Ultimo aggiornamento: giugno 2026.
Nel regime forfettario paghi un’imposta sostitutiva (15% o 5%), i contributi previdenziali e l’imposta di bollo. Niente IVA. La base imponibile si calcola con coefficiente di redditività e principio di cassa.
- Aliquote: 15% ordinario; 5% start-up per i primi 5 anni se rispetti le condizioni di legge.
- Calcolo imposta: (incassi x coefficiente di redditività) − contributi previdenziali pagati.
- IVA esclusa; imposta di bollo da 2 euro sulle fatture oltre 77,47 euro con dicitura obbligatoria.
Cos’è il regime forfettario 2026 e chi può usarlo
Il regime forfettario è il regime fiscale semplificato per le Partite IVA individuali. Si basa su un reddito calcolato a forfait, cioè con una percentuale prefissata chiamata coefficiente di redditività.
Vale il principio di cassa. Significa che contano solo gli incassi effettivi nell’anno, non le fatture emesse ma non pagate.
La soglia di accesso e permanenza è 85.000 euro di ricavi o compensi annui. Se superi 100.000 euro, esci subito dal regime nell’anno stesso. Queste regole derivano dalla Legge 190/2014, come modificata dalla Legge 197/2022.
Fonti normative di riferimento
Le basi sono nella Legge 190/2014 (commi 54–89), nella Legge 145/2018 che ha ampliato l’ambito, e nella Legge 197/2022 che ha fissato il limite 85.000 euro e l’uscita immediata oltre 100.000 euro. Per l’IVA vale il DPR 633/1972. Per l’imposta di bollo il DPR 642/1972. Per contributi e minimali si consultano le circolari INPS e il Ministero del Lavoro. I testi ufficiali sono disponibili su Normattiva e sul portale dell’Agenzia delle Entrate.
Aliquote: 15% o 5% e condizioni per l’agevolazione start-up
L’imposta sostitutiva sostituisce IRPEF, addizionali regionali e comunali e, per le ditte individuali, l’IRAP. L’aliquota ordinaria è 15%.
Puoi applicare il 5% per i primi cinque periodi d’imposta se rispetti queste condizioni di legge (Legge 190/2014):
- Nessuna prosecuzione dell’attività svolta come dipendente o collaboratore con lo stesso committente. Eccezione: praticantato obbligatorio, ad esempio per avvocati e commercialisti.
- Nessuna Partita IVA individuale con attività effettiva (cioè con fatturato) nei tre anni precedenti l’apertura.
- Se subentri in un’attività già avviata, chi ti precede non deve aver superato 85.000 euro di incassi annui.
La durata del 5% è fissa: cinque periodi d’imposta. Se perdi uno dei requisiti, passi al 15% dall’anno successivo o, nei casi di uscita immediata dal regime, alle regole ordinarie IRPEF.
Cause ostative aggiornate
La causa ostativa legata ai redditi di lavoro dipendente è stata superata con gli interventi recenti. Oggi contano soprattutto soglie di ricavi/compensi e altre regole specifiche del regime. Verifica sempre eventuali aggiornamenti annuali nelle guide dell’Agenzia delle Entrate.
Come si calcola la base imponibile: coefficiente di redditività e principio di cassa
Per calcolare le tasse nel forfettario segui due passaggi:
- Moltiplica gli incassi annui per il coefficiente di redditività previsto per il tuo codice ATECO. Esempi tipici: professioni 78% o 67%; commercio 40%; ristorazione 40%; manifattura e artigianato 67% (i valori esatti dipendono dall’attività).
- Sottrai i contributi previdenziali obbligatori pagati nell’anno. Questo abbattimento è integrale perché i contributi sono deducibili dal reddito.
Il risultato è la base imponibile su cui applichi il 15% o il 5%. Ricorda: i costi reali che sostieni non contano nel calcolo. Il coefficiente li ingloba in modo forfettario.
Esempio pratico
Sei copywriter (coefficiente 67%). Incassi 30.000 euro nell’anno e versi 5.000 euro di contributi. Base imponibile: 30.000 x 67% = 20.100. 20.100 − 5.000 = 15.100. Imposta sostitutiva al 5%: 755 euro. Al 15%: 2.265 euro.
Sei commerciante (coefficiente 40%). Incassi 50.000 euro e versi 4.200 euro di contributi. Base imponibile: 50.000 x 40% = 20.000. 20.000 − 4.200 = 15.800. Imposta al 15%: 2.370 euro.
Contributi previdenziali: Gestione Separata e artigiani/commercianti
I contributi non sono tasse, ma incidono sul cash flow. Devi stimarli e accantonarli. Le regole variano in base alla gestione previdenziale.
Professionisti senza Cassa: Gestione Separata INPS
Versi una percentuale sul reddito professionale calcolato a cassa. L’aliquota è definita annualmente con circolare INPS. In genere copre IVS e maternità. Non ci sono minimali fissi, paghi in proporzione a quanto incassi.
Il contributo si versa a saldo e acconto insieme all’imposta sostitutiva con F24. Puoi usare il metodo storico o previsionale per gli acconti.
