Partita IVA e lavoro dipendente: come fare e costi [Guida 2021]

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partita iva e lavoro dipendente

Partita IVA e lavoro dipendente sono due aspetti che possono coesistere? La risposta è: !

Infatti, è consentito avviare una seconda attività, parallelamente al proprio impiego a tempo determinato o indeterminato, ma solo se si resta entro certi parametri. Quali sono? Lo scopriremo nel corso di questo articolo!

Partita IVA e lavoro dipendente

Sono tanti i lavoratori dipendenti che, non soddisfatti del proprio stipendio, desiderano aumentare i propri guadagni lavorando anche in proprio. Tuttavia, non sempre è possibile conciliare Partita IVA e lavoro dipendente, in quanto esistono alcune restrizioni sia per coloro che operano nella Pubblica Amministrazione, sia per chi è assunto nel settore privato. Per avere una risposta certa, quindi, è necessario sia fare riferimento ad una normativa specifica – ovvero il Decreto n.165/2011 – sia leggere con attenzione il proprio contratto.

Vediamo, dunque, come occorre comportarsi per avviare un’attività extra, a seconda che si lavori come dipendenti nel settore pubblico o privato o che l’impiego preveda un orario lavorativo full time o part time.

Partita IVA e lavoro dipendente: settore pubblico

In linea generale, chi opera nel settore pubblico è tenuto a svolgere il proprio lavoro in modo esclusivo con l’ente in questione. A questo principio di carattere astratto, fanno eccezione alcuni lavoratori appartenenti a regimi speciali, come ad esempio i docenti, e i dipendenti part-time con orario di lavoro inferiore al 50% di quello a tempo pieno.

Naturalmente, bisogna prima essere certi di lavorare, a tutti gli effetti, nella Pubblica Amministrazione e non presso un ente a partecipazione statale – vedi il caso di Poste Italiane – che, però, prevede delle regole differenti.

Il primo controllo da effettuare, pertanto, riguarda il contratto di lavoro: è presente la legge che disciplina il rapporto tra i dipendenti pubblici e l’apertura della Partita IVA (ovvero il già citato Decreto n.165/2011)?

Se la risposta è , allora saremo impiegati presso un ente pubblico. In caso contrario, il nostro datore di lavoro sarà una normalissima società per azioni (una parte delle quali appartiene allo Stato Italiano), ossia un’impresa privata.

È la stessa Amministrazione Pubblica che può scegliere di concedere o meno al lavoratore dipendente la possibilità di svolgere anche attività autonoma con o senza Partita IVA, in base alle seguenti condizioni:

  • che sia un incarico temporaneo ed occasionale;
  • che non interferisca con l’impiego presso la pubblica amministrazione;
  • che non sussista alcun conflitto d’interesse;
  • che l’attività sia svolta al di fuori dell’orario di servizio nella pubblica amministrazione.

La situazione cambia quando si tratta di lavoratori dipendenti part-time con orario inferiore al 50%, per i quali l’unico obbligo è svolgere una attività lavorativa autonoma che non presenti conflitti d’interesse con l’Amministrazione Pubblica, sempre previa autorizzazione da parte del datore di lavoro.

Inoltre, se un dipendente pubblico full time non vuole limitarsi a ricoprire incarichi o ad effettuare prestazioni occasionali (autorizzati dall’ente stesso), ma desidera avviare una seconda attività con la Partita IVA, può richiedere al datore di lavoro di ridurre il proprio orario fino al 50% (o ad una percentuale ancora più bassa).

Partita IVA e lavoro dipendente: settore privato

Anche nel settore privato possono coesistere lavoro con Partita IVA e lavoro dipendente, a prescindere dall’inquadramento: ditta individuale oppure libero professionista. L’unica condizione da seguire, per poter svolgere attività autonoma parallelamente a quella dipendente è che non vi sia concorrenza tra di esse.

Questa clausola, però, dovrebbe essere specificatamente indicata nel contratto di lavoro dipendente, poiché in caso contrario è consentito svolgere le stesse mansioni, senza che l’azienda abbia nulla da poter obiettare!

In generale, infatti, non vige nessun obbligo, da parte del lavoratore dipendente, di avvertire il proprio datore di lavoro di questa nuova situazione finanziaria. Tuttavia, noi consigliamo di informare sempre i superiori o chi di competenza, per non guastare i rapporti o, addirittura, incorrere in licenziamenti per giusta causa.

Secondo il Codice Civile, infatti, il datore di lavoro può far valere i propri diritti nei confronti dei dipendenti che, a causa della nuova attività autonoma, sono in qualche modo venuti meno alle responsabilità verso l’azienda.

Le leggi a tutela del datore di lavoro

L’art. 2105 del Codice Civile, tra gli altri, prevede l’obbligo di fedeltà da parte del lavoratore, che è tenuto a non trattare affari che entrino in concorrenza con quelli svolti dal proprio datore di lavoro. Lo stesso articolo stabilisce l’obbligo di non divulgare notizie attinenti all’organizzazione aziendale, alla metodologia di produzione o altre informazioni che potrebbero, in qualche modo, recare pregiudizio nei confronti dell’azienda in questione.

