Dichiarazione dei redditi nel regime forfettario: cosa devo sapere? [2022]

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dichiarazione dei redditi regime forfettario

La dichiarazione dei redditi è l’adempimento più importante per i lavoratori in partita IVA. In questo articolo approfondiremo nello specifico la dichiarazione dei redditi in regime forfettario.

Cos’è la dichiarazione dei redditi e a cosa serve 

La dichiarazione dei redditi è quel modello con il quale i contribuenti dichiarano all’Agenzia delle Entrate i redditi percepiti nell’anno precedente. 

Ad esempio, nella dichiarazione dei redditi 2022 dovranno essere indicati tutti i redditi da te percepiti nel 2021. 

Attraverso la dichiarazione dei redditi si determina qual è l’imponibile sul quale calcolare l’imposta da versare, sia che si tratti di IRPEF che di imposta sostitutiva (per i forfettari).

Chi è obbligato ad inviarla

Sono obbligati ad inviare la dichiarazione dei redditi i seguenti soggetti:

  • Titolari di partita IVA
  • che hanno percepito redditi all’estero
  • che hanno percepito plusvalenze, redditi da capitale o prodotti finanziari

In questo articolo ci occuperemo di approfondire gli aspetti legati alla dichiarazione Redditi PF (Persone Fisiche) dei soggetti che aderiscono al regime forfettario.

Caratteristiche della dichiarazione in regime forfettario 

La dichiarazione dei redditi dedica una sezione ai redditi derivanti dall’applicazione del regime forfettario. 

I dati principali di questa sezione riguardano:

    • Indicazione della tipologia di attività: barrando nuova attività viene segnalato l’applicazione del 5% di imposta sostitutiva, in caso contrario verrà applicato il 15%
    • Codice ATECO adottato: è il codice dell’attività esercitata 
    • Percentuale del coefficiente di redditività: si tratta della percentuale del coefficiente di redditività associata al codice ateco 
  • Componenti positivi: Importo incassato nell’anno di riferimento della dichiarazione 
  • Reddito per attività: è la risultante dell’importo incassato moltiplicato per il coefficiente di redditività
  • Importo contributi previdenziali versati: che verranno sottratti al reddito per attività al fine di ottenere il reddito netto
  • Reddito netto: è il reddito sul quale verrà calcolata la percentuale di tassazione

Al termine della compilazione di questa sezione, sapremo quante sono le tasse da pagare, derivanti dal reddito di lavoro autonomo per l’anno di riferimento.

Dichiarazione dei redditi regime forfettario: Ricavi da considerare 

Al fine di compilare nel modo corretto la sezione dedicata della dichiarazione, è necessario considerare che, i dati dei ricavi da tenere in considerazione e da inserire nella casella “reddito per attività”, si riferiscono al totale degli importi incassati nell’anno di riferimento della dichiarazione. E’ importante non confondere l’importo del fatturato totale con quello dell’incassato. Quest’ultimo fa riferimento agli importi delle sole fatture per le quali hai ricevuto il pagamento. Gli importi che non ti sono ancora stati corrisposti non vengono considerati al fine del pagamento delle tasse. 

Dichiarazione dei redditi regime forfettario: Coefficiente di redditività

Il coefficiente di redditività è uno degli elementi che caratterizza il regime forfettario e influisce in modo determinante sul calcolo delle tasse.

Questo elemento, si configura come una percentuale fissa per ogni tipologia di attività, che va a determinare quale parte dell’incassato, sia da sottoporre a tassazione e quale, invece da considerare come costo correlato all’attività.  

Ad esempio al codice ATECO 86.90.30, che identifica l’attività di Psicologo, corrisponde un coefficiente di redditività del 78%. Ciò significa che svolgendo questa attività in regime forfettario pagherai le tasse solo sul 78% dell’incassato e i restanti 22% saranno considerati come costi.

Calcolo delle tasse: esempio pratico 

Al fine del calcolo delle tasse è necessario prendere in considerazione tutti gli elementi citati fino ad ora per determinare il reddito imponibile e le tasse. 

Reddito imponibile = (Importo incassato * coefficiente di redditività)-contributi versati anno precedente

Sul reddito imponibile viene applicata l’aliquota dell’imposta sostitutiva per determinare l’importo delle tasse da pagare. 

Esempio con Massimo, Consulente di web marketing, ha iniziato la sua attività nel 2022. Consideriamo che in tutto il 2022 ha incassato un totale di 10.000€, le tasse da pagare vengono calcolate come segue:

Incassato: 10.000€

Codice ATECO: 74.10.21

Coefficiente di redditività: 78%

Spese forfettarie (100%-78%): 22% 

Reddito lordo: 10.000€*78%= 7.800€

Tasse da pagare (imposta sostitutiva): 7.800€*5%= 390€

Calcolo dei contributi 

Il calcolo dei contributi differisce a seconda della cassa previdenziale a cui il soggetto fa riferimento.

Ogni cassa ha un suo regolamento dove vengono indicate le modalità di iscrizione, i tempi e i modi in cui devono essere effettuate le dichiarazioni contributive, le aliquote percentuali da applicare e le eventuali riduzioni per determinate categorie di iscritti. 

