Questo è il meccanismo a scaglioni dell’art. 11 del TUIR. Le addizionali regionali e comunali si aggiungono all’IRPEF e variano per territorio.

Esempio rapido in ordinario: compensi 25.000 euro, costi deducibili 5.000 euro, contributi 3.000 euro. Reddito imponibile IRPEF: 17.000 euro. Imposta lorda: 17.000 x 23% = 3.910 euro. Poi consideri detrazioni e addizionali.

Regime forfettario 2026: requisiti, calcolo e aliquote

Il regime forfettario semplifica i conti. Limite ricavi/compensi: 85.000 euro annui. Se superi 100.000 euro, l’uscita è immediata dall’anno stesso. Queste soglie derivano dalla Legge 197/2022 che ha modificato la Legge 190/2014.

Reddito forfettario: ricavi x coefficiente di redditività. Il coefficiente varia per attività (codice ATECO). Per i professionisti è spesso 78%. Deduci i contributi previdenziali versati. Sull’importo residuo applichi l’imposta sostitutiva.

Aliquote forfettario: 15% ordinario. 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti “start-up”. Requisiti principali: non aver esercitato attività simile nei tre anni precedenti; non proseguire un’attività svolta come dipendente o collaboratore prevalente; non superare soglie di spesa per lavoro accessorio e beni strumentali previste dalla norma. Riferimenti: Legge 190/2014, art. 1 commi 54-89 e successive modifiche, consultabili su Normattiva.

Esempio pratico (social media manager, coefficiente 78%): incassi 15.000 euro. Reddito forfettario lordo: 15.000 x 78% = 11.700 euro. Se versi 2.000 euro di contributi, il reddito imponibile scende a 9.700 euro. Con aliquota al 5% paghi 485 euro di imposta sostitutiva. Con aliquota al 15% paghi 1.455 euro.

Saldi e acconti: come e quando pagare

In Italia paghi le imposte a saldo sull’anno precedente. Versi anche un acconto per l’anno in corso. La regola è nel D.Lgs. 241/1997. Si applica sia all’IRPEF sia all’imposta sostitutiva del forfettario.

Due metodi di calcolo degli acconti: storico e previsionale. Metodo storico: calcoli l’acconto in percentuale sull’imposta netta dell’anno prima. Metodo previsionale: stimi l’imposta dell’anno in corso. Attenzione: se sottostimi, rischi sanzioni e interessi.

Ripartizione standard degli acconti: 40% entro il 30 giugno (insieme al saldo) e 60% entro il 30 novembre. In alcune stagioni fiscali è stata prevista una ripartizione 50/50 per specifiche categorie. Verifica le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate aggiornate all’anno d’imposta.

Rateazione: puoi rateizzare il saldo e il primo acconto da giugno, con interessi legali per le rate successive. Il secondo acconto di norma non si rateizza oltre novembre. In caso di ritardo puoi usare il ravvedimento operoso (D.Lgs. 472/1997, art. 13).

Codici tributo tipici in F24

Per l’IRPEF: 4001 (saldo), 4033 (primo acconto), 4034 (secondo o unico acconto). Per l’imposta sostitutiva forfettario: 1790 (saldo), 1793 (primo acconto), 1794 (secondo o unico acconto). Usa i codici aggiornati nelle risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate.

Contabilità e contributi: cosa influenza le imposte

Principio di cassa: regola dei professionisti. Tassi i compensi incassati nell’anno e deduci i costi pagati nell’anno (art. 54 TUIR). Principio di competenza: regola delle imprese. Riconosci ricavi e costi quando maturano (art. 109 TUIR). Questa scelta incide sul reddito imponibile.

I contributi previdenziali sono deducibili prima di calcolare l’imposta. Per i professionisti senza cassa si versano in Gestione Separata INPS. Artigiani e commercianti versano alla gestione IVS con minimali e contributi fissi. Norme e aliquote aggiornate si trovano sul portale INPS e sul sito del Ministero del Lavoro.

Nel forfettario i costi (tranne i contributi) non si deducono. Questo semplifica, ma a volte penalizza chi ha molti costi. Nel regime ordinario puoi dedurre più spese e ammortamenti. Valuta il regime in base alla tua struttura di costi e investimenti.

Regola decisionale rapida

Se hai costi bassi e compensi entro 85.000 euro, il forfettario di solito conviene. Paghi il 15% o il 5% su un reddito presunto.

