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Vendere su Amazon: con o senza partita IVA?

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Vendere su Amazon è un’attività che è diventata sempre più frequente con il crescere di questa  piattaforma di vendite online. In questo articolo analizziamo tutti gli adempimenti necessari per poter cogliere questa opportunità nel modo migliore. 

Vendere su Amazon: si può fare senza partita IVA?

La domanda più frequente quando si parla di vendite su Amazon è: posso farlo senza partita IVA? La risposta è no. Trattandosi di ecommerce, la vendita tramite Amazon si configura a tutti gli effetti come svolgimento di attività commerciale, che secondo quanto previsto  dalla legge, non rientra tra quelle che possono essere svolte come prestazioni occasionali. L’attività di ecommerce, infatti, equivale in tutti i sensi ad un’attività di vendita al dettaglio, ne conseguono quindi gli obblighi informativi, contabili, fiscali e previdenziali, primo fra tutti l’apertura della Partita IVA.

Diverso è il caso in cui hai degli oggetti che non usi più e li vuoi vendere tramite i canali online, in quel caso l’attività non si configura come attività di impresa prevalente sia perché non si tratta di un’attività continuativa sia perché non vi è un acquisto di oggetti finalizzato alla vendita.

3 step per aprire partita IVA e vendere su Amazon

L’apertura di un’attività di lavoro autonomo finalizzata a vendere su Amazon comporta una serie di step da seguire per poter iniziare a vendere. In questo paragrafo andremo ad analizzare i 3 step fondamentali da mettere in atto.

Identificazione del codice ATECO

La prima cosa da fare è identificare il codice ATECO dell’attività da aprire. In questo caso si tratta di un’attività di ecommerce che corrisponde al codice ATECO 47.91.10. La corretta identificazione di questo codice è importante in quanto sarà comunicato all’Agenzia delle Entrate con l’apertura della Partita IVA e, nel caso di adesione al regime forfettario sarà determinante per la determinazione delle spese forfettarie da poter scaricare in fase di calcolo delle tasse. 

Apertura della Partita IVA

L’apertura della partita IVA, si concretizza nella presentazione della Comunica, che permette con un’unica comunicazione di richiedere il numero di Partita IVA, che identifica in modo univoco l’attività, e aprire la posizione previdenziale presso l’INPS.

Iscrizione alla Camera di Commercio e pratica SCIA

L’attività di vendita su Amazon necessita l’apertura di una ditta individuale. Per tale motivo, non è sufficiente aprire partita IVA, ma è necessaria l’iscrizione alla camera di commercio e la presentazione, al comune dove viene svolta l’attività, della segnalazione certificata di inizio attività (SCIA).  

 L’iscrizione alla Camera di Commercio di competenza e all’INPS, si effettua tramite un’unica pratica denominata “Comunica”. Presentando questa pratica, la camera di commercio valuterà la congruità dei documenti e, se tutto è in regola, darà il consenso all’apertura della ditta individuale, decretando di fatto la possibilità di iniziare l’attività di vendita.

Inoltre, verrà aperta la posizione previdenziale presso l’INPS, per il pagamento dei contributi previdenziali, necessari alla creazione della propria pensione di vecchiaia.

L’apertura della ditta individuale, necessita anche l’invio della SCIA al comune dove verrà effettuata l’attività. Tale pratica, permette di comunicare l’inizio dell’attività al comune dove sarà svolta. A differenza della pratica di iscrizione alla camera di commercio, non sarà necessario attendere la risposta dell’ente per poter iniziare a svolgere l’attività.

Fiscozen è in grado di supportarti nell’apertura e la gestione della tua attività di lavoro autonomo. Ricevi una consulenza gratuita e senza impegno compilando il form che trovi in fondo all’articolo. Un nostro esperto ti contatterà per rispondere alle tue domande. 

