Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
La NASpI netta si ottiene dal lordo INPS meno IRPEF 2026 (23%-33%-43%), addizionali e conguagli, più le detrazioni spettanti; INPS fa da sostituto d’imposta e rilascia la Certificazione Unica.
- La NASpI lorda si calcola sulla retribuzione media imponibile degli ultimi 4 anni e si riduce del 3% al mese dal 6° mese (più tardi per over 55).
- La NASpI è reddito assimilato. Si applica l’IRPEF 2026 a scaglioni, le addizionali regionali e comunali, e le detrazioni ex art. 13 TUIR.
- Se lavori durante la NASpI o apri partita IVA, devi comunicarlo. La NASpI si riduce in base ai redditi presunti o effettivi (regola dell’80%).
Cos’è la NASpI e come si calcola il lordo
La NASpI è l’indennità di disoccupazione per i lavoratori subordinati. Copre la perdita involontaria del lavoro. La istituisce il Decreto Legislativo 22/2015 (fonte: Normattiva) e la gestisce l’INPS.
Il lordo NASpI deriva dalla retribuzione media mensile imponibile ai fini previdenziali. Si considerano gli ultimi 4 anni di lavoro soggetto a contribuzione contro la disoccupazione. L’INPS calcola un importo iniziale, applica un massimale annuo, e aggiorna soglie e importi con circolari annuali (fonte: INPS).
Dal 6° mese l’importo si riduce del 3% per ogni mese di fruizione. Per chi ha 55 anni o più, la riduzione decorre più tardi, secondo la normativa vigente. La durata massima è pari alla metà delle settimane contributive degli ultimi 4 anni, al netto dei periodi già indennizzati (fonte: Decreto Legislativo 22/2015, Normattiva).
Reddito imponibile: perché conta
Il lordo NASpI è reddito imponibile ai fini IRPEF. Questo significa che subisce tassazione come i redditi di lavoro dipendente, perché è un reddito “assimilato”. La base giuridica è l’articolo 50 del TUIR, DPR 917/1986 (fonte: Normattiva).
L’INPS agisce come sostituto d’imposta. Trattiene le imposte, applica le detrazioni comunicate, calcola eventuali addizionali e rilascia la Certificazione Unica a fine anno (fonte: DPR 600/1973, art. 23, Normattiva).
Dal lordo al netto: IRPEF 2026, detrazioni e addizionali
Aliquote e scaglioni IRPEF 2026
Nel 2026 gli scaglioni IRPEF sono i seguenti:
- Fino a 28.000 euro: 23%.
- Da 28.001 a 50.000 euro: 33%.
- Oltre 50.000 euro: 43%.
Le aliquote si applicano per scaglioni di reddito. La NASpI si somma ad altri redditi tassabili dell’anno. La base normativa generale resta l’articolo 11 del TUIR (fonte: Normattiva). Le aliquote vigenti derivano dalle leggi di bilancio e dai decreti attuativi sull’IRPEF.
Detrazioni per redditi assimilati e trattamento integrativo
Chi percepisce NASpI ha diritto alle detrazioni per redditi assimilati a lavoro dipendente. La base è l’articolo 13 del TUIR (fonte: Normattiva). Le detrazioni riducono l’IRPEF lorda. Dipendono dall’ammontare del reddito complessivo, e decrescono all’aumentare del reddito.
Può spettare il trattamento integrativo, noto come “ex bonus IRPEF”, previsto dal Decreto-Legge 3/2020, convertito in legge (fonte: Normattiva). L’importo e le condizioni variano in base al reddito complessivo e all’imposta netta. Si valuta anno per anno in sede di conguaglio.
Addizionali regionali e comunali
Alle imposte nazionali si sommano le addizionali. L’addizionale regionale IRPEF è prevista dal Decreto Legislativo 446/1997. L’addizionale comunale IRPEF è prevista dal Decreto Legislativo 360/1998 (fonti: Normattiva).
Le Regioni e i Comuni fissano aliquote e soglie. L’INPS trattiene le addizionali a conguaglio sull’anno d’imposta, secondo le regole vigenti. Queste imposte incidono sul netto di fine anno.
