Regime forfettario e contributi INPS: come effettuare il calcolo?

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Regime Forfettario contributi inps

Se stai leggendo questo articolo, sai già cos’è il regime forfettario e in questo caso puoi andare subito al capitolo 2, altrimenti nel prossimo capitolo scoprirai brevemente la differenza riguardo i contributi INPS in regime forfettario rispetto al regime ordinario.

Regime Forfettario: caratteristiche e chi può accedervi

Il regime forfettario è un regime fiscale pensato per agevolare l’apertura di nuove attività di lavoro autonomo e supportare quelle già esistenti aventi un guadagno ridotto. Trattandosi di un regime particolarmente vantaggioso sono previste delle regole d’entrata e di mantenimento che ne limitano l’utilizzo.

Prima di aprire una Partita IVA Forfettaria è necessario verificare di possedere i seguenti requisiti:

  • Essere residenti in italia
  • Non avere partecipazioni in Società di Persone
  • Non avere partecipazioni di controllo in società di capitali nello stesso settore dell’attività che si vuole svolgere
  • Avere un reddito da lavoro dipendente non superiore a 30.000€ lordi

Se rispetti tutte questi requisiti puoi dire di avere già un piede nel regime forfettario.

L’adozione del Regime Forfettario permette di godere di diversi vantaggi rispetto al Regime Ordinario primo fra tutti una tassazione ridotta che si concretizza in un aliquota del 5% per le nuove attività (per un massimo di 5 anni) e del 15% per le attività già esistenti. Inoltre i soggetti in regime forfettario non sono tenuti ad applicare l’IVA in maggiorazione del prezzo dei propri prodotti mentre la determinazione dei costi legati alla propria attività viene effettuata forfettariamente attraverso una percentuale detta Coefficiente di Redditività.

In aggiunta a queste agevolazioni troviamo anche una riduzione legata ai contributi previdenziali. Infatti le ditte individuali Artigiane e Commerciali che aderiscono a questo regime possono usufruire, se ne fanno esplicita richiesta, di una riduzione dei contributi del 35%. Parleremo più approfonditamente di questo argomento in uno dei prossimi paragrafi che sarà dedicato a questo specifico tema.

Cosa sono i contributi previdenziali e a che cosa servono

I contributi previdenziali sono quelle somme di denaro che vengono versate alla cassa previdenziale, identificata a seconda dell’attività professionale svolta, che servono per andare a formare la tua futura pensione che riceverai al termine della tua attività lavorativa dopo aver raggiunto l’ammontare contributivo necessario o l’anzianità prevista dall’istituto previdenziale di riferimento. 

Come vedremo nei prossimi paragrafi la determinazione nel regime forfettario  il calcolo dei contributi differisce a seconda della propria cassa previdenziale di riferimento. 

Regime Forfettario e Contributi INPS: le differenze dei contributi in base alla professione 

Quando si parla di contributi previdenziali e Partita IVA è necessario fare una distinzione tra le varie tipologie di inquadramento della propria attività in quanto l’obbligo di versamento dei contributi cambia nelle modalità a seconda della professione che svolgi.

E’ indispensabile fare una distinzione tra le attività svolte in forma di ditta individuale che rientrano nel settore dell’artigianato e del commercio da quelle svolte come libero professionista. Per chi fa parte di quest’ultima categoria è necessario fare un’ulteriore distinzione tra le professioni soggette all’iscrizione ad un ordine di appartenenza come ad esempio gli avvocati, gli psicologi e gli ingegneri e quelle per cui non è previsto nessun albo professionale come ad esempio i web designer, i fotografi e i videomaker.

Sulla base della categoria di appartenenza vengono adottate le diverse modalità di calcolo e di versamento dei contributi. 

Le ditte individuali iscritte in Camera di Commercio o all’albo Artigiani sono tenute a versare i contributi previdenziali alla Gestione INPS dedicata agli Artigiani e ai Commercianti a seconda del settore di appartenenza del proprio codice ATECO. Ciò comporta l’iscrizione all’Ente previdenziale e il versamente di contributi fissi ogni trimestre e l’eventuale versamento di contributi aggiuntivi al superamento della somma minima stabilita dall’ente previdenziale. Vedremo il calcolo nello specifico nei seguenti paragrafi.

I liberi professionisti che svolgono un’attività che prevede l’iscrizione ad un albo professionale devono iscriversi alla cassa previdenziale privata correlata alla professione svolta seguendo le regole di dichiarazione, calcolo e versamento stabilite dalle singole casse previdenziali.  

Infine i professionisti che svolgono attività per le quali non è prevista l’iscrizione ad un albo professionale sono obbligati ad iscriversi alla Gestione Separata INPS versando i contributi secondo le regole e le aliquote percentuali stabilite dall’istituto previdenziale.

Vedremo un esempio di calcolo per ogni tipologia nei seguenti paragrafi. 