Se hai costi elevati, detrazioni importanti o vuoi sfruttare crediti d’imposta e IVA detraibile, il regime ordinario può ridurre l’IRPEF effettiva.

Se pensi di crescere oltre 85.000 euro a breve o di superare 100.000 euro, valuta l’ordinario per evitare salti di regime nell’anno.

Se inizi l’attività e hai i requisiti “start-up”, il 5% per 5 anni offre un vantaggio forte. Verifica bene i requisiti soggettivi.

Se i contributi previdenziali pesano molto, ricordati che sono deducibili in entrambi i regimi. Questo può cambiare il confronto.

Scadenze, modalità e sanzioni

Scadenze standard: 30 giugno saldo e primo acconto; 30 novembre secondo acconto. Se il 30 cade in festivo, si slitta al primo giorno lavorativo successivo. Eventuali proroghe si leggono nei comunicati del MEF e nei provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate.

Modalità di pagamento: F24 telematico obbligatorio per chi ha Partita IVA (DL 223/2006). Puoi usare l’home banking, i servizi telematici dell’Agenzia (Entratel/Fatture e Corrispettivi) o delegare un intermediario abilitato.

Ravvedimento operoso: se paghi in ritardo, riduci le sanzioni in base ai giorni trascorsi. Applichi gli interessi legali giorno per giorno. La base è l’art. 13 del D.Lgs. 472/1997 e le risoluzioni applicative dell’Agenzia delle Entrate.

Scenario Requisiti d’accesso Base imponibile e aliquote Acconti e tempistiche
Regime ordinario – Professionista (cassa) Nessun limite ricavi. Adempimenti contabili ordinari. IVA se non esente. Compensi incassati – costi pagati – contributi. IRPEF a scaglioni: 23%, 33/35%, 43% + addizionali. Saldo e 1° acconto al 30/6; 2° acconto al 30/11. Acconti 40% + 60% (o come da istruzioni anno).
Regime ordinario – Impresa (competenza) Contabilità semplificata o ordinaria secondo soglie. Tenuta registri e inventari. Ricavi – costi di competenza – contributi. IRPEF a scaglioni + addizionali. IVA detraibile su acquisti. Stesse scadenze. Possibile rateizzare saldo e 1° acconto da giugno con interessi legali.
Regime forfettario – Start-up (5%) Ricavi entro 85.000 euro. Requisiti art. 1, commi 54-89, L. 190/2014. Nessuna attività simile nei 3 anni precedenti. Ricavi x coefficiente – contributi. Imposta sostitutiva 5% per 5 anni, poi 15%. Saldo e acconti come per IRPEF, con codici tributo dedicati. Scadenze 30/6 e 30/11.
Regime forfettario – Ordinario (15%) Ricavi entro 85.000 euro. Uscita immediata se oltre 100.000 euro nell’anno. Ricavi x coefficiente – contributi. Imposta sostitutiva 15%. Niente IVA e ritenute d’acconto. Acconti con metodo storico o previsionale. Verifica eventuali ripartizioni 50/50 per l’anno.
Superamento soglie e cambio regime Ricavi > 85.000 euro: uscita dall’anno successivo; > 100.000 euro: uscita immediata. Dal passaggio: base imponibile e IVA del regime ordinario. Gestisci fatture e pro-rata nel cambio. Acconti ricalcolati sul nuovo regime. Attenzione a saldi IVA e IRPEF/impiosta sostitutiva.

FAQ

1) Che differenza c’è tra saldo, primo acconto e secondo acconto? Come si calcolano in pratica?

Il saldo è l’imposta dovuta sull’anno appena chiuso. Si calcola con la dichiarazione. Gli acconti sono anticipi per l’anno in corso. Si stimano in percentuale sull’imposta netta dell’anno precedente (metodo storico) o sulla previsione dell’anno corrente (metodo previsionale).

Esempio ordinario: imposta netta 2025 pari a 4.000 euro. Nel 2026 versi saldo 2025 e acconti 2026: 1.600 euro (40%) al 30 giugno e 2.400 euro (60%) al 30 novembre. Se prevedi nel 2026 un’imposta di 3.000 euro, col metodo previsionale versi 1.200 + 1.800. Se sbagli al ribasso, paghi sanzioni e interessi.

