Partita IVA in regime forfettario: qual e il costo?

Step Form (#73)

Richiedi una consulenza fiscale gratuita

Eccellente Trustpilot Fiscozen

Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

In regime forfettario paghi imposta sostitutiva (5% o 15%), contributi previdenziali (INPS o Cassa), costi amministrativi (CCIAA, SCIA se dovuta) e il commercialista. Le aliquote previdenziali variano per gestione e si aggiornano ogni anno.

  • Imposta sostitutiva: 15% o 5% start-up; base = ricavi x coefficiente di redditività – contributi previdenziali deducibili.
  • Contributi: Gestione Separata (professionisti senza Cassa) o INPS artigiani/commercianti/agricoltori con minimi fissi e percentuali variabili.
  • Soglie chiave: accesso/ permanenza forfettario 85.000 euro; uscita immediata oltre 100.000 euro (regole dal 2023 confermate).

Cos’è il regime forfettario e come si calcola la tassa

Il regime forfettario è un modo semplificato per calcolare le tasse. Lo prevede la Legge 190/2014, art. 1, commi 54-89, come modificata da leggi successive. Trovi i testi su Normattiva.

Funziona così: applichi un coefficiente di redditività ai ricavi incassati. Il coefficiente dipende dal tuo codice ATECO. Per esempio, 78% per molte attività professionali e 67% per vari servizi artigianali.

Ottieni così il reddito “forfettario”. Da questo sottrai i contributi previdenziali obbligatori pagati nell’anno. Il risultato è la base su cui applichi l’imposta sostitutiva: 15% ordinario oppure 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti start-up.

Requisiti 5% start-up in sintesi

Non devi aver esercitato nei tre anni precedenti attività simile, i ricavi del primo anno non devono derivare da mera prosecuzione di lavoro dipendente (salvo praticantato), e devi rispettare gli altri vincoli previsti. La base normativa è nella Legge 190/2014. Verifica sempre il testo vigente su Normattiva.

Principio di cassa e coefficiente di redditività

Principio di cassa significa che contano i soldi incassati nell’anno, non le fatture emesse. Il coefficiente di redditività è una percentuale fissa per settore che stima i costi. Non puoi dedurre altri costi, tranne i contributi previdenziali obbligatori.

Contributi previdenziali: quale gestione scegliere e quanto paghi

I contributi dipendono dall’inquadramento previdenziale. Le aliquote e i minimi si aggiornano con circolari INPS ogni anno. Fai sempre un controllo a inizio anno sul portale INPS o presso il Ministero del Lavoro.

Professionisti senza Cassa: Gestione Separata INPS

Se la tua professione non ha una Cassa autonoma, ti iscrivi alla Gestione Separata INPS. L’aliquota 2026, secondo gli aggiornamenti comunicati a inizio anno, si attesta intorno al 26% (ipotesi 26,07% per professionisti non assicurati ad altre forme).

La base contributiva è il reddito forfettario prima della deduzione dei contributi. I contributi sono deducibili dal reddito per calcolare la tassa. Il versamento segue le scadenze fiscali di saldo e acconti con F24.

Professioni con Cassa

Alcune professioni hanno una Cassa previdenziale dedicata (avvocati, ingegneri, commercialisti, ecc.). Contribuisci secondo i regolamenti della tua Cassa. Le norme di riferimento sono negli statuti e regolamenti pubblicati dalle singole Casse e nelle disposizioni del Ministero del Lavoro.

Ditte individuali artigiane e commerciali

Se apri una ditta individuale artigiana o commerciale, ti iscrivi all’INPS gestione Artigiani o Commercianti (Legge 233/1990 e successive; riferimenti INPS). Paghi contributi fissi minimi e, se superi il minimale di reddito, una quota percentuale sulla parte eccedente.

Valori indicativi 2026 comunicati a inizio anno:

  • Artigiani: contributi fissi circa 4.521,36 euro; aliquota eccedente 24% oltre il minimale di circa 18.808,00 euro; maggiorazioni previste per scaglioni più alti.
  • Commercianti: contributi fissi circa 4.611,64 euro; aliquota eccedente 24,48% oltre il minimale di circa 18.808,00 euro; maggiorazioni per scaglioni superiori.

Queste soglie vengono aggiornate ogni anno in base al minimale e massimale di reddito. Controlla sempre la circolare INPS dell’anno.

Agricoltori autonomi

Gli agricoltori autonomi versano contributi IVS secondo fasce e redditi d’impresa agricola. Per stime rapide si considera un’aliquota media intorno al 24%. Le regole sono definite dalle circolari INPS e dalla normativa previdenziale (Legge 233/1990 e Legge 335/1995). Il calcolo effettivo segue criteri specifici di reddito agrario e imponibile.