Se sei un professionista con cassa professionale

Se hai aperto partita IVA come libero professionista e hai iniziato a svolgere una professione per la quale è necessaria l’iscrizione ad un albo professionale allora dovrai iscriverti alla cassa previdenziale privata di riferimento della tua attività. 

Le casse previdenziali private sono istituti che si occupano di raccogliere i contributi dei propri iscritti ed erogare le relative prestazioni previdenziali e assistenziali improntando tutto sulla tipologia di professione a cui fanno riferimento.

Ogni cassa ha un suo regolamento nel quale vengono indicate le modalità di iscrizione, i tempi e i modi in cui devono essere effettuate le dichiarazioni contributive, le aliquote percentuali da applicare e le eventuali riduzioni contributive che possono essere richieste  da determinate categorie di iscritti. 

Ci sono molte caratteristiche che accomunano le principali casse previdenziali private negli elementi appena elencati. In particolare è comune l’adozione di un sistema contributivo basato sia su una componente fissa che variabile. Inoltre la maggior parte delle casse prevede un’agevolazione per gli iscritti di età inferiore ai 35 anni e per chi ha appena attivato l’iscrizione in modo che l’inizio dell’attività non venga gravata troppo dal versamento dei contributi previdenziali. 

Ad esempio gli psicologi fino a 35 anni, iscritti ad Enpap da meno di 3 anni, possono usufruire di una riduzione del contributo minimo soggettivo pagando (per un reddito professionale netto da 0€ a 2.600€) 260€ anziché 780€.   

Vista la complessità di questo argomento ti consigliamo di farti supportare da un esperto in materia. Fiscozen ti permette di avere un consulente fiscale sempre al tuo fianco per non doverti preoccupare delle questioni fiscali e contributive. Chiedi una consulenza gratuita per analizzare il tuo caso specifico.

Se sei un professionista in Gestione Separata INPS

Se svolgi una professione per la quale non è previsto un albo e una cassa previdenziale specifica allora dovrai iscriverti alla Gestione Separata INPS. Questa sezione dell’istituto nazionale di previdenza è stata creata per il versamento dei contributi di questi soggetti che negli anni sono diventati sempre più numerosi grazie alla nascita di nuove professioni per le quali non è ancora stato istituito un ordine professionale.

La gestione separata prevede una percentuale contributiva del 26,23% per il 2022. Per calcolare i contributi da pagare è necessario moltiplicare il reddito lordo (che si ottiene moltiplicando l’incassato per il coefficiente di redditività)  per la percentuale contributiva.

Ora passiamo ad un esempio pratico per rendere più chiaro il meccanismo di calcolo:

Marco è un Web Designer che ha aperto la partita IVA nel 2022. Considerando che in tutto il 2022 Marco incasserà un totale di 35.000 euro calcoliamo di seguito l’importo dei contributi previdenziali a saldo per il 2022.

Importo incassato: 35.000 euro 

Coefficiente di Redditività: 78% 

Reddito Lordo: 35.000×78%= 27.300€

Saldo contributi 27.300×26,23%= 7.160€

Il vantaggio nell’adottare la Gestione Separata è che l’ammontare dei contributi da versare è strettamente collegato con il volume d’affari generato con la tua attività e ciò vuol dire che in corrispondenza di un incasso pari a zero corrisponde anche un versamento contributivo pari a zero in quanto non è prevista una componente contributiva in misura fissa. Il principale svantaggio di questo tipo di contribuzione è rappresentato da un aliquota percentuale considerevolmente alta.   

Se sei un Commerciante o un Artigiano

La cassa Artigiani e Commercianti è una cassa previdenziale istituita e gestita dall’INPS e appositamente pensata per gli imprenditori che fanno parte di questi due settori economici.

A differenza della Gestione Separata, le casse Artigiani e Commercianti prevedono dei contributi fissi annuali che devono essere versati trimestralmente con scadenza a Maggio, Agosto, Novembre e ultima rata a Febbraio dell’anno successivo. Inoltre sulle somme incassate in eccedenza rispetto alla soglia minima di 16.243€ viene applicata la percentuale contributiva del 24% per gli artigiani e 24,48% per i commercianti.

Ora passiamo ad un esempio pratico per rendere più chiaro il meccanismo di calcolo:

Elisa ha aperto partita IVA e posizione presso l’albo degli artigiani come tatuatrice nel Gennaio 2022. Considerando che in tutto il 2022 Elisa incasserà 35.000€ calcoliamo di seguito l’importo dei contributi previdenziali a saldo per il 2022.

Importo incassato: 35.000€

Coefficiente di redditività: 67%

Reddito lordo: 35.000×67%= 23.450€

Contributi fissi: 3.905,76€

Importo eccedente il minimale: 23.450-16.243= 7.207€

Contributi variabili sull’eccedenza: 7.207×24%= 1.729€

Totale contributi INPS da versare: 3.836€+1.729€= 5.565€

Elisa pagherà i contributi fissi in 4 rate trimestrali ognuna da 976,44 euro e in sede di dichiarazione dei redditi annuale dovrà versare i contributi sull’eccedenza.