Esempio forfettario: imposta sostitutiva netta 2025 pari a 1.200 euro. Nel 2026 versi saldo 2025 e acconti 2026 con gli stessi principi. Usi i codici tributo specifici per il forfettario. I contributi previdenziali restano fuori da saldo/acconti imposta, ma incidono sul reddito imponibile.

2) Come scelgo tra regime forfettario e ordinario senza sbagliare?

Parti dai numeri. Stima i ricavi e i costi veri dell’anno. Calcola il reddito in ordinario (ricavi – costi – contributi) e in forfettario (ricavi x coefficiente – contributi). Applica l’IRPEF a scaglioni nel primo caso e l’imposta sostitutiva nel secondo.

Considera l’IVA. In forfettario non addebiti IVA in fattura e non detrai l’IVA sugli acquisti. Se compri beni e servizi con molta IVA, l’ordinario può convenire. Se vendi a privati, non addebitare IVA può essere un vantaggio competitivo.

Valuta detrazioni e crediti. Bonus investimenti, credito d’imposta formazione, R&S, spese per famiglia: molte agevolazioni incidono meglio in ordinario. In forfettario la base è semplificata, quindi certe ottimizzazioni si perdono. La scelta va rifatta ogni anno se cambiano volumi e spese.

3) Posso applicare il 5% “start-up” nel forfettario? Quali sono i requisiti effettivi?

Sì, se rispetti i requisiti soggettivi. In sintesi: non devi aver svolto, nei tre anni precedenti, attività artistica, professionale o d’impresa anche in forma associata o familiare uguale o simile a quella che inizi. Non devi proseguire un’attività prima svolta come dipendente o collaboratore, salvo che il rapporto precedente fosse occasionale e non prevalente.

Devi rispettare anche i limiti del regime forfettario: ricavi entro 85.000 euro, cause di esclusione assenti (ad esempio partecipazione a società di persone non compatibile). La norma è nell’art. 1 commi 54-89 della Legge 190/2014, come modificata. Verifica il testo su Normattiva e le circolari dell’Agenzia delle Entrate per i casi specifici.

Se rispetti i requisiti, l’aliquota al 5% vale per i primi cinque periodi d’imposta. Se interrompi l’attività, gli anni non si azzerano: contano gli anni effettivi di applicazione.

4) Cosa succede se supero 85.000 euro o 100.000 euro di ricavi nel forfettario?

Se superi 85.000 euro ma resti entro 100.000 euro, esci dal forfettario dall’anno successivo. Per l’anno in corso resti nel forfettario. Se superi 100.000 euro, l’uscita è immediata nell’anno stesso. Devi applicare l’IVA dal momento del superamento e passare al regime ordinario.

Preparati al cambio: aggiorna le impostazioni di fatturazione elettronica, calcola il pro-rata e gestisci le note di variazione se necessario. Nella dichiarazione successiva userai i quadri del regime ordinario. La disciplina discende dalla Legge 197/2022 che ha modificato la Legge 190/2014. I chiarimenti operativi si trovano nelle circolari dell’Agenzia delle Entrate.

Attenzione agli acconti. Se passi a ordinario, l’acconto dell’imposta sostitutiva potrebbe ridursi o azzerarsi con il metodo previsionale. Ma devi allora calcolare l’acconto IRPEF per l’anno di passaggio. Meglio fare simulazioni numeriche prima del 30 novembre.

5) Come incidono i contributi previdenziali sul calcolo delle imposte? E come si pagano?

I contributi previdenziali riducono il reddito imponibile. In ordinario, deduci i contributi versati nell’anno prima di calcolare l’IRPEF. In forfettario, li deduci dal reddito forfettario prima di applicare il 15% o il 5%.

Se sei professionista senza cassa, versi in Gestione Separata INPS con aliquota stabilita anno per anno. Se sei artigiano o commerciante, versi alla gestione IVS con minimali e acconti trimestrali, più un conguaglio a fine anno. Le regole sono pubblicate sul sito INPS e sul portale del Ministero del Lavoro.

I contributi si pagano con F24, di solito in scadenze trimestrali per IVS e mensili o a saldo per la Gestione Separata. Sono obbligatori e la mancata contribuzione genera sanzioni e interessi. Inserisci sempre i contributi nei conti previsionali: abbassano l’imposta ma richiedono cassa dedicata.

