Togliere l’IVA da un prezzo: come si fa e qual è la formula?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Per togliere l’IVA da un prezzo lordo usa questa formula: imponibile = prezzo lordo / (1 + aliquota). Esempio: 1.000€ al 22% → 1.000 / 1,22 = 819,67€ (IVA 180,33€).

  • Formula universale: imponibile = prezzo lordo / (1 + aliquota IVA). Aliquote ordinarie in Italia: 4%, 5%, 10%, 22% (DPR 633/1972, art. 16 e Tabella A).
  • Prima applica sconti e spese escluse ex art. 15 DPR 633/1972; poi scorpora l’IVA. Arrotonda al centesimo sul totale documento.
  • Contesto normativo: DPR 633/1972 (Normattiva), Direttiva IVA 2006/112/CE, prassi Agenzia delle Entrate, MEF. La formula non cambia con IVA per cassa, reverse charge o split payment.

Che cos’è lo “scorporo dell’IVA” e quando ti serve

Scorporare l’IVA significa ottenere l’imponibile partendo da un prezzo “IVA inclusa”. L’imponibile è la base su cui calcoli l’imposta. Il prezzo lordo è imponibile più IVA.

Serve quando ricevi o proponi prezzi al pubblico con IVA compresa. Devi trasformarli in imponibile per fatturare in modo corretto. Ti aiuta anche a stimare margini e imposte.

Il riferimento principale è il DPR 633/1972, che regola IVA in Italia. Trovi i testi aggiornati sul portale Normattiva. Le regole europee stanno nella Direttiva 2006/112/CE.

La formula per togliere l’IVA: passaggi semplici e controlli

La formula è unica. Imponibile = Prezzo lordo / (1 + Aliquota). L’aliquota si esprime in forma decimale. Per il 22% usa 0,22; per il 10% usa 0,10; per il 5% usa 0,05; per il 4% usa 0,04.

Passo 1: verifica l’aliquota corretta. Si determina per legge in base al bene o servizio (DPR 633/1972, Tabella A; Direttiva 2006/112/CE, Allegato III). Non scegliere “a sensazione”.

Passo 2: calcola l’imponibile con la divisione. Poi ottieni l’IVA facendo Prezzo lordo – Imponibile. Controlla che il totale torni.

Passo 3: gestisci sconti e spese. Gli sconti commerciali abbattono la base. Le somme escluse per legge (art. 15 DPR 633/1972) non entrano nel calcolo dell’imponibile. Toglile prima di scorporare.

Passo 4: arrotonda al centesimo. Nella pratica si arrotonda al totale documento a due decimali. Mantieni coerenza riga-totale.

Esempi pratici con le aliquote vigenti

Esempio 22%: prezzo lordo 1.000€. Imponibile = 1.000 / 1,22 = 819,67€. IVA = 1.000 – 819,67 = 180,33€.

Esempio 10%: prezzo lordo 1.000€. Imponibile = 1.000 / 1,10 = 909,09€. IVA = 90,91€.

Esempio 5%: prezzo lordo 1.000€. Imponibile = 1.000 / 1,05 = 952,38€. IVA = 47,62€.

Esempio 4%: prezzo lordo 1.000€. Imponibile = 1.000 / 1,04 = 961,54€. IVA = 38,46€.

Eccezioni: quando NON devi togliere l’IVA

Operazioni esenti (art. 10 DPR 633/1972). Non si applica l’IVA per legge, ad esempio alcune prestazioni sanitarie e finanziarie. Non scorpori nulla perché il prezzo è già “senza IVA”.

Operazioni non imponibili (art. 8 e 9 DPR 633/1972). Esempio: esportazioni. L’IVA non si applica. Anche qui non scorpori.

Fuori campo IVA (artt. 2, 3, 4, 5 DPR 633/1972). Operazioni che non rientrano nell’ambito IVA. Niente scorporo.

Reverse charge interno (art. 17 DPR 633/1972). Il fornitore non addebita l’IVA. Il cliente integra la fattura. Non scorpori da un lordo, perché il prezzo è “netto” per il cedente.

Split payment verso PA e società incluse (art. 17-ter DPR 633/1972). Il fornitore espone l’IVA ma non la incassa. Se parti da un prezzo lordo, la formula resta la stessa, ma la gestione dei flussi cambia.

Fatturazione elettronica: come mostrare imponibile e IVA

La fattura elettronica è obbligatoria per la quasi totalità delle operazioni B2B e B2C dal 2019 (D.Lgs. 127/2015 e provvedimenti Agenzia delle Entrate). Devi indicare imponibile, aliquota e imposta per ogni riga o per totale.

Se scorpori da un prezzo “IVA inclusa”, riporta i valori coerenti nei campi imponibile e imposta. Verifica i codici natura IVA quando l’imposta non è dovuta (ad esempio esente o non imponibile).

Per la fattura immediata, emetti e trasmetti entro 12 giorni dall’effettuazione dell’operazione (art. 21 DPR 633/1972). Per la fattura differita, entro il 15 del mese successivo, se supportata da DDT.

