Partita IVA e lavoro dipendente: come fare e costi [GUIDA 2022]

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Partita IVA e lavoro dipendente

Partita IVA e lavoro dipendente: si può fare?

Se lavori come dipendente ma vuoi intraprendere un tuo progetto personale che prevede l’apertura di una Partita IVA la domanda che sicuramente ti sei posto è: posso essere un lavoratore dipendente e contemporaneamente svolgere un’attività di lavoro autonomo in Partita IVA?

La risposta a questa domanda non è netta perché la situazione varia da caso a caso. La questione cambia in primo luogo a seconda che tu sia un dipendente del settore privato o della pubblica amministrazione e in secondo luogo sulla base delle clausole incluse nel tuo contratto e sulla base dell’orario di lavoro.

In questo articolo andremo ad approfondire i singoli casi analizzando quali sono le caratteristiche che permettono la convivenza tra lavoro dipendente e lavoro autonomo, la convenienza fiscale e contributiva di adottare entrambe le posizioni lavorative e come evitare problemi relativi ad eventuali incompatibilità o clausole contrattuali. Partiamo!

Conviene aprire la Partita IVA se si è Dipendenti?

Aprire una partita IVA se si ha già un lavoro dipendente può portare diversi vantaggi ma è necessario anche evitare le situazioni sfavorevoli.

Il primo vantaggio è quello relativo alla stabilità economica del lavoro dipendente che permette di intraprendere e svolgere in maniera più serena l’attività di lavoro autonomo. Infatti intraprendere un’attività di lavoro autonomo è una scelta che molti ritengono rischiosa perché non dà sicurezze di guadagno fisso e non prevede le stesse tutele che sono dedicate ai lavoratori dipendenti.

Queste preoccupazioni legate all’apertura della Partita IVA possono essere mitigate dalla coesistenza di lavoro dipendente e lavoro autonomo. Il lavoro dipendente può concedere la sicurezza economica e le tutele che mancano al lavoratore autonomo rendendo più facile soprattutto la fase di inizio dell’attività autonoma.

Un secondo aspetto che rende vantaggiosa la coesistenza delle due attività riguarda i costi legati alla contribuzione. Come vedremo nei successivi paragrafi le casse previdenziali prevedono agevolazioni e riduzioni per chi ha già un lavoro dipendente.

Passiamo ora ad analizzare gli svantaggi di questa scelta.

Il primo aspetto da valutare è la questione relativa al tempo per dedicarsi all’attività autonoma. Se lavori come dipendente full time il tempo per sviluppare i tuoi progetti di lavoro autonomo sarà sicuramente limitato quindi rischi che ci voglia molto più tempo a far “decollare” la tua nuova attività.

Un’altra questione da valutare attentamente è la scelta del regime fiscale in quanto adottando il Regime Forfettario non si incorre nel cumulo dei redditi tra le due tipologie di attività mentre adottando il Regime Ordinario tutti i redditi vengono assoggettati a IRPEF sommandosi e raggiungendo potenzialmente scaglioni di reddito con una percentuale d’imposta più alta rispetto a quella prevista dai soli redditi di lavoro dipendente.

In ultimo non va sottovalutata l’analisi della compatibilità con le clausole previste dal contratto di lavoro dipendente che nei casi peggiori può essere causa di sanzioni disciplinari o addirittura del licenziamento per giusta causa.

Un Dipendente Pubblico può avere Partita IVA?

Se sei un lavoratore pubblico e vuoi aprire una Partita IVA è necessario valutare bene la situazione perché il settore pubblico prevede molte limitazioni per i suoi lavoratori dipendenti.

I lavoratori pubblici devono rispettare il vincolo dell’esclusività, ovvero svolgere la propria attività lavorativa in via esclusiva per l’ente o l’istituzione che li ha assunti. Tuttavia ci sono alcune eccezioni e per individuale è necessario fare una distinzione tra contratto di lavoro full time e part time. 

Il dipendente pubblico con contratto full time può aprire la Partita IVA se è autorizzato dall’amministrazione pubblica per la quale lavora. inoltre l’incarico deve rispettare le seguenti regole;

  • deve essere temporaneo od occasionale 
  • non può essere svolto durante l’orario di lavoro
  • non deve andare in conflitto d’interesse con la pubblica amministrazione 
  • non può riguardare attività di carattere commerciale, industriale e  professionale nel caso di professioni sprovviste di albo (come ad esempio un video maker o un consulente)

Lavoratori pubblici che hanno un contratto di lavoro part time a meno di 50 ore settimanali possono aprire Partita IVA senza limitazioni. Fanno eccezione anche i docenti sia che lavorino in full time che part time a condizione che l’attività di lavoro autonomo sia correlata alla materia insegnata.