Altri costi obbligatori: CCIAA, SCIA e tenuta contabile

Se apri una ditta individuale (artigiana o commerciale) paghi il diritto annuale alla Camera di Commercio. L’importo è definito ogni anno con decreto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Per le microimprese si aggira tra 50 e 120 euro; spesso si indica 56 euro come valore medio orientativo.

Per alcune attività serve la SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività). Dipende dal Comune e dal tipo di attività. La base giuridica è l’art. 19 della Legge 241/1990 e il D.Lgs. 222/2016. Il costo varia.

Metti in conto il costo del commercialista o del servizio di gestione fiscale. Per un forfettario può variare in media da 300 a 1.000 euro l’anno, in base alla complessità.

Regola decisionale rapida

Usa questi passaggi logici per capire “quanto pagherò” e “a chi mi iscrivo”.

  • Se sei libero professionista:
    • Hai una Cassa di categoria? Sì: versi alla Cassa, segui le sue aliquote e scadenze; no: ti iscrivi alla Gestione Separata INPS (aliquota intorno al 26%).
    • Se rientri nel forfettario: imposta 15% (o 5% start-up) su ricavi x coefficiente – contributi.
  • Se sei ditta individuale:
    • Attività artigiana? Iscrizione INPS Artigiani: contributi fissi + percentuale oltre il minimale.
    • Attività commerciale? Iscrizione INPS Commercianti: contributi fissi + percentuale oltre il minimale.
    • Attività agricola? Regole INPS agricoltori autonomi su fasce; per stime rapide considera ~24% e verifica le fasce INPS.
  • Controlla soglie del forfettario:
    • Ricavi/compensi fino a 85.000 euro: puoi restare nel forfettario (Legge 197/2022).
    • Superi 100.000 euro: esci subito dal regime (uscita immediata, dalla fattura che fa sforare).
  • Scadenze:
    • Imposta sostitutiva e Gestione Separata: saldo e primo acconto a giugno/luglio; secondo acconto a novembre.
    • Artigiani/Commercianti: fissi in 4 rate (maggio, agosto, novembre, febbraio) + conguaglio con dichiarazione.

Esempi numerici 2026 (con ipotesi realistiche)

Esempio 1 — Libero professionista senza Cassa (Gestione Separata)

Dati: incassi 30.000 euro; coefficiente 78%; aliquota imposta 5% (start-up); aliquota Gestione Separata 26,07%.

Calcolo:

  • Reddito forfettario lordo: 30.000 x 78% = 23.400 euro.
  • Contributi INPS: 23.400 x 26,07% = 6.101,58 euro.
  • Base imposta: 23.400 – 6.101,58 = 17.298,42 euro.
  • Imposta sostitutiva 5%: 864,92 euro.
  • Costo commercialista stimato: 700 euro.
  • Totale oneri: 6.101,58 + 864,92 + 700 = 7.666,50 euro.

Fonti: Legge 190/2014 su Normattiva; aliquote INPS da circolari annuali INPS; deducibilità contributi art. 10 TUIR (DPR 917/1986).

Esempio 2 — Ditta individuale artigiana (forfettario, 5%)

Dati: incassi 14.000 euro; coefficiente 67%; contributi fissi artigiani 4.521,36 euro; niente eccedenza oltre minimale; diritto camerale 56 euro; commercialista 700 euro.

Calcolo:

  • Reddito forfettario lordo: 14.000 x 67% = 9.380 euro.
  • Base imposta: 9.380 – 4.521,36 = 4.858,64 euro.
  • Imposta 5%: 242,93 euro.
  • Totale contributi e imposta: 4.521,36 + 242,93 = 4.764,29 euro.
  • Altri costi: diritto camerale 56 + commercialista 700 = 756 euro.
  • Totale oneri: 4.764,29 + 756 = 5.520,29 euro.

Esempio 3 — Ditta individuale commerciale (forfettario, 15%, supero del minimale)

Dati: incassi 40.000 euro; coefficiente 40% (ipotesi per commercio al dettaglio); contributi fissi commercianti 4.611,64 euro; aliquota eccedenza 24,48% oltre 18.808 euro; commercialista 600 euro.

Calcolo contributi:

  • Reddito forfettario lordo: 40.000 x 40% = 16.000 euro.
  • Per i contributi INPS, la base eccedenza si confronta con il minimale di reddito. Se il tuo reddito imponibile previdenziale supera il minimale, paghi i fissi più la percentuale. Con reddito forfettario lordo 16.000 euro non superi il minimale, quindi versi solo i fissi: 4.611,64 euro.