Regola decisionale rapida

Segui questa catena logica per non sbagliare:

1) Il bene o servizio è soggetto a IVA? Se no (esente, non imponibile, fuori campo), non scorporare. Usa il corretto riferimento normativo in fattura.

2) Se sì, identifica l’aliquota: 4%, 5%, 10% o 22% in base a DPR 633/1972, Tabella A, e alla Direttiva 2006/112/CE. Se hai dubbi, cerca la voce merceologica e la prassi dell’Agenzia delle Entrate.

3) Applica sconti e togli le somme escluse ex art. 15 prima del calcolo. Così ottieni il prezzo lordo “rilevante” ai fini IVA.

4) Scorpora: imponibile = prezzo lordo / (1 + aliquota). Calcola l’IVA come differenza. Arrotonda al centesimo sul totale documento.

5) Valuta regimi particolari: IVA per cassa (art. 32-bis DPR 633/1972), reverse charge (art. 17), split payment (art. 17-ter). La formula non cambia, ma cambiano esigibilità e flussi di cassa.

Errori comuni e come evitarli

Usare l’aliquota sbagliata. Soluzione: consulta la Tabella A del DPR 633/1972 e le note dell’Allegato III della Direttiva 2006/112/CE. Controlla descrizione e uso del bene.

Scorporare dopo aver sommato spese escluse. Le somme di art. 15 (anticipazioni in nome e per conto, bolli, diritti) non entrano nell’imponibile. Toglile prima del calcolo.

Saltare gli sconti. Lo sconto commerciale riduce la base imponibile. Applica lo sconto, poi scorpora l’IVA sul risultato.

Arrotondamenti incoerenti. Mantieni coerenza tra riga e totale. Se usi molti decimali a riga, controlla che il totale imposta coincida.

Confondere esigibilità con calcolo. Con IVA per cassa l’IVA si paga all’incasso, ma la formula di scorporo resta identica. Non mescolare i piani.

Riferimenti normativi e prassi da conoscere

DPR 633/1972: disciplina IVA italiana. Art. 13 (base imponibile), art. 15 (esclusioni dalla base), art. 16 (aliquote), art. 17 (reverse charge), art. 17-ter (split payment), art. 21 (fatturazione), art. 32-bis (IVA per cassa). Testo disponibile sul portale Normattiva.

Direttiva 2006/112/CE del Consiglio: sistema comune dell’IVA nell’Unione. Allegato III e regole su aliquote ridotte.

D.Lgs. 127/2015 e provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate: fatturazione elettronica e trasmissione dati. Documentazione ufficiale disponibile sui portali istituzionali dell’Agenzia e del MEF.

Chiarimenti e circolari dell’Agenzia delle Entrate: prassi operative su aliquote, fatturazione e arrotondamenti. Consulta sempre i documenti più recenti.

Applicazioni particolari: sconti, acconti, spese e premi

Sconti in fattura. Riduci prima il prezzo lordo per sconti commerciali e poi scorpora. Se lo sconto è condizionato e maturerà dopo, usa note di variazione quando si verifica (art. 26 DPR 633/1972).

Acconti. L’IVA è esigibile all’incasso dell’acconto (art. 6 DPR 633/1972). Se il prezzo dell’acconto è “IVA inclusa”, scorpora sull’importo incassato.

Spese anticipate in nome e per conto (art. 15). Non entrano nella base imponibile. Non scorporare su queste somme.

Premi e abbuoni successivi. Se riducono il corrispettivo dopo la fattura, emetti nota di credito. L’imposta si ridetermina di conseguenza.

Scenario Aliquota e base di calcolo Formula di scorporo ed esempi Tempistiche operative e riferimenti
Vendita standard con IVA 22% e sconto 10% Aliquota 22%. Base: prezzo lordo dopo sconto. Escludi somme di art. 15. Imponibile = Prezzo lordo scontato / 1,22. Esempio: 1.200€ – 10% = 1.080€. Imponibile = 1.080 / 1,22 = 885,25€. IVA = 194,75€. Fattura immediata entro 12 giorni (art. 21 DPR 633/1972) o differita entro il 15 del mese successivo con DDT. Liquidazione periodica secondo DPR 100/1998.
Servizio con aliquota ridotta 10% Conferma in Tabella A DPR 633/1972 la riduzione al 10%. Imponibile = Prezzo lordo / 1,10. Esempio: 880€ → 800€ imponibile, IVA 80€. Stesse regole di emissione. Indica correttamente l’aliquota in e-fattura. Riferimento: art. 16 e Tabella A DPR 633/1972.
Prodotto con aliquota 5% o 4% Verifica la voce merceologica in Tabella A e nella Direttiva 2006/112/CE. 5%: Imponibile = Lordo / 1,05. 4%: Imponibile = Lordo / 1,04. Esempio 1.000€: 952,38€ (5%), 961,54€ (4%). Fattura con aliquota corretta; conserva documenti probatori della classificazione. Fonti: DPR 633/1972, Direttiva 2006/112/CE.
Reverse charge interno Aliquota teorica applicabile, ma il fornitore non addebita IVA (art. 17). Nessuno scorporo dal lordo, perché il corrispettivo è senza IVA per il cedente. Il cessionario integra con IVA. Integrazione/registrazione da parte del cliente alla ricezione. Riferimento: art. 17 DPR 633/1972, prassi Agenzia delle Entrate.
Split payment verso Pubblica Amministrazione Aliquota ordinaria. Il fornitore espone IVA ma non la incassa (art. 17-ter). Se parti da prezzo lordo, scorpora normalmente: imponibile = Lordo / (1 + aliquota). L’IVA è riversata dalla PA. Fattura elettronica con indicazione split payment. Riferimento: art. 17-ter DPR 633/1972 e istruzioni MEF/Agenzia.
IVA per cassa Stessa aliquota. L’esigibilità slitta all’incasso (art. 32-bis DPR 633/1972). La formula non cambia: imponibile = Lordo / (1 + aliquota). Cambia il momento del versamento. Indica “IVA per cassa” in fattura. Liquidazione all’incasso o al pagamento del corrispettivo.

