Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Sì: puoi aprire la Partita IVA da project manager online o allo sportello, scegliere il codice ATECO corretto (di norma 70.22.09), il regime fiscale (forfettario o ordinario) e l’iscrizione previdenziale (di solito INPS Gestione Separata).
- Codice ATECO consigliato: 70.22.09 “Altre attività di consulenza imprenditoriale e di altra consulenza amministrativo-gestionale e pianificazione aziendale”.
- Regime forfettario: imposta sostitutiva 5% start-up poi 15%, ricavi fino a 85.000 euro, coefficiente 78%.
- Previdenza: in genere INPS Gestione Separata (professionista senza Cassa). Verifica l’aliquota nella circolare INPS dell’anno in corso.
Aprire la Partita IVA come project manager: quadro generale
Un project manager freelance è un lavoratore autonomo. Coordina progetti, risorse, tempi e budget per aziende clienti. Non ha Albo dedicato.
A livello fiscale è un “professionista” ai sensi del TUIR. Il TUIR è il Testo Unico delle Imposte sui Redditi, DPR 917/1986. Qui rientrano i redditi di lavoro autonomo (articoli 53 e 54).
Per l’IVA, la norma base è il DPR 633/1972. L’apertura della Partita IVA si fa con dichiarazione di inizio attività (articolo 35 del DPR 633/1972). Puoi presentarla online o allo sportello dell’Agenzia delle Entrate con il modello AA9/12.
Codice ATECO: quale scegliere e perché conta
Il codice più usato per il project manager è 70.22.09. Identifica la consulenza gestionale e organizzativa. Questo codice inquadra l’attività come professione intellettuale non regolamentata.
Perché è importante? Da ATECO derivano il coefficiente di redditività nel forfettario, i cluster statistici, talvolta i contributi e bandi. Verifica la descrizione ATECO su banca-dati ISTAT/AE.
In casi particolari puoi valutare altri codici della sezione 70.22, se la tua consulenza è molto specialistica. La scelta va motivata con l’effettiva attività svolta.
Come si apre: canali, tempi e documenti
Puoi aprire la Partita IVA in tre modi: online con SPID/CIE sul portale dell’Agenzia delle Entrate; allo sportello dell’Agenzia; tramite un consulente abilitato. La dichiarazione va fatta entro 30 giorni dall’avvio.
Serve il modello AA9/12, i tuoi dati anagrafici, il codice ATECO, il domicilio fiscale, l’eventuale opzione per il forfettario, la PEC e il regime contabile. La PEC è la posta elettronica certificata, obbligatoria per le attività.
Se operi come professionista, non ti iscrivi alla Camera di Commercio. Se invece strutturi l’attività come impresa di servizi, serviranno iscrizione al Registro Imprese e diritti camerali.
Fonti e regole operative
Riferimenti: art. 35 DPR 633/1972 per l’apertura IVA; istruzioni modello AA9/12 e provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate; DPR 917/1986 (TUIR) per il reddito professionale; L. 190/2014 art. 1 commi 54-89 per il forfettario; L. 335/1995 art. 2, comma 26 per la Gestione Separata INPS. Le fonti sono consultabili su Normattiva, portale dell’Agenzia delle Entrate, Ministero del Lavoro e INPS.
Scegliere il regime fiscale: forfettario o ordinario
Devi scegliere il regime fiscale più adatto. La scelta incide su imposte, contributi, IVA e contabilità.
Regime forfettario: è un regime agevolato per persone fisiche con ricavi fino a 85.000 euro. Applichi un coefficiente di redditività ai compensi per trovare il reddito imponibile. Per i professionisti il coefficiente è 78%.
L’imposta è sostitutiva: 15% ordinaria o 5% per i primi 5 anni se rispetti le regole start-up. Niente IVA a debito e a credito nelle fatture. Niente ritenuta d’acconto subita. Fonte: L. 190/2014 art. 1 commi 54-89 e successive modifiche (L. 145/2018 e leggi di bilancio recenti).