Esempio numerico commentato
Supponiamo che Sara percepisca 16.000 euro lordi annui di NASpI. L’importo rientra nel primo scaglione IRPEF del 23%. L’IRPEF lorda è 3.680 euro (16.000 x 23%).
Se non consideriamo detrazioni e addizionali, il netto sarebbe 12.320 euro. In pratica, l’INPS applica le detrazioni spettanti e poi le addizionali. Il risultato netto cambia in base alla Regione, al Comune e agli altri redditi dell’anno.
Se Sara ha solo NASpI e un reddito annuo basso, le detrazioni possono ridurre molto l’imposta. Se ha altri redditi, le detrazioni si riducono e cresce il prelievo.
Cumulo con lavoro e partita IVA: regole fiscali e comunicazioni
Durante la NASpI puoi lavorare. La legge prevede il cumulo parziale e la riduzione dell’indennità in base ai redditi. Le regole sono nel Decreto Legislativo 22/2015, articoli 9 e 10 (fonte: Normattiva), e nelle circolari INPS.
Lavoro dipendente a termine o part-time
Se trovi un lavoro subordinato di breve durata e con reddito contenuto, la NASpI non cessa sempre. In molti casi si riduce. La riduzione segue la regola percentuale prevista (spesso l’80% del reddito presunto, su base annua). Devi comunicare il reddito previsto entro 30 giorni all’INPS.
Se il rapporto supera determinate soglie o diventa a tempo indeterminato, la NASpI può sospendersi o decadere. Verifica sempre condizioni, soglie e durata prima di firmare.
Lavoro autonomo e partita IVA (anche in regime forfettario)
Se apri partita IVA, puoi mantenere la NASpI con riduzione. La riduzione, di norma, è pari all’80% del reddito annuo previsto da lavoro autonomo. Vale anche per il regime forfettario, che è un regime agevolato con imposta sostitutiva su un reddito forfettario e semplificazioni contabili.
Devi comunicare all’INPS il reddito presunto entro 30 giorni dall’inizio attività. Se non comunichi, l’INPS può recuperare somme e applicare sanzioni. A fine anno, il conguaglio considera il reddito effettivo risultante dalla dichiarazione dei redditi.
NASpI anticipata in unica soluzione
Puoi chiedere l’anticipazione della NASpI in unica soluzione per avviare un’attività autonoma, una impresa individuale, o per entrare in cooperativa. La base giuridica è l’articolo 8 del Decreto Legislativo 22/2015 (fonte: Normattiva). L’istanza va presentata in tempi stretti rispetto alla data di inizio attività.
L’anticipazione è rilevante fiscalmente nell’anno di erogazione. L’INPS opera come sostituto d’imposta e rilascia la Certificazione Unica. Se l’attività non parte o cessa in modo non conforme, scattano obblighi restitutori.
Adempimenti fiscali: CU, conguagli e dichiarazione
L’INPS rilascia ogni anno la Certificazione Unica. Indica imponibili, ritenute, addizionali e detrazioni applicate. Conserva sempre la CU. Ti servirà per la dichiarazione.
Se hai solo NASpI e sei senza altri redditi o oneri, potresti risultare esonerato dalla dichiarazione. Spesso però conviene presentare il Modello 730 per ottenere rimborsi o regolare le addizionali. Il conguaglio definisce l’imposta definitiva dell’anno.
Se hai lavorato o avviato attività, la dichiarazione è necessaria. Devi sommare tutti i redditi, verificare le detrazioni, e calcolare addizionali e trattamento integrativo. Le regole generali sono nel TUIR e nel DPR 600/1973 (fonti: Normattiva). Consulta sempre le istruzioni aggiornate dell’Agenzia delle Entrate.
Regola decisionale rapida
Hai solo NASpI per tutto l’anno?
Controlla le detrazioni in CU. Valuta il 730 se hai spese da portare in detrazione o addizionali da regolare. Se non hai altri redditi, spesso l’imposta è già corretta.
Hai trovato un lavoro subordinato breve?
Comunica il reddito presunto all’INPS entro 30 giorni. Verifica se la NASpI si riduce o si sospende. Conserva buste paga e CU per il conguaglio nel 730.
Stai aprendo partita IVA (anche in forfettario)?