Un dipendente privato può avere la Partita IVA?

Ora, dopo aver analizzato la compatibilità tra Partita IVA e lavoro dipendente nel settore pubblico, passiamo ad analizzare quali sono gli elementi da verificare se hai intenzione di aprire partita IVA e hai un lavoro dipendente con un datore di lavoro privato. 

A differenza di quanto succede con il settore pubblico, il settore privato non prevede delle limitazioni particolarmente stringenti ma è necessario sempre fare attenzione per evitare conseguenze spiacevoli.     

La prima cosa da fare è consultare il contratto di lavoro dipendente e verificare che non vi siano particolari clausole che impediscano l’apertura di un attività in partita IVA. Le regole “standard” da rispettare sono quelle legate alla riservatezza e al divieto di concorrenza. Ciò comporta che non è possibile svolgere un’attività di lavoro autonomo che sia in concorrenza con quella svolta per il proprio datore di lavoro e che non è possibile utilizzare ad esempio i dati dei clienti del tuo datore di lavoro per contattarli al di fuori dell’ambito di lavoro subordinato. 

Contravvenire a queste regole può causare gravi conseguenze tra cui sanzioni disciplinari e nel peggiore dei casi il licenziamento per giusta causa con richiesta dei danni subiti dal datore di lavoro per la violazione delle clausole contrattuali. 

Partita IVA e lavoro dipendente: regole da rispettare se sei in Regime Forfettario 

I lavoratori autonomi in Regime Forfettario che in contemporanea svolgono un rapporto di lavoro dipendente  hanno il vantaggio derivante dalla non cumulabilità dei redditi in fase di tassazione. 

Infatti in sede di calcolo delle imposte i redditi di lavoro autonomo saranno sottoposti a imposta sostitutiva (del 5% o del 15%) mentre i redditi di lavoro dipendente verranno sottoposti a  tassazione IRPEF. Ciò evita un eventuale sforamento dello scaglione di  reddito che porterebbe all’applicazione di una percentuale d’imposta marginale maggiore.

Per poter accedere e mantenere la permanenza nel Regime Forfettario è necessario rispettare i requisiti previsti da questo regime fiscale. Uno dei requisiti riguarda il lavoro dipendente e prevede che per adottare il Regime Forfettario il reddito annuo lordo di lavoro dipendente non debba superare i 30.000€. 

E’ possibile verificare questo dato consultando il contratto di lavoro dipendente in essere, questo elemento è normalmente identificabile con l’acronimo RAL (reddito annuo lordo) nella sezione del contratto dedicata alla retribuzione. E’ importante sottolineare che, in caso di pagamento di straordinari lavorativi e premi di risultato questi andranno a sommarsi all’importo previsto dal contratto provocando eventualmente il superamento del limite di 30.000€.

Ad esempio: se la tua RAL è di 29.000€ e nel corso dell’anno il tuo datore di lavoro ti ha pagato compensi per lavoro straordinario per 500€ e un premio di risultato per 1000€ l’importo da tenere in considerazione sarà di 30.500€ (29.000€+500€+1000€). In questo caso sarai costretto ad abbandonare il Regime Forfettario a partire dall’anno successivo. 

Poiché si tratta di valutazioni importanti che influiscono sul futuro della tua attività è importante affidarsi a professionisti del settore che possano valutare e consigliarti al meglio. Con Fiscozen avrai un consulente dedicato sempre a tua disposizione per consigliarti al meglio risolvere i tuoi dubbi. 

Come cambia il calcolo dei contributi 

L’esercizio in contemporanea di lavoro autonomo e lavoro subordinato influisce anche sul calcolo dei contributi previdenziali in modo diverso a seconda della tipologia di attività e della cassa previdenziale alla quale si effettua il versamento.

Le casse previdenziali private dedicate ai professionisti che devono iscriversi ad un albo professionale, come ad esempio Psicologi e Avvocati, prevedono diverse agevolazioni, a seconda del regolamento interno,  per i soggetti  che svolgono anche attività di lavoro dipendente. Nello specifico normalmente queste agevolazioni si concretizzano in una riduzione dei versamenti del contributi. 