Regole di accesso ed esclusione al forfettario
Ricavi/compensi dell’anno precedente non oltre 85.000 euro. Uscita immediata se superi 100.000 euro nell’anno (fuoriuscita “istantanea” introdotta nel 2023). Non puoi aderire se controlli direttamente o indirettamente società con attività riconducibili alla tua, o se fatturi prevalentemente al tuo ex datore con cui hai avuto lavoro subordinato recente. Queste sono clausole antiabuso.
Le spese non si deducono in modo analitico. Si deducono i contributi previdenziali obbligatori. Il reddito imponibile è compensi x 78%, al netto dei contributi.
Regime ordinario (lavoro autonomo): applichi l’IRPEF a scaglioni sul reddito determinato per cassa (incassi meno costi effettivi). Applichi l’IVA in fattura, detrai l’IVA sugli acquisti, tieni la contabilità IVA e i registri. Riferimenti: TUIR art. 53-54; DPR 633/1972.
IRPEF 2026 e addizionali
Nel 2026 gli scaglioni IRPEF sono: fino a 28.000 euro 23%; da 28.001 a 50.000 euro 33%; oltre 50.000 euro 43%. Si sommano addizionali regionali e comunali. Riferimento: TUIR e legge di bilancio 2026.
Contributi previdenziali: dove iscriversi e come calcolarli
Il project manager non ha una Cassa professionale ordinistica. In genere si iscrive alla Gestione Separata INPS. Base normativa: L. 335/1995 art. 2, comma 26 e circolari INPS annuali.
L’aliquota varia di anno in anno. Nel 2026 resta nell’ordine del 26% per professionisti senza altra tutela. Verifica sempre la circolare INPS dell’anno in corso per l’aliquota esatta e il minimale. I contributi si calcolano sul reddito imponibile previdenziale.
Se operi come impresa di servizi e non come professionista, potresti rientrare nella gestione INPS Commercianti. Qui i contributi hanno un fisso minimale annuo più la quota eccedente. Valuta con un consulente l’inquadramento corretto.
Deduzione dei contributi e impatto fiscale
I contributi obbligatori si deducono dal reddito sia nel forfettario sia nell’ordinario. Riducendo la base imponibile, riducono imposta sostitutiva o IRPEF. La deduzione segue il principio di cassa (pagati nell’anno).
Fatturazione, IVA, bollo e adempimenti digitali
Fatturazione elettronica: nel 2026 è obbligatoria per tutti i titolari di Partita IVA, compresi i forfettari. Riferimenti: DL 127/2015 e provvedimenti attuativi dell’Agenzia delle Entrate; estensione ai forfettari dal 2022-2024.
Forfettario: non addebita IVA in fattura. Indica la dicitura di esenzione per regime forfettario e l’articolo di legge (L. 190/2014). Se la fattura supera 77,47 euro, applichi l’imposta di bollo da 2 euro (DPR 642/1972, Tariffa allegata). In e-fattura il bollo è “virtuale”.
Ordinario: addebiti IVA con l’aliquota corretta. Detrai l’IVA sugli acquisti, rispetti le liquidazioni periodiche (LIPE) e la dichiarazione IVA annuale.
Operazioni con l’estero
Servizi UE: di solito si applica il criterio del luogo del committente business (art. 7-ter DPR 633/1972). Spesso si emette fattura senza IVA con inversione contabile (reverse charge) e indicazione “art. 7-ter”. Serve l’iscrizione al VIES.
Operazioni extra-UE: regole di territorialità simili, con fattura fuori campo IVA. Le operazioni transfrontaliere vanno trasmesse tramite SDI con i tipi documento previsti. Le scadenze sono fissate dai provvedimenti AE che hanno sostituito il vecchio “esterometro”.
Costi di apertura e gestione
Aprire da soli non costa, se usi il canale telematico dell’Agenzia delle Entrate. Se ti segue un consulente, l’apertura può costare circa 100 euro.
Gestione annuale tradizionale: per forfettario 700-1.000 euro; per ordinario fino a 2.000 euro, a seconda della complessità. Gestione online: per forfettario intorno a 480 euro; per ordinario fino a 900 euro. I prezzi variano per servizi inclusi e volume di operazioni.