Artigiani e commercianti: IVS con minimali
Paghi contributi fissi sul minimale di reddito, più una percentuale sulle quote eccedenti. Aliquote, minimali e massimali si aggiornano ogni anno con circolari INPS. Esiste la riduzione del 35% per chi è nel forfettario, su domanda all’INPS. Attenzione: la riduzione abbassa la pensione futura perché riduce l’imponibile contributivo.
I contributi fissi si pagano in rate periodiche. I contributi eccedenti il minimale seguono saldo e acconti. Tutte le somme sono deducibili dal reddito forfettario.
IVA, fatturazione elettronica e imposta di bollo
Nel forfettario non addebiti l’IVA nelle fatture e non detrai l’IVA sugli acquisti. Scrivi in fattura la dicitura che segnala il regime agevolato ai sensi della Legge 190/2014.
La fattura elettronica è obbligatoria per tutti i forfettari a regime. Il quadro normativo discende dal Decreto-Legge 36/2022, convertito nella Legge 79/2022, con graduale estensione fino all’obbligo generalizzato.
Sulle fatture oltre 77,47 euro applichi 2 euro di imposta di bollo. Usi la dicitura: “imposta di bollo assolta in modo virtuale ex art. 15 del D.P.R. 642 del 1972”. Il pagamento del bollo avviene periodicamente tramite i servizi dell’Agenzia delle Entrate.
Scadenze, acconti e metodo di pagamento
Paghi imposta sostitutiva e contributi con modello F24. Versi il saldo dell’anno precedente e gli acconti per l’anno in corso secondo il calendario fiscale fissato dal MEF e dall’Agenzia delle Entrate.
Gli acconti si calcolano di norma sul 100% dell’imposta dovuta l’anno prima, in una o due rate, secondo le regole vigenti. Puoi usare il metodo previsionale se stimi di pagare meno, ma se sbagli paghi sanzioni e interessi.
Conserva prove degli incassi per applicare correttamente il principio di cassa: estratti conto, ricevute POS e quietanze.
Regola decisionale rapida
Usa questa regola per decidere come calcolare e stimare subito cosa accantonare ogni mese:
- Incassi previsti nell’anno x coefficiente di redditività = reddito forfettario lordo.
- Stima contributi: Gestione Separata (percentuale INPS annuale) o IVS artigiani/commercianti (minimali + percentuale eccedenza, con o senza riduzione 35%).
- Reddito forfettario lordo − contributi stimati = base imponibile fiscale.
- Base imponibile x 5% (se hai i requisiti start-up) oppure x 15% = imposta sostitutiva.
- Accantonamento mensile consigliato = (contributi annui stimati + imposta annua stimata) / 12, con un margine di sicurezza del 5–10% per eventuali acconti.
Altre regole da conoscere
Ritenute d’acconto
Nel forfettario non subisci ritenute d’acconto se consegni al cliente la dichiarazione che attesti il regime agevolato ai sensi dell’art. 1, comma 67, della Legge 190/2014. Se le subisci per errore, maturi un credito d’imposta.
IRAP e addizionali
L’imposta sostitutiva rimpiazza IRPEF e addizionali. Le ditte individuali sono fuori anche dall’IRAP secondo la normativa vigente. Controlla sempre eventuali aggiornamenti annuali regionali.
Beni strumentali e dipendenti
Non esiste più il vecchio limite dei 20.000 euro per beni strumentali. Puoi assumere o collaborare senza perdere il forfettario, rispettando soglie di ricavi e regole sul lavoro. Per il costo del personale non hai deduzioni analitiche nel regime.
Esempi numerici comparati
Professionista in Gestione Separata. Incassi 40.000 euro. Coefficiente 67%: 26.800. Contributi stimati 26% su 26.800 = 6.968. Base imponibile: 19.832. Imposta 15%: 2.974,80. Totale oneri: circa 9.943.
Commerciante IVS. Incassi 60.000 euro. Coefficiente 40%: 24.000. Contributi: minimali annui + percentuale eccedenza (dati INPS dell’anno). Se ipotizzi 4.500 euro totali, base imponibile: 19.500. Imposta 15%: 2.925. Totale oneri: 7.425.
Start-up al 5%. Stessi numeri del professionista: imposta 5% su 19.832 = 991,60. Il risparmio sul primo quinquennio è rilevante.