La gestione Artigiani e Commercianti INPS prevede l’esonero dal pagamento dei contributi previdenziali per i soggetti che svolgono un lavoro subordinato full time. Lo status di lavoro dipendente full time deve essere comunicato all’istituto di previdenza tramite apposita comunicazione telematica.

Anche la Gestione Separata, alla quale versano i liberi professionisti senza un albo di riferimento,  prevede delle agevolazioni dedicate che si concretizzano con la riduzione dell’aliquota contributiva al 24% al posto di 26,23% ovvero l’aliquota standard.

Se sei un libero professionista iscritto ad una delle Casse Previdenziali Private o alla Gestione Artigiani e Commercianti ricordati di comunicare tempestivamente l’inizio e la conclusione di un rapporto di lavoro subordinato. La mancata comunicazione comporterà l’obbligo di pagamento della contribuzione come lavoratore autonomo nonostante tu stia versando già quella come dipendente. 

Per quanto riguarda la Gestione Separata invece, la comunicazione del periodo dell’anno in cui si è svolta attività di lavoro subordinato non deve essere comunicato all’INPS ma direttamente al commercialista che predisporrà la tua dichiarazione dei redditi. Infatti i calcoli relativi alla riduzione dei contributi vengono effettuati direttamente in fase di redazione della dichiarazione dei redditi. 

Come si presenta la dichiarazione dei redditi 

In caso di coesistenza di lavoro autonomo e lavoro dipendente sarà necessario effettuare un’unica dichiarazione che comprenda entrambe le tipologie di reddito. 

Per tale motivo è importante sottolineare come nell’anno successivo a quello dell’apertura della Partita IVA non sarà più possibile presentare il modello 730 ma dovrà essere presentata la dichiarazione redditi persone fisiche. 

I redditi di lavoro dipendente saranno identificati attraverso la certificazione rilasciata dal datore di lavoro mentre i redditi da lavoro autonomo saranno determinati sulla base delle fatture incassate durante l’anno. 

Ricordiamo che, come già detto nei precedenti paragrafi, la diversa tipologia di reddito sarà tassata separatamente se si aderisce al regime forfettario mentre saranno cumulati nel caso in cui si adotti il regime ordinario. 

La dichiarazione dei redditi viene inviata telematicamente dal commercialista all’Agenzia delle Entrate ed è sempre a disposizione sul proprio cassetto fiscale. 

I 3 Step necessari per l’apertura della Partita IVA se si è Dipendenti 

Passiamo ora all’identificazione dei 3 step principali per aprire la tua partita IVA contemporaneamente al lavoro dipendente:

Determinazione del codice ATECO 

Come indicato nei paragrafi precedenti la prima cosa da decidere in fase di apertura della partita IVA è il codice ATECO da adottare. Nel caso di concomitanza di attività autonoma e dipendente è importante verificare che l’attività che si sta andando a svolgere in autonomia non vada a infrangere l’obbligo di non concorrenza rispetto all’attività svolta dal tuo datore di lavoro. 

Identificazione della tipologia di attività

L’attività che decidi di svolgere può essere categorizzata in 2 diverse tipologie: attività di tipo professionale e attività che richiedono l’apertura di una ditta individuale.

Nella prima categoria rientrano le professioni come Avvocato, Architetto o lo sviluppatore di software  mentre nella seconda rientrano le attività Artigiane come la Parrucchiera e il Tatuatore e le attività Commerciali come l’ecommerce.  L’appartenenza ad una delle due tipologie comporta degli adempimenti diversi in fase di apertura della Partita IVA che vedremo nel prossimo punto. Nel caso di ditta individuale, se hai un orario di lavoro “full time” puoi sfruttare la convenienza di non dover pagare i contributi previdenziali. 

Pratica di Apertura della Partita IVA

Per le attività di tipo professionale la pratica di apertura della Partita IVA si concretizza nella sola compilazione ed invio all’Agenzia delle Entrate del modulo di richiesta di apertura della Partita IVA. Mentre per quanto riguarda le attività di tipo Artigianale e Commerciale oltre alla compilazione e all’invio del modulo sarà necessario anche la registrazione all’albo Artigiani o alla Camera di Commercio.

Per conciliare al  meglio attività autonomo e lavoro dipendente dal punto di vista fiscale e amministrativo e non cadere in errore ti consigliamo di rivolgerti a professionisti del settore. Con Fiscozen avrai un consulente dedicato in grado di aiutarti ad affrontare ogni dubbio e poterti dedicare senza stress alla tua attività.

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