Fonti normative e operative

TUIR – DPR 917/1986 (art. 11, art. 54, art. 109). DPR 322/1998 (presentazione dichiarazioni). D.Lgs. 241/1997 (versamenti con F24, acconti e compensazioni). D.Lgs. 472/1997 (ravvedimento operoso). DL 223/2006 (obbligo F24 telematico per titolari di Partita IVA). Legge 190/2014 e successive modifiche (regime forfettario). Istruzioni e circolari dell’Agenzia delle Entrate. Portale Normattiva per i testi ufficiali. INPS e Ministero del Lavoro per le aliquote contributive e la disciplina previdenziale.

Parla con un nostro consulente fiscale

Step Form (#73)

Richiedi una consulenza fiscale gratuita

Ottima scelta

Risposta chiara e rapida ai miei dubbi, precisa e dettagliata. Mi sto trovando benissimo e altamente raccomando Fiscozen!! La piattaforma è semplice da usare, e molto intuitiva. Sono felice...

Greta T.

Ottimo

Se sei come me al primo approccio con l'apertura della partita IVA... non puoi aspettarti di meglio. Assistenza rapida, chiara ed efficiente sotto tutti gli aspetti, guidato da una piattaforma...

Alex C.

Seguito e consigliato

Ho parlato con Enea che mi ha seguito in tutte le mie domande e consigliato la migliore soluzione per l'apertura della P.IVA. Super consigliato facile e intuitivo. Per chi è alle prime armi e giovane...

Giacomo Z.

Un servizio eccezionale

Fiscozen è un servizio eccezionale per chi ha bisogno di gestire la propria partita iva in modo efficace ed efficiente. Ciò che mi ha colpito maggiormente in Fiscozen è stata la...

Yuri B.

Assistenza sempre presente

L'assistenza sempre presente ha reso l'apertura del contratto con Fiscozen davvero una passeggiata. Consigliatissimo!

Claudia C.

Dritti al punto

Mi sono affidato a Fiscozen per l’apertura della partita Iva, sin da subito sono stato affidato ad un consulente e ho apprezzato molto che qualsiasi chiamata fosse stata preventivamente...

Francesco L.

Ottimo team

In Fiscozen, mi sto trovando benissimo, perché mi danno spiegazioni chiare, puntuali, precise, data anche la mia inesperienza nel settore.Gentilezza, supporto e umanità non mancano.

Luciana P.

Disponibilità e gentilezza

Come primo approccio ho trovato una grande disponibilità da parte di Riccardo! Ringrazio per la pazienza, sono nuova per quanto riguarda questo mondo!

Samantha L.

Ottima scelta

Risposta chiara e rapida ai miei dubbi, precisa e dettagliata. Mi sto trovando benissimo e altamente raccomando Fiscozen!! La piattaforma è semplice da usare, e molto intuitiva. Sono felice...

Greta T.

Ottimo

Se sei come me al primo approccio con l'apertura della partita IVA... non puoi aspettarti di meglio. Assistenza rapida, chiara ed efficiente sotto tutti gli aspetti, guidato da una piattaforma...

Alex C.

Seguito e consigliato

Ho parlato con Enea che mi ha seguito in tutte le mie domande e consigliato la migliore soluzione per l'apertura della P.IVA. Super consigliato facile e intuitivo. Per chi è alle prime armi e giovane...

Giacomo Z.

Assistenza sempre presente

L'assistenza sempre presente ha reso l'apertura del contratto con Fiscozen davvero una passeggiata. Consigliatissimo!

Claudia C.

Dritti al punto

Mi sono affidato a Fiscozen per l’apertura della partita Iva, sin da subito sono stato affidato ad un consulente e ho apprezzato molto che qualsiasi chiamata fosse stata preventivamente...

Francesco L.

Ottimo team

In Fiscozen, mi sto trovando benissimo, perché mi danno spiegazioni chiare, puntuali, precise, data anche la mia inesperienza nel settore.Gentilezza, supporto e umanità non mancano.

Giacomo Z.

Ottima scelta

Risposta chiara e rapida ai miei dubbi, precisa e dettagliata. Mi sto trovando benissimo e altamente raccomando Fiscozen!! La piattaforma è semplice da usare, e molto intuitiva. Sono felice...

Greta T.

Ottimo

Se sei come me al primo approccio con l'apertura della partita IVA... non puoi aspettarti di meglio. Assistenza rapida, chiara ed efficiente sotto tutti gli aspetti, guidato da una piattaforma...

Alex C.