Calcolo imposta:

  • Base imposta: 16.000 – 4.611,64 = 11.388,36 euro.
  • Imposta 15%: 1.708,25 euro.
  • Totale oneri: 4.611,64 + 1.708,25 + 600 = 6.919,89 euro.

Esempio 4 — Artigiano con eccedenza oltre il minimale

Dati: incassi 70.000 euro; coefficiente 67%; contributi fissi artigiani 4.521,36 euro; aliquota eccedenza 24%; ipotizziamo nessuna maggiorazione aggiuntiva.

Calcolo:

  • Reddito forfettario lordo: 70.000 x 67% = 46.900 euro.
  • Eccedenza previdenziale: 46.900 – 18.808 = 28.092 euro.
  • Contributi variabili: 28.092 x 24% = 6.742,08 euro.
  • Totale contributi: 4.521,36 + 6.742,08 = 11.263,44 euro.
  • Base imposta 15%: 46.900 – 11.263,44 = 35.636,56 euro.
  • Imposta: 5.345,48 euro.
  • Totale oneri (senza altri costi): 11.263,44 + 5.345,48 = 16.608,92 euro.

Nota: Verifica sempre eventuali maggiorazioni percentuali previste su scaglioni alti nelle circolari INPS 2026.

Adempimenti, scadenze e fonti ufficiali

Le scadenze fiscali seguono il calendario IRPEF: saldo e primo acconto tra giugno e luglio; secondo acconto a novembre. I contributi Gestione Separata si pagano insieme a saldo e acconti con F24.

I contributi fissi Artigiani/Commercianti si versano in 4 rate trimestrali (maggio, agosto, novembre, febbraio), con eventuale conguaglio sull’eccedenza in sede di dichiarazione. Le regole sono nelle circolari INPS annuali.

Fonti normative principali (testi reperibili su Normattiva o portali istituzionali): Legge 190/2014 e successive modifiche; Legge 197/2022 per la soglia 85.000/100.000; DPR 917/1986 (TUIR) per deducibilità contributi; Legge 233/1990 e Legge 335/1995 per contributi INPS; provvedimenti INPS e Ministero del Lavoro per aliquote e scadenze; D.Lgs. 222/2016 e Legge 241/1990 per SCIA; decreti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy per il diritto annuale CCIAA.

Scenario Iscrizione previdenziale Base e aliquote 2026 (indicative) Scadenze principali Documenti/Note operative
Liberi professionisti senza Cassa Gestione Separata INPS Base: reddito forfettario lordo; aliquota ~26,07%; contributi deducibili dal reddito ai fini imposta 5%/15% Saldo e 1° acconto a giugno/luglio; 2° acconto a novembre (F24) Partita IVA, iscrizione INPS online; conservare F24; verificare circolare INPS aliquote
Ditta individuale artigiana INPS Artigiani Fissi ~4.521,36 €; oltre minimale (≈18.808 €) 24% sulla quota eccedente; possibili maggiorazioni Fissi in 4 rate (mag, ago, nov, feb); conguaglio con dichiarazione Iscrizione CCIAA; eventuale SCIA; diritto annuale CCIAA; tenuta corrispettivi
Ditta individuale commerciale INPS Commercianti Fissi ~4.611,64 €; oltre minimale (≈18.808 €) 24,48% su eccedenza; possibili maggiorazioni Fissi in 4 rate; conguaglio in dichiarazione; imposta sostitutiva con IRPEF Iscrizione CCIAA; eventuale SCIA comunale; registri corrispettivi/RT
Agricoltori autonomi INPS Agricoltori Contributi IVS per fasce; stima media ~24% su base agricola; verificare criteri INPS Scadenze INPS per settore agricolo; conguagli in dichiarazione Iscrizione INPS agricoli; titoli e fascicolo aziendale; verificare agevolazioni settore
Forfettario con 5% start-up Come da attività (Gestione Separata / Artigiani / Commercianti / Agricoltori) Imposta 5% per 5 anni se in possesso requisiti; base = ricavi x coefficiente – contributi Saldo e acconti imposta con IRPEF; scadenze INPS per la gestione di riferimento Autodichiarazione requisiti; monitoraggio soglie 85.000/100.000 euro

FAQ

Qual è la differenza tra professionista forfettario e ditta individuale forfettaria a livello di costi?

La differenza principale riguarda i contributi previdenziali. Il professionista senza Cassa versa alla Gestione Separata INPS una percentuale sul reddito forfettario lordo. La ditta individuale artigiana o commerciale versa contributi fissi minimi ogni anno e, se supera il minimale di reddito, paga una percentuale sulla parte eccedente. Questo impatta molto sul totale da versare, anche a parità di ricavi.