Vendere su Amazon: i vantaggi del regime forfettario

Il regime fiscale che più si adatta all’attività di vendita su Amazon è il regime forfettario. 

Il regime forfettario presenta molti vantaggi soprattutto per chi si sta avvicinando per la prima volta al mondo della Partita IVA.

Partiamo dalla percentuale di imposizione fiscale che prevede l’applicazione dell’imposta sostitutiva del 5% per le nuove attività e del 15% per le attività già esistenti che aderiscono a questo regime.

Oltre ad una percentuale sensibilmente più bassa il regime forfettario ha introdotto il concetto di coefficiente di redditività, ovvero una percentuale da applicare sul totale incassato nell’anno per determinare l’importo sul quale verranno calcolate effettivamente le tasse. Applicando questo metodo i costi legati all’attività vengono determinati forfettariamente. Ogni gruppo di attività prevede un coefficiente di redditività diverso ed in particolare per le attività inquadrate come ecommerce è del 40%.

Un ulteriore vantaggio è dato dal fatto che non dovrai applicare l’IVA al prezzo di vendita, questa volta si tratta di un vantaggio di tipo concorrenziale che ti consente di entrare nel mercato in modo più semplice e applicando prezzi più aggressivi senza dover cedere ad eccessive rinunce sui guadagni.

In ultimo, ma non meno importante, è necessario parlare di contributi previdenziali e anche in questo ambito, le ditte individuali che applicano il regime forfettario vengono avvantaggiate. L’INPS infatti prevede una riduzione del 35% della contribuzione per i commercianti che aderiscono al regime forfettario, ciò consiste in un risparmio annuo di circa 1.400€ sui contributi fissi.

Rimanendo in materia di pagamento di contributi previdenziali c’è da sottolineare che, indipendentemente dal regime scelto, chi ha già un lavoro dipendente full time non è tenuto a versare altri contributi alla cassa INPS commercianti.

Abbiamo approfondito gli aspetti riguardanti il regime forfettario nell’articolo che puoi trovare a questo link.

Poiché ogni casistica ha peculiarità differenti ti consigliamo di approfittare della consulenza gratuita di un esperto Fiscozen che saprà analizzare e risolvere i tuoi dubbi in merito all’applicazione del regime forfettario per la tua attività.

Costi: quante tasse e contributi devo pagare?

I costi principali che derivano dall’apertura di un’attività di vendita su Amazon sono quelli relativi alle tasse e ai contributi previdenziali. 

Prendiamo ad esempio il caso di  una nuova attività che aderisce al regime forfettario e incassa 14.000€.

Considerando che la percentuale di imposta sostitutiva è del 15% e il coefficiente di redditività corrisponde al 40%, le tasse che dovrà pagare vengono calcolate come segue:

  • Incassato: : 14.000€
  • Coefficiente redditività: 40%
  • Costi deducibili: 60%
  • Contributi deducibili: 3.843 €
  • Imponibile lordo 14.000€ * 40%=5.600€
  • Imponibile netto 5.600€-3.3.843€ = 1.717€
  • Imposta sostitutiva: 1.717€*15%= 257,55€

Le tasse da pagare ammontano a 257,55€

I contributi da versare sono di 3.983,72€, somma che rappresenta il minimale contributivo previsto per la gestione commercianti INPS.

Per quanto riguarda la contribuzione previdenziale, chi svolge attività di vendita online deve versare i contributi previdenziali alla gestione commercianti Inps.

La contribuzione prevede un importo minimale fisso di 3.983,72€ da versare in 4 rate fino al raggiungimento di 16.243€. 

Fiscozen, è in grado di supportarti nell’apertura e nella gestione della tua attività. Con Fiscozen avrai un consulente fiscale dedicato a tua disposizione per risolvere tutti i tuoi dubbi. Ricevi una consulenza gratuita e senza impegno compilando il form che trovi in fondo all’articolo. Un nostro esperto ti contatterà per rispondere alle tue domande.

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