Tabella scenari, requisiti e tempistiche
| Scenario | Requisiti chiave | Base imponibile e imposta | Tempistiche e adempimenti |
|---|---|---|---|
| Professionista senza Cassa (Gestione Separata) | Ricavi/compensi entro 85.000 euro; nessuna causa ostativa; eventuale 5% se nuova attività | (Incassi x coefficiente, es. 67%) − contributi INPS Gestione Separata; imposta 15% o 5% | Fattura elettronica sempre; bollo ove dovuto; saldo e acconti imposta e INPS con F24 secondo calendario |
| Commerciante (IVS) | Ricavi entro 85.000 euro; possibile riduzione INPS 35% su domanda | (Incassi x coefficiente, es. 40%) − contributi IVS (minimali + eccedenza); imposta 15% o 5% | Contributi fissi in rate INPS; eccedenze a saldo/acconti; fattura elettronica; bollo se dovuto |
| Artigiano (IVS) | Ricavi entro 85.000 euro; rispetto delle regole INAIL/INPS; opzionale riduzione 35% | (Incassi x coefficiente, es. 67%) − contributi IVS; imposta 15% o 5% | Rate contributive INPS; saldo/acconti; gestione bollo trimestrale tramite servizi AdE |
| Start-up con aliquota 5% | No prosecuzione lavoro per stesso committente (salvo praticantato), nessuna P.IVA attiva con fatturato negli ultimi 3 anni, subentro con precedenti incassi ≤ 85.000 euro | Stessa base imponibile; imposta al 5% per 5 periodi d’imposta | Autodichiarazione in dichiarazione redditi; verifica annuale requisiti; monitoraggio soglie |
| Superamento soglie | Oltre 85.000 euro: uscita dall’anno successivo; oltre 100.000 euro: uscita immediata | In caso di uscita: IVA e IRPEF ordinarie dal momento previsto | Comunicazioni e adeguamenti gestionali; liquidazioni IVA se si entra nel regime ordinario |
FAQ
Quali tasse pago nel forfettario e cosa comprende l’imposta sostitutiva?
Paghi l’imposta sostitutiva e i contributi previdenziali. L’imposta sostitutiva copre IRPEF e addizionali regionali e comunali. Per le ditte individuali non c’è IRAP. Non versi l’IVA sulle vendite e non detrai l’IVA sugli acquisti. L’imposta di bollo di 2 euro è dovuta per le fatture oltre 77,47 euro ed è un tributo autonomo, non compreso nell’imposta sostitutiva. Il quadro deriva dalla Legge 190/2014 e dal DPR 633/1972 per l’IVA, nonché dal DPR 642/1972 per il bollo. I testi sono consultabili su Normattiva e sui canali dell’Agenzia delle Entrate.
Come stimo gli acconti 2026 senza sbagliare e quali metodi posso usare?
Hai due metodi. Con il metodo storico calcoli gli acconti sul 100% dell’imposta sostitutiva dovuta per l’anno precedente. Con il metodo previsionale li calcoli sull’imposta che prevedi di dover pagare nell’anno in corso. Il metodo previsionale aiuta se sai che incasserai meno o pagherai più contributi, ma se sbagli paghi sanzioni e interessi. La ripartizione in una o due rate e le scadenze sono fissate annualmente dal MEF e dall’Agenzia delle Entrate. Per i contributi INPS si applicano regole simili: saldo sull’anno precedente e acconti sull’anno in corso, con modalità riportate nelle circolari INPS.
Posso usare il 5% se ho fatto il praticantato o se riprendo una vecchia attività?
Sì, se il rapporto precedente era un praticantato obbligatorio previsto dall’ordinamento (esempio: tirocinio per l’abilitazione professionale), non si considera prosecuzione. Puoi quindi accedere al 5% se rispetti anche gli altri requisiti: nessuna Partita IVA individuale con fatturato nei tre anni precedenti e, in caso di subentro in attività altrui, incassi storici del cedente non oltre 85.000 euro. Se invece hai svolto lavoro dipendente o collaborazione continuativa con lo stesso committente e ora offri gli stessi servizi, di norma non puoi applicare il 5% perché sarebbe prosecuzione. Le condizioni sono stabilite dalla Legge 190/2014, consultabile su Normattiva.
Cosa succede se supero i 85.000 euro o i 100.000 euro di incassi?
Se superi 85.000 euro ma resti entro 100.000 euro, esci dal forfettario dall’anno successivo. Passerai al regime IVA ordinario e all’IRPEF progressiva con addizionali. Dovrai riorganizzare la fatturazione, applicare l’IVA, registrare acquisti e vendite e presentare le liquidazioni. Se superi 100.000 euro, scatta l’uscita immediata nell’anno stesso in cui superi la soglia. Da quel momento applichi l’IVA secondo le regole ordinarie e calcoli l’IRPEF a scaglioni. Questa disciplina discende dalla Legge 197/2022 che ha aggiornato la Legge 190/2014. Verifica sempre con il tuo consulente il momento esatto del passaggio e gli adempimenti transitori.
Quali spese posso “scaricare” nel forfettario e come ottimizzo i contributi?
Nel forfettario non deduci le spese in modo analitico come nel regime ordinario. Il coefficiente di redditività sostituisce le deduzioni puntuali. Puoi però dedurre interamente i contributi previdenziali obbligatori pagati nell’anno, riducendo la base imponibile su cui calcoli l’imposta sostitutiva. Per ottimizzare: valuta la riduzione INPS del 35% se sei artigiano o commerciante (riduce il costo ma incide sulla pensione); distribuisci i pagamenti dei contributi in modo da massimizzare la deduzione nell’anno con più incassi; usa il metodo previsionale per gli acconti se stimi forti cali di reddito. Le regole sui contributi sono determinate da leggi previdenziali e circolari INPS, consultabili presso il Ministero del Lavoro e l’INPS.