FAQ

Come scelgo l’aliquota corretta prima di scorporare l’IVA?

Parti dalla descrizione esatta del bene o del servizio. Verifica se rientra in un caso di esenzione (art. 10), non imponibilità (art. 8-9) o fuori campo. Se l’operazione è imponibile, identifica la voce nella Tabella A del DPR 633/1972. La Tabella A elenca beni e servizi con aliquote ridotte (4%, 5%, 10%). Se non trovi un riferimento certo, si applica l’aliquota ordinaria del 22% (art. 16). Incrocia sempre con l’Allegato III della Direttiva 2006/112/CE e con eventuali norme speciali. Consulta le risposte dell’Agenzia delle Entrate e le circolari recenti per casi di settore. Solo dopo aver scelto l’aliquota, scorpora il prezzo lordo con la formula corretta.

Se ho un prezzo pubblicizzato “IVA inclusa”, come gestisco sconti e spese in fattura?

Segui l’ordine giusto. Primo: applica gli sconti commerciali al prezzo lordo. Secondo: togli le somme escluse dal calcolo dell’IVA (art. 15 DPR 633/1972), come anticipazioni in nome e per conto, bolli e diritti. Terzo: sul risultato scorpora l’IVA con imponibile = lordo / (1 + aliquota). Questo evita di pagare imposta su importi che la legge esclude e garantisce coerenza tra comunicazione al cliente e valori fiscali. In e-fattura, indica lo sconto nella riga o come sconto sul totale, mantenendo il dettaglio dell’imponibile e dell’imposta.

Lo scorporo cambia con l’IVA per cassa, il reverse charge o lo split payment?

No, la formula matematica resta identica. Cambia il momento in cui l’IVA diventa dovuta o chi la versa. Con IVA per cassa (art. 32-bis DPR 633/1972) l’esigibilità scatta all’incasso. Con reverse charge (art. 17) il fornitore non addebita l’IVA e il cliente integra. Con split payment (art. 17-ter) il fornitore espone l’IVA ma la Pubblica Amministrazione la versa direttamente. In tutti i casi, se devi derivare l’imponibile da un lordo IVA compresa, usi sempre imponibile = lordo / (1 + aliquota).

Quali controlli pratici faccio per evitare errori nello scorporo?

Esegui tre controlli. 1) Coerenza aritmetica: imponibile + IVA deve restituire il lordo di partenza, a parità di arrotondamenti. 2) Aliquota: verifica la voce normativa di riferimento in Tabella A o in normativa speciale; se mancano riferimenti, usa 22%. 3) Base imponibile: accertati di avere tolto sconti e somme di art. 15 prima del calcolo. Se la fattura contiene molte righe con prezzi “IVA inclusa”, imposta un metodo fisso di arrotondamento. In caso di variazioni successive (resi, abbuoni), usa note di credito ai sensi dell’art. 26 DPR 633/1972.

Come si comporta lo scorporo con corrispettivi, acconti e fatture differite?

Corrispettivi: se il registratore telematico lavora con prezzi al lordo, per analisi interne puoi scorporare per aliquota usando la stessa formula e i reparti IVA. Acconti: l’IVA matura all’incasso dell’acconto (art. 6 DPR 633/1972). Se l’acconto è indicato “IVA inclusa”, scorpora sul relativo importo e versa l’imposta maturata. Fattura differita: riepiloga entro il 15 del mese successivo le consegne del mese precedente, sulla base dei DDT. Se hai concordato prezzi “IVA inclusa”, per ogni riga scorpora prima di riepilogare. In tutti i casi, documenta i criteri e mantieni tracciabilità tra prezzo comunicato, imponibile calcolato e aliquota applicata.

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