Le uniche casse previdenziali che prevedono il calcolo e il versamento dei contributi in concomitanza della dichiarazione dei redditi sono quelle gestite dall’INPS:

La gestione separata prevede l’applicazione di una percentuale contributiva del 26,23% per il 2022. Per calcolare i contributi da pagare è necessario moltiplicare il reddito per attività (importo ottenuto moltiplicando l’incassato per il coefficiente di redditività) per la percentuale contributiva.

La cassa artigiani e commercianti prevede il versamento di contributi fissi annuali, che devono essere versati con cadenza trimestrale. Inoltre, sulle somme incassate in eccedenza rispetto alla soglia minima di 15.953€, viene applicata la percentuale contributiva del 24% per gli artigiani e 24,48% per i commercianti. Proprio queste somme vengono calcolate in sede di dichiarazione dei redditi.

L’importo dei contributi influisce sull’entità delle tasse da pagare in quanto questo importo viene considerato come costo scaricabile e quindi non viene sottoposto al calcolo delle imposte.

Calcolo degli acconti

In fase di dichiarazione dei redditi, oltre al versamento del saldo delle tasse e dei contributi previdenziali INPS è necessario calcolare e versare anche gli acconti relativi a questi due elementi.

Lo Stato infatti richiede annualmente il versamento di un anticipo di tasse e contributi relativo all’anno successivo. 

L’acconto delle tasse consiste nel versamento dello stesso importo versato a saldo. 

Quindi, il primo anno di Partita IVA, è come se pagassi il doppio delle tasse. Considera però che l’anticipo verrà sottratto dalle tasse che dovrai pagare l’anno successivo. 

L’acconto contributivo varia a seconda che tu sia iscritto alla gestione separata o alla gestione artigiani e commercianti. 

Per quanto riguarda i contributi in Gestione Separata INPS, l’ammontare dell’acconto corrisponde all’ 80% dei contributi, calcolati sull’imponibile dell’anno per il quale si sta elaborando la dichiarazione.

Ad esempio se l’imponibile per l’anno 2021 è di 10.000€, l’acconto dei contributi da pagare per il 2022 sarà calcolato come segue: 

Imponibile: 10.000€

Percentuale contributiva 2022: 26,23%

10.000€*26,23%=2.623€

2.623€*80%= 2.098,40€ totale acconto da versare 

Dovrai quindi versare il 50% dell’acconto entro il 30 giugno e il restante 50% entro il 30 novembre. 

Per quanto riguarda i contributi in Gestione Artigiani e Commercianti INPS gli acconti vengono pagati solo in caso di eccedenza rispetto al minimale. 

In pratica è come se venisse versato 2 volte l’acconto sull’eccedenza del minimale.

Ad esempio: 

Imponibile lordo: 26.073€

Minimale contributivo 2021: 15.953€

Eccedenza sul minimale: 26.073€-15.953€= 10.120€

Calcolo contributi sull’eccedenza: 10.120*24%= 2.428,80€

Dovrai pagare: 

A giugno dovrai pagare:

saldo pari a 2428,80€

Primo acconto: 1.214,40€

A novembre: 1214,40€

Esistono anche casi in cui è possibile riproporzionare gli acconti da versare, per approfondire questo argomento, ti consigliamo di contattare un consulente Fiscozen che sarà in grado di supportarti nella determinazione delle tasse, degli acconti e nella gestione ottimale e senza stress della tua Partita IVA.

Quando e come si invia la dichiarazione

La dichiarazione deve essere inviata telematicamente entro il 30 novembre di ogni anno. L’operazione di compilazione e di invio può essere effettuata da un soggetto abilitato, come ad esempio il commercialista o direttamente dal contribuente tramite il software dell’agenzia delle entrate. 

Quando si pagano le tasse

La scadenza per il versamento delle tasse, è determinata con cadenza annuale, in corrispondenza dell’elaborazione della dichiarazione dei redditi delle persone fisiche.

Attraverso l’elaborazione della dichiarazione dei redditi viene determinato l’importo delle imposte da pagare e, in caso della Gestione Separata anche l’importo dei contributi da versare.

I relativi importi così determinati, devono essere versati utilizzando i modelli F24, nei quali saranno indicati i relativi codici identificativi dei diversi pagamenti. E’ possibile rateizzare gli importi da versare fino a 5 rate da pagare nel periodo intercorrente tra giugno e settembre. 

Nello specifico, senza considerare le date della rateizzazione: 

  • 30 giugno versamento saldo e primo acconto 
  • 30 di novembre secondo acconto

Nel caso di iscrizione alla Gestione Artigiani e Commercianti, in occasione della dichiarazione dei redditi verranno calcolati e versati solo i contributi eccedenti il minimale. I contributi fissi invece dovranno essere versati trimestralmente alle seguenti date:

  • 16 maggio 
  • 20 agosto 
  • 16 novembre 
  • 16 febbraio dell’anno successivo 

Gli iscritti alle casse private dovranno rispettare il calendario dei versamenti di acconti e saldi dei contributi che sono diversi per ogni istituto. 

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