In ultima analisi, la componente fissa prevista dalla Cassa Artigiani e Commercianti può essere vista come uno svantaggio soprattutto per chi è in fase di avvio della propria attività perché con questo meccanismo, nei casi peggiori l’importo dei contributi da pagare potrebbe essere superiore all’effettivo volume d’affari sviluppato. 

Nel caso di incasso pari a zero i contributi minimi dovranno essere comunque versati.

Dall’altra parte però è importante sottolineare che una volta superato il minimale previsto, i contributi da versare alla cassa Artigiani e Commercianti risultano essere nettamente inferiori rispetto a quelli da versare alla Gestione Separata a parità di condizioni.

Regime Forfettario e contributi INPS: Riduzione del 35% e vantaggi

L’INPS ha previsto una riduzione facoltativa dei contributi nella misura del 35% per le ditte individuali del Commercio o Artigianato che aderiscono al regime forfettario. Trattandosi di una scelta facoltativa è previsto che venga inoltrata una specifica richiesta tramite il sito dell’INPS al fine di attivare questa riduzione. La richiesta in questione deve essere inoltrata tempestivamente e comunque non oltre il 28 febbraio successivo alla data di inizio dell’attività.

E’ importante specificare che la riduzione del 35% viene applicata sia sulla parte fissa dei contributi che sulla parte variabile.

Ora passiamo ad un esempio pratico per rendere più chiaro il meccanismo di calcolo. 

Daniele ha aperto la Partita IVA in Regime Forfettario e ha effettuato la registrazione presso la Camera di Commercio per la sua attività di ecommerce nel gennaio 2022 e ha inoltrato la richiesta per la riduzione dei contributi del 35%. Considerando che in tutto l’anno 2022 incasserà 45.000€ calcoliamo di seguito l’importo dei contributi da versare per l’anno di apertura.

Importo incassato: 45.000€

Coefficiente di redditività: 40%

Reddito lordo: 45.000€ x 40%= 18.000€

Poiché l’importo è superiore a 16.243€ Daniele dovrà versare i contributi fissi e il 24,48% sull’eccedenza. Su entrambi i contributi potrà applicare la riduzione del 35%..

Contributi fissi ridotti del 35%: 2.589,41€ (da versare in 4 rate da 647,35€)

Inoltre dovranno essere versati i contributi sull’eccedenza del minimale calcolati come segue:

Eccedenza sul minimale; 18.000€-16.243€= 1.757€

Contributo sull’eccedenza: 1.757*24,48%= 430,11€

Contributo sull’eccedenza ridotto del 35%: 279,57€

Totale contributi da versare: 2589,41€+279,57€= 2.868,98€

E’ importante ricordare che oltre al saldo devono essere versati anche gli acconti per l’anno successivo, per sapere di quanto si tratta ti consigliamo di approfondire con un consulente fiscale in quanto in alcuni casi si possono evitare. Ti ricordiamo che Fiscozen è a tua disposizione per una consulenza gratuita e senza impegno. 

Regime Forfettario e contributi INPS: come influiscono sul calcolo delle tasse 

Come abbiamo visto nei paragrafi precedenti tutti i lavoratori autonomi, indipendentemente dalla tipologia di attività e dal regime fiscale applicato, devono versare i contributi previdenziali al fine di garantirsi la pensione per il futuro.

I contributi previdenziali sono tutti gli effetti dei costi per i lavoratori autonomi e rappresentano anche l’unica categoria di costi che possono essere “scaricati” analiticamente dagli autonomi che hanno aderito al regime forfettario. Infatti ricordiamo che il regime forfettario determina i costi relativi all’attività sulla base di percentuali stabilite per ogni tipologia di attività applicando il cosiddetto Coefficiente di Redditività.

Infatti il calcolo delle tasse del Regime Forfettario prevede che i contributi previdenziali versati l’anno precedente vengano sottratti dal reddito lordo prima di applicare l’aliquota dell’imposta sostitutiva del 5% o del 15%.

Per poter “scaricare” i contributi è importante che siano stati effettivamente versati e per questo è necessario possedere e conservare la certificazione rilasciata dalla cassa privata o i modelli F24 relativi al versamento dei contributi nel caso di adesione alla Gestione Separata o alla Gestione Artigiani e commercianti.

I contributi previdenziali, la loro determinazione e il corretto versamento rappresentano degli adempimenti  molto importanti e per questo è importante avere il supporto di un esperto che sappia darti le corrette indicazioni su quanto e quando pagare per permetterti di vivere la Partita IVA senza stress dedicandoti principalmente allo sviluppo della tua attività. 

Affidandoti a Fiscozen avrai un consulente fiscale dedicato sempre disponibile per ogni tuo dubbio e sarai sempre informato sulle tue scadenze. Richiedi una consulenza gratuita per scoprire di più su come regime forfettario e contributi influiscono nel tuo caso specifico.

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