Aggiungi costi per marca da bollo sulle fatture, eventuale firma digitale, PEC, software di fatturazione, e imposte/contributi. Pianifica un fondo cassa per acconti e saldi fiscali.
Regola decisionale rapida
Quando scegliere il forfettario
Sceglilo se prevedi compensi entro 85.000 euro, hai pochi costi deducibili, lavori con clienti italiani, vuoi semplicità e imposta fissa (5% per start-up o 15%). Niente IVA, niente ritenute, coefficiente 78%.
Quando scegliere l’ordinario
Preferiscilo se superi 85.000 euro, sostieni molti costi deducibili (software, sub-consulenze, viaggi), lavori spesso con estero e vuoi detrarre IVA, o prevedi margini bassi.
Come decidere in 3 passi logici
1) Stima compensi e costi: se i costi sono bassi e ricavi sotto 85.000 euro, forfettario è spesso più leggero. 2) Valuta l’estero e l’IVA: se detrarre IVA ti conviene, orientati sull’ordinario. 3) Considera la stabilità: se cresci oltre soglia, prepara il passaggio all’ordinario.
Esempi di calcolo semplificati
Forfettario, 40.000 euro di compensi
Reddito forfettario: 40.000 x 78% = 31.200. Contributi INPS (ipotesi 26% sul reddito previdenziale, verifica aliquota INPS 2026): circa 8.112. Reddito imponibile imposta sostitutiva: 31.200 – 8.112 = 23.088. Imposta sostitutiva 5%: 1.154; al 15%: 3.463. Totale oneri stimati: contributi + imposta.
Ordinario, 40.000 euro di compensi e 10.000 di costi
Reddito per cassa: 40.000 – 10.000 = 30.000. Contributi INPS (ipotesi 26%): circa 7.800, deducibili. Reddito imponibile IRPEF: 22.200. IRPEF: 23% fino a 22.200 = 5.106. Aggiungi addizionali. Valuta IVA a debito/detrazione sugli acquisti.
Gli esempi sono indicativi. Incidono addizionali, detrazioni, oneri deducibili, e l’aliquota INPS effettiva dell’anno.
Checklist operativa post-apertura
1) Attiva PEC e software di e-fattura. 2) Valuta VIES se lavori con soggetti UE. 3) Imposta causali e codici natura corretti per fatture senza IVA. 4) Predisponi un conto dedicato per flussi fiscali. 5) Pianifica acconti e saldi con un calendario fiscale.
| Scenario | Requisiti principali | Imposte e contributi | Tempistiche e adempimenti |
|---|---|---|---|
| Forfettario start-up (5%) | Ricavi ≤ 85.000; requisiti L. 190/2014; no controllo di srl affine; no prevalenza ex datore recente | Imposta sostitutiva 5% su reddito forfettario (78%); contributi INPS Gestione Separata; niente IVA | Apertura IVA in 1-3 giorni; e-fatture senza IVA con bollo; acconti/saldi imposta sostitutiva |
| Forfettario standard (15%) | Come sopra ma senza agevolazione start-up | Imposta 15%; contributi deducibili; escluso da ritenute subite | Stesse regole; monitoraggio soglie 85.000 e 100.000 per permanenza/uscita |
| Ordinario professionisti | Ricavi oltre 85.000 o alta incidenza costi; gestione IVA | IRPEF 23/33/43% + addizionali; IVA a debito/credito; contributi INPS | Liquidazioni IVA, LIPE, dichiarazione IVA, redditi, ISA se richiesti |
| Impresa di servizi (non professionista) | Attività organizzata come impresa; iscrizione CCIAA | IRPEF/IRI a seconda forma; INPS Commercianti (minimali + eccedente); IVA | Iscrizioni multiple (AE, CCIAA, INPS); adempimenti contabili più strutturati |
FAQ
Qual è il codice ATECO migliore per un project manager e cosa succede se sbaglio scelta?