Per le imposte, la regola è uguale: applichi il coefficiente di redditività ai ricavi incassati e deduci i contributi previdenziali pagati. Sulla base che resta applichi l’imposta sostitutiva del 15% o del 5% per i primi 5 anni se hai i requisiti. Ricorda che la gestione dei contributi influisce anche sul calcolo degli acconti e sul cash flow durante l’anno. Le fonti normative sono la Legge 190/2014 per il regime forfettario e le circolari INPS per i contributi.

Come si calcolano gli acconti e quando li devo pagare nel 2026?

Gli acconti seguono le regole IRPEF. Paga il saldo dell’anno precedente e il primo acconto dell’anno in corso entro fine giugno (o con lieve maggiorazione a luglio). Il secondo acconto scade a fine novembre. Questo vale anche per l’imposta sostitutiva del forfettario. Se sei in Gestione Separata, versi i contributi con le stesse scadenze di saldo e acconti, usando l’F24 con i codici tributo INPS previsti.

Se sei artigiano o commerciante, i contributi fissi si pagano in quattro rate: maggio, agosto, novembre e febbraio dell’anno successivo. Se superi il minimale, la parte a percentuale si regola in dichiarazione con il relativo conguaglio. Le scadenze e i codici tributo sono indicati ogni anno nelle circolari INPS e nelle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate.

Il limite di 85.000 euro vale anche per chi svolge più attività o ha redditi da lavoro dipendente?

Sì, la soglia dei ricavi/compensi di 85.000 euro si valuta complessivamente per l’attività o le attività in forfettario. Se svolgi più attività con la stessa partita IVA, si sommano i ricavi/compensi di tutte. Questo limite deriva dalla Legge 197/2022, che ha elevato la soglia a 85.000 euro. Se superi 100.000 euro, esci immediatamente dal regime dal momento in cui superi, con effetti IVA sulla fattura che fa sforare.

Avere anche redditi da lavoro dipendente non ti esclude dal forfettario in automatico. Devi però rispettare i requisiti previsti dalla Legge 190/2014, inclusi i vincoli su rapporti di lavoro con il precedente datore e la prevalenza dei redditi. Controlla sempre le condizioni aggiornate su Normattiva e le guide dell’Agenzia delle Entrate.

Posso dedurre spese diverse dai contributi previdenziali nel forfettario?

No. Nel forfettario non deduci i costi reali. Il coefficiente di redditività sostituisce la contabilità analitica dei costi. L’unica deduzione ammessa è quella dei contributi previdenziali obbligatori pagati nell’anno (art. 10, comma 1, lettera e), TUIR). Questo vale sia per la Gestione Separata sia per le Casse o le gestioni Artigiani/Commercianti/Agricoltori.

Puoi però fruire di detrazioni personali nella dichiarazione dei redditi (come detrazioni per familiari a carico, spese sanitarie) se ne ricorrono i presupposti. Queste non riducono la base dell’imposta sostitutiva, ma abbattono l’IRPEF residua su altri redditi eventualmente presenti.

Come scelgo il codice ATECO e come incide il coefficiente di redditività sul mio carico fiscale?

Il codice ATECO descrive ciò che fai e determina il coefficiente di redditività. Sceglierlo correttamente è fondamentale, perché incide sul reddito forfettario e quindi su imposta e contributi. Se il coefficiente è alto, il reddito imponibile è più alto a parità di ricavi. Il codice va scelto in base all’attività prevalente e alle regole dell’ISTAT/Agenzia delle Entrate.

Se svolgi più attività, indica l’attività prevalente e aggiungi i codici secondari. Evita di scegliere un codice solo perché ha un coefficiente più favorevole: potrebbe non rispecchiare l’attività e creare problemi in caso di controlli. Riferimenti: classificazione ATECO e istruzioni dell’Agenzia delle Entrate; norme generali su Normattiva e Ministero del Lavoro per inquadramento previdenziale connesso.

Approfondimenti normativi essenziali (per orientarti rapidamente)

Regime forfettario: cornice di legge

La cornice è la Legge 190/2014, art. 1, commi 54-89. Nel tempo è stata modificata da varie leggi di bilancio, tra cui la Legge 208/2015, la Legge 145/2018 e la Legge 197/2022. Quest’ultima ha fissato la soglia di 85.000 euro e l’uscita immediata oltre 100.000 euro. Per i testi aggiornati consulta il portale Normattiva.