Valuta l’anticipo NASpI in unica soluzione se investi subito. Se resti con NASpI mensile, comunica il reddito presunto. Calcola la riduzione dell’80% e verifica la sostenibilità dei flussi di cassa.
Hai altri redditi o oneri detraibili?
Presenta il 730. Somma NASpI e redditi. Applica detrazioni e addizionali. Controlla il trattamento integrativo. Così eviti debiti inaspettati a fine anno.
Dubbi su scelte e scadenze?
Leggi le norme base: Decreto Legislativo 22/2015 per NASpI; TUIR DPR 917/1986 per IRPEF e detrazioni; DPR 600/1973 per sostituti d’imposta; D.Lgs. 446/1997 e D.Lgs. 360/1998 per addizionali. Consulta anche INPS e Ministero del Lavoro.
Simulazioni pratiche: dal lordo al netto
Metodo passo-passo
1) Parti dal lordo annuo NASpI stimato dalla CU provvisoria o dall’importo mensile lordo moltiplicato per le mensilità attese.
2) Calcola l’IRPEF lorda applicando gli scaglioni 2026. Se hai altri redditi, somma tutto prima del calcolo.
3) Stima le detrazioni per redditi assimilati. Usa le formule dell’articolo 13 TUIR. Considera che decrescono all’aumentare del reddito.
4) Valuta il trattamento integrativo. Verifica i requisiti vigenti sull’imposta netta e sul reddito complessivo.
5) Aggiungi le addizionali regionali e comunali. Usa le aliquote deliberate da Regione e Comune per l’anno d’imposta.
6) Il risultato è la NASpI netta. Confronta con le trattenute mensili INPS. Se emergono differenze, il 730 le regolerà.
Errore comune da evitare
Non ignorare la decurtazione del 3% dal 6° mese. Se simuli 12 mesi uguali, sovrastimi il lordo e sottostimi l’aliquota media. Aggiorna i mesi con la riduzione mensile.
| Scenario | Requisiti fiscali principali | Comunicazioni obbligatorie | Riduzioni/Calcoli e tempistiche |
|---|---|---|---|
| NASpI ordinaria senza altri redditi | IRPEF a scaglioni 2026; detrazioni art. 13 TUIR; addizionali regionali/comunali | Nessuna comunicazione extra, salvo variazioni anagrafiche o familiari per detrazioni | Decurtazione 3% dal 6° mese; CU INPS a fine anno; eventuale 730 entro i termini ordinari |
| NASpI + lavoro dipendente breve | Reddito cumulato; possibile riduzione NASpI secondo regola dell’80% del reddito presunto | Comunicare all’INPS il reddito presunto entro 30 giorni dall’assunzione | Riduzione immediata o conguaglio; sospensione/decadenza se superi soglie o durata; CU datore e CU INPS per il 730 |
| NASpI + partita IVA (forfettario o ordinario) | Reddito autonomo imponibile (forfettario: reddito “forfettario” con imposta sostitutiva) | Comunicare all’INPS il reddito presunto entro 30 giorni dall’avvio | Riduzione NASpI pari all’80% del reddito presunto; conguaglio a dichiarazione; possibile anticipo in alternativa |
| NASpI anticipata in unica soluzione | Avvio attività autonoma/impresa/cooperativa entro i termini | Domanda di anticipo NASpI prima o subito dopo l’avvio, secondo istruzioni INPS | Erogazione unica; rilevanza fiscale nell’anno; obblighi restitutori se condizioni non rispettate |
| NASpI + oneri detraibili/deducibili rilevanti | Detrazioni per spese sanitarie, interessi mutuo, istruzione, ecc. | Presentare il Modello 730 con documenti di spesa | Conguaglio a credito/debito; rimborsi o versamenti di addizionali e IRPEF |
FAQ
La NASpI è tassata come uno stipendio? Come funziona il sostituto d’imposta INPS?
Sì. La NASpI rientra nei redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente. Lo dice l’articolo 50 del TUIR. Per questo subisce l’IRPEF a scaglioni, le addizionali locali e beneficia delle detrazioni ex articolo 13 TUIR. L’INPS svolge il ruolo di sostituto d’imposta. Applica le ritenute mensili, tiene conto delle detrazioni comunicate e a fine anno rilascia la Certificazione Unica. Se hai solo NASpI e nessun altro reddito, spesso la tassazione è già allineata. Se hai altri redditi o oneri, il Modello 730 effettua il conguaglio. In caso di versamenti insufficienti in corso d’anno, potresti risultare a debito in dichiarazione. Viceversa, se le ritenute sono state elevate, otterrai un rimborso.