Per la consulenza di project management il codice più usato è 70.22.09. Inquadra la consulenza imprenditoriale e gestionale. Se segui progetti IT o digital, può andare bene lo stesso perché definisce il perimetro come consulenza manageriale. Se sbagli la scelta, puoi comunicare la variazione all’Agenzia delle Entrate con il modello AA9/12. L’ATECO incide sul coefficiente di redditività nel forfettario, sui codici IVA e su statistiche settoriali. È importante allineare la descrizione ATECO alle attività effettive per evitare incongruenze in caso di controlli. Riferimenti: classificazione ATECO 2007 e istruzioni AE, consultabili su documentazione ufficiale.
Come funziona il regime forfettario per un project manager e quando applico il 5%?
Col forfettario calcoli il reddito come compensi x 78%. Su questo reddito, al netto dei contributi, applichi l’imposta sostitutiva. È 15% in via ordinaria. Scende al 5% per i primi 5 anni se rispetti le condizioni start-up: non aver esercitato attività analoga nei 3 anni precedenti; l’attività non deve essere mera prosecuzione di lavoro dipendente o autonomo (salvo periodo di pratica obbligatorio); inizio effettivo dell’attività e rispetto dei requisiti di accesso. Non addebiti IVA in fattura, non subisci ritenuta d’acconto, applichi bollo da 2 euro sopra 77,47 euro. Soglie: permanenza fino a 85.000 euro, uscita immediata se superi 100.000. Fonti: L. 190/2014 art. 1 commi 54-89 e modifiche successive.
Quali contributi INPS pago come project manager e come li verso durante l’anno?
Di norma ti iscrivi alla Gestione Separata INPS (L. 335/1995). L’aliquota per professionisti senza altra tutela è stabilita ogni anno da INPS con circolare. Nel 2026 è in area 26%: verifica la percentuale esatta e il minimale. I contributi si versano con F24 in due acconti (giugno e novembre) e un saldo (giugno-luglio dell’anno successivo), insieme alle imposte, seguendo il calendario fiscale. In forfettario i contributi sono deducibili prima dell’imposta sostitutiva. In ordinario riducono il reddito soggetto a IRPEF. Se l’attività è inquadrata come impresa, potresti rientrare in INPS Commercianti, con contributi fissi minimali più una quota percentuale sull’eccedenza: è un sistema diverso, con importi anche quando non fatturi. Valuta l’inquadramento corretto con attenzione.
Come fatturo a clienti esteri (UE ed extra-UE) e cosa devo scrivere in fattura?
Per clienti business UE la regola generale è il luogo del committente (art. 7-ter DPR 633/1972). Emetti fattura senza IVA con inversione contabile. Indica “operazione non soggetta ex art. 7-ter, reverse charge”. Iscriviti al VIES prima di operare. Per clienti extra-UE, la prestazione è spesso fuori campo IVA per carenza del presupposto territoriale: indica il riferimento normativo e la dicitura fuori campo. Se sei forfettario, non cambia il fatto che non addebiti IVA, ma restano gli obblighi di trasmissione tramite SDI con i tipi documento per operazioni transfrontaliere. Tempi e formati derivano dai provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate che hanno sostituito il vecchio esterometro con flussi e-fattura o analoghi. Conserva sempre le prove della territorialità (contratti, ordini, corrispondenza).
Posso passare dal forfettario all’ordinario (o viceversa)? Cosa succede alle imposte durante il passaggio?
Sì. Puoi uscire dal forfettario per scelta o per superamento soglie. La scelta volontaria si fa con comportamento concludente dal 1° gennaio e si comunica nella dichiarazione IVA/redditi. Se superi 100.000 euro in corso d’anno, esci subito e applichi l’IVA dal momento del superamento. Il passaggio comporta un cambio di criteri: dal reddito forfettario con coefficiente passi al reddito per cassa con deduzione analitica dei costi. L’IVA torna in gioco con liquidazioni e detrazioni sugli acquisti futuri; non puoi recuperare l’IVA pregressa su acquisti fatti da forfettario, salvo specifici casi di beni/servizi non ancora utilizzati secondo i criteri dell’art. 19 DPR 633/1972. Gli acconti d’imposta vanno ricalcolati sul nuovo regime. Documenta il cambio e aggiorna le diciture in fattura. Riferimenti: L. 190/2014, DPR 633/1972, istruzioni AE annuali.