Previdenza: basi e prassi

Le regole per Artigiani/Commercianti discendono dalla Legge 233/1990 e dalla riforma della previdenza (Legge 335/1995). Ogni anno l’INPS pubblica circolari con minimi, massimali e aliquote. Per la Gestione Separata le aliquote sono comunicate a inizio anno con apposite circolari. Trovi i riferimenti sul sito INPS e nelle comunicazioni del Ministero del Lavoro.

Adempimenti amministrativi

La SCIA si basa sull’art. 19 della Legge 241/1990 e sul D.Lgs. 222/2016, che elencano le attività soggette. Il diritto annuale alla Camera di Commercio è definito annualmente con decreto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Tieni traccia dei versamenti F24, conservando quietanze e prospetti di calcolo.

Parla con un nostro consulente fiscale

Step Form (#73)

Richiedi una consulenza fiscale gratuita

Ottima scelta

Risposta chiara e rapida ai miei dubbi, precisa e dettagliata. Mi sto trovando benissimo e altamente raccomando Fiscozen!! La piattaforma è semplice da usare, e molto intuitiva. Sono felice...

Greta T.

Ottimo

Se sei come me al primo approccio con l'apertura della partita IVA... non puoi aspettarti di meglio. Assistenza rapida, chiara ed efficiente sotto tutti gli aspetti, guidato da una piattaforma...

Alex C.

Seguito e consigliato

Ho parlato con Enea che mi ha seguito in tutte le mie domande e consigliato la migliore soluzione per l'apertura della P.IVA. Super consigliato facile e intuitivo. Per chi è alle prime armi e giovane...

Giacomo Z.

Un servizio eccezionale

Fiscozen è un servizio eccezionale per chi ha bisogno di gestire la propria partita iva in modo efficace ed efficiente. Ciò che mi ha colpito maggiormente in Fiscozen è stata la...

Yuri B.

Assistenza sempre presente

L'assistenza sempre presente ha reso l'apertura del contratto con Fiscozen davvero una passeggiata. Consigliatissimo!

Claudia C.

Dritti al punto

Mi sono affidato a Fiscozen per l’apertura della partita Iva, sin da subito sono stato affidato ad un consulente e ho apprezzato molto che qualsiasi chiamata fosse stata preventivamente...

Francesco L.

Ottimo team

In Fiscozen, mi sto trovando benissimo, perché mi danno spiegazioni chiare, puntuali, precise, data anche la mia inesperienza nel settore.Gentilezza, supporto e umanità non mancano.

Luciana P.

Disponibilità e gentilezza

Come primo approccio ho trovato una grande disponibilità da parte di Riccardo! Ringrazio per la pazienza, sono nuova per quanto riguarda questo mondo!

Samantha L.

Ottima scelta

Risposta chiara e rapida ai miei dubbi, precisa e dettagliata. Mi sto trovando benissimo e altamente raccomando Fiscozen!! La piattaforma è semplice da usare, e molto intuitiva. Sono felice...

Greta T.

Ottimo

Se sei come me al primo approccio con l'apertura della partita IVA... non puoi aspettarti di meglio. Assistenza rapida, chiara ed efficiente sotto tutti gli aspetti, guidato da una piattaforma...

Alex C.

Seguito e consigliato

Ho parlato con Enea che mi ha seguito in tutte le mie domande e consigliato la migliore soluzione per l'apertura della P.IVA. Super consigliato facile e intuitivo. Per chi è alle prime armi e giovane...

Giacomo Z.

Assistenza sempre presente

L'assistenza sempre presente ha reso l'apertura del contratto con Fiscozen davvero una passeggiata. Consigliatissimo!

Claudia C.

Dritti al punto

Mi sono affidato a Fiscozen per l’apertura della partita Iva, sin da subito sono stato affidato ad un consulente e ho apprezzato molto che qualsiasi chiamata fosse stata preventivamente...

Francesco L.

Ottimo team

In Fiscozen, mi sto trovando benissimo, perché mi danno spiegazioni chiare, puntuali, precise, data anche la mia inesperienza nel settore.Gentilezza, supporto e umanità non mancano.

Giacomo Z.

Ottima scelta

Risposta chiara e rapida ai miei dubbi, precisa e dettagliata. Mi sto trovando benissimo e altamente raccomando Fiscozen!! La piattaforma è semplice da usare, e molto intuitiva. Sono felice...

Greta T.

Ottimo

Se sei come me al primo approccio con l'apertura della partita IVA... non puoi aspettarti di meglio. Assistenza rapida, chiara ed efficiente sotto tutti gli aspetti, guidato da una piattaforma...

Alex C.