Quali aliquote IRPEF si applicano nel 2026 e come incidono le detrazioni?
Nel 2026 si applicano gli scaglioni 23%, 33% e 43%. L’aliquota è progressiva: si tassa ogni “fetta” di reddito con l’aliquota del relativo scaglione. La NASpI si somma a tutti i redditi tassabili dell’anno. Dopo aver calcolato l’IRPEF lorda si applicano le detrazioni per redditi assimilati. Le prevede l’articolo 13 del TUIR. Sono più alte per i redditi bassi e si riducono al crescere del reddito complessivo. Se l’imposta netta è positiva e ricorrono i requisiti, può spettare il trattamento integrativo previsto dal Decreto-Legge 3/2020. In dichiarazione si ricalcola tutto: se le detrazioni comunicate all’INPS erano diverse da quelle effettive, il 730 le sistema e produce un rimborso o un debito.
Come funzionano le addizionali regionali e comunali sulla NASpI?
Le addizionali si aggiungono all’IRPEF nazionale. L’addizionale regionale IRPEF è prevista dal Decreto Legislativo 446/1997. L’addizionale comunale è prevista dal Decreto Legislativo 360/1998. Le aliquote le stabiliscono ogni anno Regioni e Comuni, spesso con scaglioni e soglie. L’INPS di solito le trattiene a conguaglio verso la fine dell’anno o l’anno successivo, in base alle istruzioni vigenti. Questo significa che potresti notare variazioni sul netto nei mesi di conguaglio. In dichiarazione, il software calcola le addizionali definitive sulla base del reddito complessivo. Se l’INPS ha trattenuto meno, il 730 chiederà il saldo. Se ha trattenuto di più, maturerai un credito. È normale vedere piccole differenze tra trattenute durante l’anno e importi a saldo nel 730.
Posso lavorare mentre prendo la NASpI? Cosa succede al netto se apro partita IVA in forfettario?
Sì, puoi lavorare. Con un nuovo lavoro subordinato di breve durata la NASpI spesso si riduce, secondo la regola percentuale sull’80% del reddito presunto. Devi comunicare all’INPS entro 30 giorni l’ammontare del reddito atteso. Con partita IVA, anche in regime forfettario, puoi mantenere la NASpI con riduzione, sempre in base al reddito presunto e poi effettivo. Il forfettario è un regime agevolato: si calcola un reddito “forfettario” su cui applichi un’imposta sostitutiva. Questo reddito rileva per le riduzioni della NASpI e per l’IRPEF complessiva. Se non comunichi il reddito presunto, rischi la decadenza o il recupero delle somme. Al netto, l’effetto pratico è una NASpI più bassa nei mesi di attività, con possibile conguaglio a dichiarazione. Valuta bene i flussi di cassa: tra imposta sostitutiva, contributi e riduzione della NASpI, serve un piano.
Meglio NASpI mensile o anticipo in unica soluzione? E come viene tassato l’anticipo?
Dipende dal progetto. Se avvii subito un’attività con costi iniziali, l’anticipo può dare liquidità utile. Se l’attività parte piano, la mensilità ti protegge nel tempo. L’anticipo è previsto dall’articolo 8 del Decreto Legislativo 22/2015. L’INPS eroga in un’unica soluzione gli importi residui. Fiscalmente, rileva nell’anno di erogazione. L’INPS opera come sostituto d’imposta e rilascia la CU. Poi, in dichiarazione, sommi l’anticipo agli altri redditi dell’anno e calcoli imposte, detrazioni e addizionali. Se l’attività non rispetta le condizioni, possono scattare richieste di restituzione. Prima di scegliere, fai due simulazioni: una con mensilità e riduzione per reddito da attività; una con anticipo, imposte sull’anticipo e costo fiscale dell’anno di avvio. Considera anche contributi previdenziali dell’attività e tempi di incasso.