Detto in altri termini: se sei un lavoratore dipendente e diffondi informazioni private, o addirittura false, sull’azienda per cui lavori, mettendo a repentaglio la sua immagine e reputazione, al fine di ottenere un vantaggio personale (ad esempio, per “fregare” un cliente al tuo datore di lavoro), puoi essere licenziato per giusta causa.

In più, a seconda della gravità dei tuoi comportamenti, potresti subire un processo ed essere costretto a pagare un risarcimento!

Partita IVA e lavoro dipendente: considerazioni fiscali

Da un punto di vista prettamente fiscale, i redditi da lavoro dipendente e i redditi da lavoro autonomo possono coesistere. Per coloro che conciliano Partita IVA e lavoro autonomo, però, vige l’obbligo di dichiarare i proventi “extra” e versare le imposte in proporzione ad essi. La tipologia di dichiarazione che dovrà essere utilizzata è il modello dei redditi per Persone Fisiche – e non più il modello 730, come sicuramente sarai abituato a fare.

Ciò non significa che pagherai più tasse perché, per quanto riguarda il tuo lavoro dipendente, resteranno in vigore le stesse regole e avrai uguali trattenute in busta paga. Il reddito da Partita IVA, invece, sarà tassato in base al regime fiscale adottato. È questa una nota positiva, perché i redditi saranno tassati cumulativamente ognuno secondo la propria aliquota IRPEF. Non raggiungerai, così,l’aliquota IRPEF più alta e non dovrai pagare più tasse!

Regime forfettario per attività extra-lavorativa

A proposito di Partita IVA e lavoro dipendente, ci teniamo a sottolineare che, per chi svolge un’attività extra-lavorativa, non vi è a priori l’esclusione dal regime forfettario, ma solamente in alcuni casi.

In particolare, non possono accedere al regime forfettario tutti coloro che percepiscono un reddito da lavoro dipendente superiore a 30.000 euro, a meno che il rapporto non sia cessato entro il 31 dicembre. Per cui, se sei ancora impiegato presso la stessa impresa e, lo scorso anno, hai maturato un reddito maggiore, dovrai adottare il regime semplificato o ordinario.

Se, invece, possiedi i requisiti per usufruire del regime forfettario, la nuova attività autonoma non è una mera prosecuzione di un’attività precedente e rientri nei parametri delle start-up, potrai beneficiare di un’aliquota ridotta al 5% per i primi cinque anni, terminati i quali passerai, come tutti, all’aliquota “standard” al 15%.

Contributi previdenziali per attività extra-lavorativa

È necessario fare due differenze per quanto riguarda i contributi INPS: quelli per i lavoratori a tempo indeterminato o determinato e quelli relativi ad una ditta individuale o a un libero professionista. Vediamo insieme perché.

Se hai un contratto di lavoro dipendente a tempo indeterminato (con orario non inferiore alle 26 ore settimanali) e decidi di avviare un’attività commerciale, puoi scegliere di non iscriverti alla Gestione Commercianti e Artigiani dell’INPS (purché la prima occupazione sia quella prevalente e il datore di lavoro accetti la tua richiesta).

Per lavoro prevalente intendiamo la tua principale fonte di reddito, ma anche la principale occupazione in termini di tempo lavorativo. All’avvio della propria attività commerciale, l’INPS invierà un avviso di iscrizione alla Gestione Commercianti e sarà sufficiente rispondere con una comunicazione che attesti l’attività prevalente, con allegata l’ultima busta paga, per verificare la tua posizione e porre fine ad eventuali fraintendimenti.

Se avvii un’attività da libero professionista, invece, è previsto l’obbligo di iscrizione alla Gestione Separata INPS. Tuttavia, il calcolo dei contributi sul reddito derivante dall’attività professionale avverrà con aliquota ridotta.

Se l’attività di lavoro autonomo che si vuole avviare prevede l’iscrizione ad un Ordine o Albo Professionale, non ci si dovrà iscrivere alla Gestione Separata INPS ma alla propria Cassa Previdenziale di appartenenza.

Le principali Casse – vedi, ad esempio, l’ENPAM per i medici o l’ENPAP per gli psicologi – offrono, comunque, diverse agevolazioni (es. riduzione dei contributi minimi obbligatori, aliquote più basse, ecc.) ai professionisti che svolgono contemporamente prestazioni a Partita IVA e lavoro dipendente.

Nel caso di contratti di lavoro dipendente, ma a tempo determinato, sarà necessaria una valutazione del singolo contratto, così da determinare quale attività sia prevalente ai fini della contribuzione.

Aprire Partita IVA come lavoratore dipendente

Concludendo, se sei un dipendente pubblico e hai ricevuto il nulla osta per l’apertura della Partita IVA, o se sei un dipendente privato e vuoi provare ad arrotondare le tue entrate mensili, puoi tranquillamente avviare la tua attività extra-lavorativa. È, comunque, caldamente consigliato, prima di prendere qualsiasi decisione, il confronto con un consulente fiscale, in modo da valutare tutti i dettagli e scegliere le opzioni economicamente più convenienti.

Pertanto, se hai bisogno di una consulenza sul tema “Partita IVA e lavoro dipendente“, se vuoi essere certo di poter accedere al regime forfettario e per qualsiasi altra esigenza, non esitare a contattarci. Compila subito il form sottostante per richiedere assistenza a Fiscozen e dare avvio al tuo “secondo lavoro” in totale serenità!

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